Cosa sappiamo, cosa cambia e quali sono le implicazioni assistenziali
L’influenza stagionale 2025-26 sta mostrando un andamento particolarmente intenso in Italia e in altre aree del mondo. Gran parte dell’aumento dei casi è attribuita alla diffusione di una variante genetica del virus A/H3N2, nota come sottoclade K o “variante K”, che si è ormai affermata come ceppo dominante della stagione influenzale corrente.
Cosa sta succedendo: aumentano i casi
Secondo i dati più recenti, la stagione influenzale è entrata nel vivo anche nel periodo festivo: gli esperti si aspettano un rialzo dei contagi dovuto anche alla maggiore interazione sociale durante le festività natalizie, con un picco previsto nei primi giorni di gennaio.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha segnalato una incidenza in crescita delle infezioni respiratorie acute nella popolazione, con una quota significativa attribuita all’influenza A/H3N2 e in particolare alla variante K.
In alcune regioni italiane, nelle settimane centrali di dicembre, oltre il 40 % dei casi di sindromi respiratorie acute risultava riconducibile al virus influenzale, con una maggiore incidenza nei bambini più piccoli, specialmente sotto i 4 anni.
Variante K: cosa sappiamo
La variante K fa parte del gruppo dei virus influenzali A/H3N2 e rappresenta un sottoclade del virus stagionale, caratterizzato da specifiche modificazioni genetiche nella proteina emagglutinina.
È importante sottolineare che:
Non ci sono evidenze che la variante sia più grave dal punto di vista clinico rispetto alle forme influenzali classiche, ma la sua maggior diffusività porta a un aumento della circolazione virale e dei casi totali.
I sintomi rimangono quelli tipici dell’influenza: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e malessere generale, con possibili disturbi gastrointestinali soprattutto nei bambini.
La variante può eludere parzialmente l’immunità preesistente, derivata da vaccinazioni o infezioni precedenti, facilitando la trasmissione soprattutto in popolazioni più vulnerabili.
Impatto sulla vaccinazione
La formulazione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2025-26 è basata sui ceppi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che includono componenti di virus A/H3N2. Tuttavia, la comparsa e la diffusione della variante K — emersa dopo la fase di selezione dei ceppi vaccinali — ha generato una discussione sulla possibile efficacia relativa del vaccino contro questa specifica sottovariante.
Nonostante questo, le autorità sanitarie ribadiscono che il vaccino antinfluenzale rimane uno strumento fondamentale per ridurre ricoveri e complicanze, soprattutto nelle categorie a rischio come anziani, bambini piccoli e persone con comorbidità, anche se la protezione potrebbe essere parzialmente inferiore rispetto a un perfetto abbinamento vaccino-ceppo.
Cosa significa per l’assistenza infermieristica
Per gli infermieri e gli operatori sanitari, l’attuale situazione influenzale pone alcune sfide assistenziali e organizzative:
Maggiore carico assistenziale per ricoveri e accessi ai servizi di pronto soccorso o cure primarie, soprattutto in contesti già sotto pressione nei periodi invernali.
Sorveglianza clinica attiva dei pazienti fragili, inclusi anziani e persone con condizioni croniche, che possono sviluppare complicanze rapidamente.
Comunicazione efficace con i pazienti su prevenzione, vaccinazione e misure di igiene respiratoria.
Coordinamento con équipe medica e servizi territoriali, per garantire continuità assistenziale anche durante i picchi di contagio stagionale.
Prevenzione e buone pratiche
Le principali misure preventive restano:
vaccinazione antinfluenzale stagionale anche in presenza di varianti;
igiene delle mani e respiratoria (coprire bocca e naso in caso di tosse/starnuti);
mantenimento di ambienti ben ventilati;
uso di mascherine in situazioni ad alto rischio o in presenza di sintomi respiratori;
isolamento volontario in caso di malattia attiva.
Queste strategie non solo riducono la diffusione dell’influenza, ma contribuiscono anche alla protezione del sistema sanitario riducendo la pressione sui servizi.
Policlinico di Milano
La stagione influenzale 2025-26, trainata dalla variante K dell’H3N2, sta portando a un aumento significativo dei casi sia in Italia sia a livello globale. Sebbene la gravità clinica non appaia sensibilmente maggiore rispetto a forme stagionali classiche, la sua maggiore diffusività e circolazione in ampia scala richiede attenzione clinica, organizzativa e preventiva. Per gli operatori sanitari, la sfida resta quella di bilanciare la risposta assistenziale con le esigenze di sorveglianza, prevenzione e tutela delle popolazioni più fragili.
