La decisione del Governo di estendere fino al 31 dicembre 2029 l’esercizio professionale in deroga per le professioni sanitarie continua a sollevare interrogativi e prese di posizione nel mondo ordinistico. Dopo le reazioni già registrate in ambito infermieristico, arriva ora l’intervento della FNO TSRM e PSTRP, che definisce la proroga “preoccupante” e potenzialmente dannosa per il sistema sanitario.
La norma consente ai professionisti sanitari con titoli conseguiti all’estero di esercitare in Italia senza aver completato l’intero percorso di riconoscimento previsto dalla normativa nazionale ed europea. Una misura introdotta in origine come risposta emergenziale alla carenza di personale, ma che con il passare degli anni ha assunto un carattere sempre meno temporaneo.
Secondo la Federazione, l’estensione fino al 2029 rischia di trasformare una deroga eccezionale in una condizione ordinaria, con conseguenze rilevanti sia sul piano della qualità delle cure sia su quello della governance delle professioni sanitarie. Il primo nodo riguarda il controllo delle competenze: l’esercizio in deroga limita fortemente la possibilità per gli Ordini di verificare in modo strutturato la formazione, l’aderenza agli standard professionali e il rispetto delle regole deontologiche.
Un secondo aspetto critico riguarda il ruolo stesso degli Ordini professionali. Consentire l’esercizio senza un pieno riconoscimento del titolo significa, di fatto, indebolire la funzione pubblicistica affidata agli Ordini, che non è corporativa ma di garanzia per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale. La Federazione sottolinea come questo meccanismo rischi di creare una sanità “a doppio binario”, in cui convivono professionisti pienamente riconosciuti e altri che operano in una zona grigia normativa.
C’è poi un tema di programmazione sanitaria. La proroga lunga dell’esercizio in deroga rischia di disincentivare investimenti strutturali sulla formazione, sul reclutamento e sulla valorizzazione delle professioni sanitarie già presenti nel sistema. Invece di affrontare le cause della carenza di personale, si continua a intervenire sugli effetti, rinviando soluzioni più complesse ma necessarie.
La posizione della FNO TSRM e PSTRP non è una chiusura ideologica verso i professionisti formati all’estero, ma una richiesta di regole chiare, percorsi certi di riconoscimento e tempi definiti. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’emergenza diventi normalità e che la qualità dell’assistenza venga subordinata a logiche di mera copertura dei turni.
Il dibattito sull’esercizio in deroga, quindi, va oltre la singola proroga. Riguarda il modello di sanità che si intende costruire nei prossimi anni: un sistema fondato su soluzioni temporanee reiterate o su politiche strutturali capaci di garantire sicurezza delle cure, equità professionale e rispetto delle competenze.
Per chi opera ogni giorno nei servizi sanitari, la questione non è astratta. Riguarda direttamente la qualità del lavoro, la responsabilità professionale e, soprattutto, la tutela dei cittadini.
