La recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale (SSN) è stata accolta positivamente dalla FNO TSRM e PSTRP, la Federazione che rappresenta le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
Secondo la Federazione, il provvedimento costituisce un passaggio rilevante per rafforzare l’assistenza territoriale e consolidare la continuità tra ospedale e territorio. Tuttavia, il giudizio complessivo sulla riforma è rimandato alla fase attuativa: saranno i decreti delegati a determinare l’effettiva portata del cambiamento.
Non basta la legge delega: il nodo dei decreti attuativi
Il presidente della FNO TSRM e PSTRP, Diego Catania, ha sottolineato come la legge delega rappresenti una base normativa importante, ma ha evidenziato che il vero banco di prova sarà costituito dai decreti attuativi.
In particolare, la Federazione chiede che in tali decreti vengano:
chiaramente esplicitati ruoli e competenze delle diverse professioni sanitarie;
garantite risorse adeguate per il rafforzamento del personale sul territorio;
valorizzati i contributi specifici delle professioni sanitarie nei percorsi di prevenzione, diagnosi precoce e assistenza domiciliare.
Secondo la FNO TSRM e PSTRP, la riforma non può limitarsi a un semplice ridisegno organizzativo. Per rendere il SSN più efficiente e realmente vicino ai bisogni delle persone, è necessario che i decreti riconoscano in modo chiaro e misurabile il ruolo di ciascuna professione sanitaria nella presa in carico della fragilità e nell’integrazione tra servizi sanitari e sociali.
Investire sul territorio con personale qualificato
Un altro punto centrale riguarda le risorse umane. La Federazione evidenzia come la riforma possa essere efficace solo se accompagnata da un reale incremento degli organici, attraverso politiche di assunzione e di valorizzazione delle competenze professionali.
Secondo Catania, solo investendo su équipe multiprofessionali strutturate sarà possibile affrontare in modo adeguato le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente complessità dei bisogni di salute.
In questo quadro, la FNO TSRM e PSTRP ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con Governo e Parlamento, offrendo contributi tecnici qualificati alla stesura dei decreti attuativi, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali e promuovere modelli di assistenza più integrati.
Una riforma che richiede concretezza
La posizione della Federazione si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge anche altre rappresentanze professionali e istituzionali. Se sul piano dei principi esiste un consenso diffuso sull’importanza della legge delega, appare altrettanto chiaro che la fase decisiva sarà quella attuativa.
Perché la riforma produca effetti concreti, non basteranno enunciazioni generali. Nei decreti dovranno trovare spazio:
una definizione puntuale dei ruoli professionali;
la sostenibilità delle funzioni attribuite;
un investimento reale di risorse umane e organizzative su tutto il territorio nazionale.
Il rischio, segnalato da più rappresentanze sanitarie, è che in assenza di indicazioni chiare e risorse dedicate la riforma resti sulla carta, senza incidere su problemi strutturali come la carenza di personale nei servizi territoriali, la continuità delle cure e la gestione delle cronicità e della fragilità.
In questo contesto, la richiesta della FNO TSRM e PSTRP di inserire competenze precise e risorse adeguate nei decreti attuativi non rappresenta solo un’esigenza delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, ma un contributo al rafforzamento complessivo del Servizio sanitario nazionale, affinché tutte le professioni sanitarie possano concorrere pienamente alla tutela della salute dei cittadini
