La sanità territoriale in provincia di Catania compie un passo importante verso l’obiettivo di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. L’ASP di Catania ha ufficialmente completato i lavori per le prime due Case della Comunità, realizzate nei comuni di Mirabella Imbaccari e Grammichele, grazie a un impegno finanziario complessivo superiore ai 2,6 milioni di euro, interamente supportato dai fondi del PNRR e dal D.M. 77 dedicato alla nuova rete dell’assistenza territoriale.
Che cosa sono le Case della Comunità
Le Case della Comunità (CdC) rappresentano il cuore operativo della sanità di prossimità: strutture capaci di offrire, in modo integrato e facilmente accessibile, prestazioni sanitarie e sociosanitarie di base senza far ricorso all’ospedale per richieste che possono essere gestite a livello territoriale.
Al loro interno operano diverse figure professionali (medici di medicina generale e pediatri, infermieri di famiglia e comunità, specialisti ambulatoriali e altri operatori sanitari), supportate da strumenti diagnostici di base come ecografi, elettrocardiografi e spirometri, con servizi accessibili continuativamente.
Mirabella Imbaccari: una struttura accessibile e moderna
La Casa della Comunità di Mirabella Imbaccari nasce dalla ristrutturazione integrale del poliambulatorio di via Giuseppe Scollo. L’intervento – dal valore di circa 910.874 euro – ha riguardato un profondo restyling degli spazi interni, con adeguamenti per la sicurezza, la funzionalità e l’accessibilità, incluso l’abbattimento delle barriere architettoniche.
La struttura, distribuita su più piani con accesso facilitato, garantisce ambienti confortevoli ai cittadini e agli operatori, favorendo una fruizione semplice e umana dei servizi sanitari di base.
Grammichele: l’ex ospedale Barbuzza rinasce come Casa della Comunità
A Grammichele, l’ex Ospedale “Barbuzza” si è trasformato in una moderna Casa della Comunità. Il progetto – con un investimento complessivo di oltre 1,7 milioni di euro – ha ridisegnato gli spazi interni, migliorato l’involucro edilizio, aggiornato gli impianti tecnologici e adeguato la sede alle normative sull’accessibilità.
Questo intervento – avviato nel giugno 2024 – segna un’importante riconversione di un patrimonio sanitario storico verso una funzione di presa in carico globale dei bisogni di salute sul territorio.
Verso l’attivazione dei servizi
Con il passaggio dalla fase dei cantieri a quella operativa, l’ASP di Catania ha definito una tabella di marcia per la piena attivazione dei servizi all’interno delle strutture: entro giugno 2026 le Case della Comunità di Mirabella Imbaccari e Grammichele saranno completamente operative.
Il direttore generale dell’ASP, Giuseppe Laganga Senzio, ha sottolineato l’importanza di accompagnare i cittadini nella conoscenza di questi nuovi servizi, così da favorire un uso corretto e consapevole delle offerte sanitarie territoriali.
Perché è un cambiamento rilevante
Le Case della Comunità non sono semplici “ambulatori potenziati”: sono un modello di assistenza basato sulla prossimità, l’integrazione e la continuità delle cure. Inserite in una rete che comprende anche Ospedali di Comunità e altri servizi territoriali, queste strutture rispondono a bisogni reali della popolazione, soprattutto nelle aree interne e rurali dove l’accesso alle cure spesso è più difficile.
