La giunta regionale della Liguria ha approvato nella seduta del 24 dicembre un pacchetto di nomine che segna l’avvio operativo della riforma del sistema sanitario regionale, attesa con l’inizio del nuovo anno. Le scelte riguardano i principali ruoli dirigenziali delle nuove strutture sanitarie disegnate dalla riorganizzazione e puntano a superare quella che la Regione definisce una precedente eccessiva frammentazione gestionale.
Nel nuovo assetto è stata costituita l’Azienda Tutela Salute Liguria, struttura chiamata a coordinare l’assistenza territoriale articolata in cinque aree sociosanitarie, oltre all’unità “Liguria Salute”. A guidarla è stato nominato Marco Damonte Prioli, manager con lunga esperienza nella direzione strategica delle aziende sanitarie, già direttore generale di diverse aziende liguri e dell’IRCCS Policlinico San Martino.
Per l’IRCSS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova è stata designata Monica Calamai, medico con consolidata esperienza gestionale e ampia carriera in ruoli apicali di grandi realtà ospedaliere e sanitarie. La nuova azienda ospedaliera integra strutture come il Policlinico San Martino, il Galliera e l’ospedale Villa Scassi, con l’obiettivo di rafforzare l’alta specializzazione, ottimizzare l’attività chirurgica e contribuire a ridurre le liste d’attesa.
Accanto alle nomine di vertice, sono stati designati anche i direttori delle cinque aree sociosanitarie della Liguria e i direttori di plesso per alcune delle principali strutture ospedaliere, a sottolineare che la governance sanitaria regionale cambia volto in una logica di maggiore integrazione tra ospedale e territorio.
Secondo il presidente della Regione Liguria, questa fase rappresenta “un passo decisivo” per dare concretezza agli impegni assunti sul versante della salute pubblica, con l’obiettivo di costruire un sistema sanitario più moderno, flessibile e vicino ai bisogni dei cittadini. L’assessore regionale alla Sanità ha aggiunto che la nuova governance mira a garantire uniformità dei livelli di assistenza su tutto il territorio, tenendo conto delle specificità della popolazione ligure, caratterizzata da elevata longevità e crescente prevalenza di condizioni croniche e di fragilità.
Dal punto di vista organizzativo, questa transizione segna una scelta di centralizzazione gestionale e di semplificazione dei percorsi decisionali, nella speranza di superare criticità di coordinamento e disparità di accesso riscontrate in passato. Tuttavia, la sfida più grande resta l’implementazione concreta dei nuovi modelli di assistenza, con particolare attenzione alla collaborazione tra ospedale e territorio, alla continuità delle cure e alla sostenibilità delle risorse umane e finanziarie.
Nel complesso, le nomine dei nuovi vertici rappresentano l’avvio operativo di una riforma che vuole coniugare governance forte, competenze consolidate e maggiore integrazione dei servizi, in un contesto regionale dove la sanità assorbe la parte più consistente del bilancio e deve rispondere a bisogni di salute sempre più complessi.

