La protesta degli operatori socio-sanitari della Cooperativa “Sacro Cuore – Padre Salvatore Mellai” di Paulilatino non è un episodio isolato né un semplice conflitto interno. Dietro lo stato di agitazione proclamato dal sindacato SHC emergono contraddizioni gravi che mettono in luce un modello gestionale fragile, incoerente e pericoloso per la qualità dell’assistenza e per i diritti dei lavoratori. Il caso diventa un esempio emblematico delle distorsioni che stanno colpendo diverse realtà socio-sanitarie italiane.
OSS impiegati come personale alberghiero
Secondo la denuncia, gli OSS della cooperativa vengono assegnati a mansioni come pulizie, lavanderia e stireria, attività tipicamente attribuite al personale ausiliario. Si tratta di compiti che non rientrano nel profilo professionale dell’OSS né nella normativa nazionale né nell’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024. Questa scelta snatura il ruolo assistenziale degli operatori e riduce il tempo dedicato alle persone fragili.
Mancanza di personale infermieristico
Una delle criticità più gravi riguarda l’assenza totale di personale infermieristico nella struttura, nonostante la normativa regionale preveda l’obbligo della presenza di un infermiere per turno, h24. L’assenza degli infermieri, unita al demansionamento degli OSS verso attività alberghiere, genera un paradosso evidente: proprio quando sarebbe necessario intensificare l’assistenza, gli operatori vengono distolti da compiti socio-sanitari per attività che non appartengono alla loro competenza.
Norme esistenti ma non applicate
L’Assessorato alla Salute della Sardegna ha chiarito che gli OSS non possono essere impiegati in attività di pulizia generale. Tuttavia, secondo quanto denunciato da SHC, questa indicazione non viene rispettata nella pratica quotidiana. Questo scollamento tra le norme e la loro applicazione evidenzia una criticità sistemica e una carenza di vigilanza da parte delle autorità competenti.
Un modello organizzativo orientato al risparmio
Secondo il sindacato, la situazione è il risultato di una gestione orientata principalmente al contenimento dei costi, più che al rispetto dei ruoli professionali o alla qualità dell’assistenza. Ne deriva un modello in cui gli OSS vengono demansionati e sovraccaricati, mentre gli utenti ricevono un servizio potenzialmente al di sotto degli standard richiesti. SHC sottolinea che non si tratta di un semplice problema locale, ma di una deriva che può ripetersi in altre realtà se non affrontata tempestivamente.
Lo stato di agitazione e le richieste di SHC
Di fronte al mancato confronto con la cooperativa, SHC ha proclamato lo stato di agitazione chiedendo un incontro urgente con i vertici della struttura e con la Prefettura di Oristano. Le richieste principali riguardano il ripristino delle corrette mansioni degli OSS, il rispetto delle normative regionali e nazionali sulla presenza infermieristica e la cessazione di ogni forma di dequalificazione professionale. Il sindacato ribadisce che il fine ultimo è garantire un’assistenza adeguata agli utenti più fragili.
Un problema che supera il caso locale
SHC evidenzia come il caso della Cooperativa “Sacro Cuore – Padre Salvatore Mellai” rappresenti un problema più ampio di natura politica e sistemica. Richiama l’attenzione sulla necessità di applicare in modo rigoroso le norme esistenti e di monitorare continuativamente le strutture socio-sanitarie per evitare che figure professionali fondamentali vengano utilizzate come manodopera generica. Difendere gli OSS, conclude il sindacato, significa difendere la qualità dei servizi pubblici e la sicurezza dei cittadini più fragili.
