In Sicilia da più di dieci anni non si concludono concorsi pubblici ordinari per dirigenti psicologi all’interno del Servizio sanitario regionale. A segnalarlo è un documento dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, che ricostruisce le procedure avviate nel tempo e mette in evidenza una criticità strutturale nel reclutamento di una figura professionale centrale per i servizi di salute mentale.
Secondo quanto emerge dall’analisi, negli ultimi anni le Aziende sanitarie provinciali hanno fatto ricorso quasi esclusivamente a procedure di stabilizzazione del personale già in servizio, rinunciando di fatto al canale ordinario del concorso pubblico per titoli ed esami. Una scelta che, pur rispondendo all’esigenza di ridurre il precariato, ha finito per sostituire un meccanismo che dovrebbe garantire trasparenza, imparzialità e pari opportunità di accesso.
Il report evidenzia come numerosi bandi pubblicati nel tempo, in diverse province dell’Isola, non siano mai arrivati alla conclusione con graduatorie definitive. In altri casi, le procedure sono state revocate o assorbite da percorsi di stabilizzazione, lasciando di fatto inattivo il reclutamento ordinario dall’esterno. Il risultato è che la quasi totalità dei posti programmati è stata coperta senza concorsi aperti.
Le conseguenze di questa situazione sono molteplici. Da un lato, i professionisti vivono percorsi lavorativi spesso instabili, pur svolgendo funzioni cliniche e organizzative di elevata responsabilità. Dall’altro, l’assenza di un sistema concorsuale regolare rischia di incidere sulla continuità dei servizi e sulla qualità dell’assistenza, in un settore delicato come quello della salute mentale, che richiede stabilità dei team e continuità terapeutica.
Non meno rilevante è il tema della trasparenza. La mancanza di graduatorie utilizzabili limita strumenti come lo scorrimento e riduce le possibilità di accesso equo alla dirigenza sanitaria, creando un sistema chiuso che penalizza soprattutto i professionisti più giovani o provenienti da altri territori.
L’Ordine degli Psicologi sottolinea che l’obiettivo del documento non è polemico, ma istituzionale: sollecitare una programmazione concorsuale chiara, regolare e coerente con i fabbisogni reali del sistema sanitario regionale. In un contesto in cui il bisogno di servizi di salute mentale è in costante crescita, l’assenza di concorsi ordinari rappresenta un segnale critico che merita attenzione e interventi strutturali.
