La sanità siciliana è oggetto di un’analisi approfondita da parte della Corte dei Conti, che ha dedicato oltre cento pagine a una ricognizione tecnica sul funzionamento del sistema sanitario regionale.
Tra i diversi ambiti esaminati, uno dei punti centrali riguarda la gestione dell’attività intramoenia all’interno delle strutture pubbliche.
Il dossier non assume toni politici né individua responsabilità contingenti, ma si colloca su un piano istituzionale e strutturale, evidenziando criticità organizzative che si trascinano da anni e che richiedono strumenti di governo sempre più raffinati.
Intramoenia e liste d’attesa: un equilibrio complesso
L’analisi della magistratura contabile si concentra su un aspetto specifico:
la difficoltà di garantire un controllo pienamente efficace sulle prestazioni private svolte in ambito pubblico, in un contesto in cui i tempi di attesa per le prestazioni istituzionali risultano spesso superiori agli standard previsti.
Il tema non è l’intramoenia in quanto tale, che rappresenta un istituto previsto dall’ordinamento, ma l’equilibrio complessivo del sistema, che deve assicurare:
la priorità dell’assistenza pubblica
la tracciabilità delle attività
la trasparenza nella gestione delle agende
Una criticità storica del sistema sanitario
Il dossier si inserisce in una riflessione più ampia, che riguarda criticità strutturali stratificate nel tempo: carenza di personale, domanda assistenziale crescente, difficoltà di programmazione e sistemi informativi non sempre integrati.
In questo quadro, la Corte dei Conti richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare i meccanismi di monitoraggio, affinché l’attività libero-professionale non interferisca, neppure indirettamente, con l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
Impatto economico e sostenibilità
Un ulteriore profilo analizzato riguarda la sostenibilità economica del sistema.
La mancanza di un controllo puntuale può generare inefficienze e costi indiretti, senza produrre un reale miglioramento dell’accesso alle cure.
Il tema, anche in questo caso, non è politico ma gestionale: riguarda la capacità del sistema sanitario regionale di utilizzare in modo ottimale le risorse disponibili, garantendo equità e appropriatezza.
Un richiamo alla governance, non allo scontro
Il valore del dossier risiede proprio nel suo approccio:
non un atto di accusa, ma un richiamo istituzionale alla governance, alla necessità di strumenti di controllo moderni e di una programmazione sempre più basata su dati reali.
È su questo terreno – tecnico, organizzativo, amministrativo – che si gioca la partita dell’abbattimento delle liste d’attesa e del rafforzamento della sanità pubblica.
Una riflessione utile per tutto il sistema sanitario
L’analisi della Corte dei Conti rappresenta un’occasione di riflessione per l’intero sistema sanitario, non solo siciliano.
La sfida è comune a molte regioni: conciliare attività istituzionale, libera professione e diritto alle cure, senza creare diseguaglianze né zone d’ombra.
Ed è proprio su questo piano, lontano dalla polemica e vicino alla responsabilità istituzionale, che il dibattito può diventare costruttivo
