La Manovra 2026 incassa un giudizio nettamente negativo da parte delle principali organizzazioni sindacali della dirigenza medica e della medicina convenzionata.
Secondo i rappresentanti della categoria, la legge di bilancio non offre risposte strutturali ai problemi ormai cronici del Servizio sanitario nazionale e rischia di aggravare le difficoltà di un sistema già sotto forte pressione.
A esprimere una posizione comune sono FIMMG, Anaao Assomed, CIMO-FESMED, FIMP e SUMAI, che parlano apertamente di una manovra priva di visione strategica e di reale programmazione.
Le criticità irrisolte
Nel mirino dei sindacati finiscono alcune questioni centrali per la tenuta del sistema sanitario:
la progressiva riduzione dei medici di medicina generale e la difficoltà a garantire la continuità assistenziale;
la scarsa attrattività della professione per le nuove generazioni, sia in ambito ospedaliero sia territoriale;
la mancata valorizzazione della sanità territoriale, nonostante il ruolo assegnato a questo livello assistenziale dal PNRR e dalla riforma organizzativa prevista dal DM 77.
Secondo le organizzazioni, la Manovra 2026 non accompagna le riforme annunciate con strumenti concreti né con risorse adeguate, lasciando irrisolto il nodo dell’organizzazione e della sostenibilità del lavoro sanitario.
Il nodo dei convenzionati
Particolare attenzione viene posta sulla condizione dei medici convenzionati, che continuano a sostenere costi organizzativi e gestionali rilevanti senza un alleggerimento del carico fiscale.
Tra le misure giudicate assenti, viene citata la mancata detassazione delle quote variabili legate agli obiettivi strategici previsti dagli Accordi Collettivi Nazionali, considerata una scelta di buon senso e a costo contenuto.
Un segnale preoccupante per il SSN
Per i sindacati, l’impostazione della Manovra rischia di indebolire ulteriormente il Servizio sanitario nazionale e di demotivare quei professionisti che, nonostante le difficoltà, continuano a garantire l’accesso alle cure e la tenuta dell’assistenza pubblica.
Il 2026 potrebbe quindi aprirsi come un anno di forte conflittualità, con iniziative sindacali e mobilitazioni già annunciate. La difesa della sanità pubblica, ribadiscono le organizzazioni, non è una rivendicazione corporativa ma una questione di interesse generale, che riguarda direttamente cittadini e territori.
Comunicato stampa integrale:
https://www.fimmg.org/it/Comunicati_Stampa/art/6156-i-sindacati-dei-medici-e-dirigenti-sanitari-bocciano-la-manovra-2026/
