Stimare quanti operatori socio-sanitari (OSS) manchino negli ospedali siciliani non è un esercizio semplice né riducibile a un numero secco. Qualsiasi valutazione seria deve tenere conto di molteplici variabili strutturali, organizzative e assistenziali che incidono in modo significativo sul fabbisogno reale di personale. Questo articolo esplicita tutte le principali varianti che influenzano la stima, per evitare letture superficiali o strumentali.
Perimetro considerato
La prima variabile riguarda il perimetro del sistema sanitario analizzato. La stima cambia sensibilmente se si considerano solo gli ospedali delle ASP, oppure se si includono anche le aziende ospedaliere, i policlinici universitari e, in alcuni casi, il privato accreditato. Ogni perimetro ha piante organiche differenti, modelli organizzativi diversi e carichi assistenziali non sovrapponibili. Senza una chiara delimitazione del campo di analisi, il dato finale perde significato.
Posti letto: previsti, attivi e reali
Un’altra variabile cruciale riguarda il numero dei posti letto. Esistono i posti letto previsti dalla programmazione regionale, quelli formalmente attivi e quelli effettivamente assistiti. In molti ospedali siciliani, soprattutto nei reparti di medicina e nei pronto soccorso, l’attività reale supera i posti letto ufficiali a causa di barelle, OBI, boarding e ricoveri impropri. Se si utilizzano solo i posti letto “sulla carta”, la carenza di OSS risulta inevitabilmente sottostimata.
Tipologia di reparti e case-mix
Il fabbisogno di personale socio-sanitario varia in modo rilevante in base alla tipologia di reparto. Geriatrie, medicine interne e lungodegenze presentano un carico assistenziale molto elevato, mentre day hospital e day surgery hanno esigenze diverse. Applicare un coefficiente uniforme senza considerare il case-mix comporta una distorsione della stima e non restituisce la complessità reale dell’assistenza.
Coefficiente OSS per posto letto
In Sicilia il coefficiente storicamente rilevabile oscilla, in media, tra 0,15 e 0,25 OSS per posto letto. Tuttavia, dal punto di vista organizzativo, questi valori risultano spesso insufficienti. Coefficienti pari a 0,30 consentono appena la tenuta del sistema, 0,40 rappresentano una soglia di equilibrio minimo, mentre 0,50 OSS per posto letto sono considerati più adeguati alla complessità assistenziale attuale. La stima della carenza dipende direttamente dal coefficiente-obiettivo adottato, che deve essere dichiarato in modo trasparente.
Turnistica e copertura H24
La dotazione organica teorica non coincide mai con la presenza reale. Turni notturni, festivi, riposi obbligatori e articolazione H24 fanno sì che un OSS assunto non sia costantemente disponibile in reparto. Questo genera un deficit fisiologico di presenza che può arrivare al 20–25 per cento rispetto alla dotazione nominale.
Assenze strutturali non sostituite
Malattia, maternità, legge 104, limitazioni fisiche e inidoneità parziali incidono in modo significativo sulla forza lavoro reale. In molti casi tali assenze non vengono sostituite, determinando un’ulteriore riduzione della presenza effettiva di OSS nei reparti, nonostante le piante organiche risultino formalmente complete.
Organizzazione e mansioni improprie
Dove il numero di OSS è insufficiente, le attività di base vengono spesso assorbite dagli infermieri o rimodulate al ribasso. Questo non solo altera il modello assistenziale, ma aumenta il rischio clinico e apre anche profili di criticità giuridica e professionale. In questi contesti la carenza non è solo numerica, ma funzionale.
Servizi di supporto ed esternalizzazioni
La presenza o meno di servizi come trasporti interni, logistica, sanificazione e supporto alberghiero influisce direttamente sul fabbisogno di personale socio-sanitario. Quando questi servizi sono carenti o ridotti, il carico assistenziale ricade ulteriormente sugli OSS di reparto, aumentando il fabbisogno reale.
Sintesi finale
Alla luce di tutte queste varianti, qualsiasi stima sul numero di OSS mancanti negli ospedali siciliani deve essere letta come una forchetta e non come un dato assoluto. Il fabbisogno varia in funzione del perimetro considerato, dei posti letto realmente assistiti, del case-mix, del coefficiente OSS per posto letto adottato, delle assenze strutturali non sostituite e dell’organizzazione dei servizi di supporto. In base a queste variabili, la carenza può oscillare da alcune migliaia di unità fino a numeri significativamente più elevati, soprattutto se si assume come obiettivo un assetto assistenziale adeguato alla complessità attuale del sistema sanitario siciliano.
Articolo redatto da NurseNews.

