Il tema del rafforzamento dell’assistenza territoriale e dei servizi di emergenza rappresenta oggi una delle principali sfide del Servizio sanitario nazionale. Le recenti sollecitazioni provenienti da diverse realtà regionali sul tema delle assunzioni infermieristiche richiamano l’attenzione su un nodo strutturale che riguarda anche la Sicilia e, in modo particolare, i territori provinciali come quello di Catania.
La crescente domanda di salute, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche impongono una riflessione seria e programmatica sul ruolo dell’infermiere nei percorsi di prevenzione, continuità assistenziale ed emergenza-urgenza.
In questo contesto, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche è chiamato a svolgere una funzione di garanzia, indirizzo e dialogo istituzionale, nell’interesse sia dei professionisti sia dei cittadini.
Il territorio come asse portante dell’assistenza
La sanità moderna non può più essere ospedale-centrica. La presa in carico precoce, la gestione delle cronicità e la prevenzione passano necessariamente da un’assistenza territoriale strutturata, competente e adeguatamente dotata di risorse umane. L’infermiere rappresenta una figura chiave in questo modello organizzativo, grazie alle proprie competenze cliniche, relazionali ed educative.
Nel contesto siciliano, caratterizzato da forti disomogeneità territoriali e da un carico assistenziale significativo, la presenza di infermieri nei servizi distrettuali, nell’assistenza domiciliare, nelle strutture intermedie e nei servizi di emergenza territoriale è un presupposto essenziale per garantire equità di accesso e appropriatezza delle cure.
Emergenza e sicurezza delle cure
Il rafforzamento degli organici infermieristici non riguarda solo il territorio, ma anche i servizi di emergenza-urgenza, dove la carenza di personale incide direttamente sulla sicurezza delle prestazioni e sulla sostenibilità dei carichi di lavoro. Un numero insufficiente di infermieri compromette la qualità dell’assistenza, aumenta il rischio clinico e riduce la capacità del sistema di rispondere efficacemente ai bisogni della popolazione.
L’OPI di Catania, in coerenza con il proprio mandato istituzionale, deve mantenere alta l’attenzione su questi aspetti, promuovendo un confronto costruttivo con le aziende sanitarie e con la Regione, affinché le scelte di programmazione tengano conto degli standard assistenziali e del reale fabbisogno di personale.
Programmazione, non emergenze permanenti
Un Ordine professionale non è chiamato a rivendicazioni estemporanee, ma a contribuire a una visione di sistema. Il tema delle assunzioni infermieristiche va inserito all’interno di una programmazione strutturale che consideri:
il rapporto infermiere/popolazione;
la complessità assistenziale dei territori;
l’evoluzione dei modelli organizzativi;
la necessità di valorizzare le competenze avanzate e specialistiche.
In quest’ottica, l’OPI provinciale svolge un ruolo di interlocutore qualificato, capace di rappresentare le esigenze della professione senza contrapposizioni, ma con autorevolezza tecnica e istituzionale.
Tutela della professione e tutela del cittadino
La richiesta di un adeguato numero di infermieri non è una rivendicazione corporativa. È una richiesta che incide direttamente sulla qualità e sulla sicurezza dell’assistenza offerta ai cittadini. Ogni carenza di personale si traduce in minori possibilità di prevenzione, minore continuità assistenziale e maggiore pressione sui servizi ospedalieri.
L’Ordine ha il dovere di ribadire che la valorizzazione dell’infermiere, il rispetto delle competenze professionali e l’adeguatezza degli organici sono condizioni imprescindibili per un sistema sanitario efficace e sostenibile.
Conclusione
Il rafforzamento dell’assistenza territoriale e dei servizi di emergenza in Sicilia passa inevitabilmente da una seria politica di investimento sulla professione infermieristica. L’OPI di Catania, nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, è chiamato a promuovere una linea di responsabilità, dialogo e proposta, orientata alla programmazione e alla tutela della salute pubblica.
Più infermieri sul territorio e nei servizi di emergenza significa più sicurezza, più continuità assistenziale e una sanità più vicina ai bisogni reali della comunità. È su questa visione che deve fondarsi il contributo dell’Ordine professionale al dibattito sanitario regionale.

