Federazione Migep, Stati Generali OSS e SHC OSS hanno deciso di sostenere in modo formale il ricorso al Tar del sindacato Nursing Up contro l’introduzione della nuova figura professionale dell’“assistente infermiere”.
La scelta arriva in risposta alla recente vicenda del San Raffaele di Milano e agli sviluppi normativi che stanno portando alla definizione di questa nuova figura nella sanità italiana.
Secondo i firmatari del comunicato, gli eventi verificatisi al San Raffaele – con reparti affidati a personale esternalizzato privo di formazione adeguata e incapace di garantire standard assistenziali minimi – non sono casi isolati, ma la manifestazione evidente di un modello organizzativo che da anni frammenta competenze, svaluta profili tecnici e scarica sui professionisti e sui cittadini i costi di scelte gestionali basate più su emergenze e risparmi che sulla qualità e sulla sicurezza dell’assistenza.
Una riforma pericolosa, secondo Migep e gli altri sindacati
Per Migep, Stati Generali OSS e SHC OSS, la figura dell’assistente infermiere così come è stata promossa da Governo e Regioni porta a:
una formazione non uniforme e non solida, che non garantisce adeguate competenze;
operatori di serie A e di serie B, con una pericolosa gerarchizzazione interna alla sanità;
rischi assistenziali aumentati, a causa di confusione di ruoli e responsabilità non chiaramente definite.
Gli stessi firmatari sottolineano che il modello emergente non rappresenta innovazione, ma piuttosto disordine, insicurezza e perdita di credibilità dell’intero sistema sanitario. Per questo motivo hanno deciso di costituirsi parte attiva nel procedimento promosso da Nursing Up presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Roma.
Fnopi e Regioni si oppongono, ma la protesta cresce
La presa di posizione delle organizzazioni sindacali arriva in un contesto più ampio: anche la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) si è costituita ad opponendum nel procedimento, evidenziando i rischi di affidare compiti sanitari delicati a figure con percorsi formativi non equivalenti alla laurea in infermieristica.
In alcune Regioni la questione è già approdata in tribunale con ricorsi avviati dal sindacato Nursing Up, che definisce l’assistente infermiere una “scelta discutibile e dannosa” e un espediente che non risolve la carenza di personale ma produce confusione nei ruoli e nei processi assistenziali.
Una battaglia per la qualità dell’assistenza
La posizione di Migep, Stati Generali OSS e SHC OSS non è solo una critica tecnica: viene presentata come un vero e proprio atto politico e professionale a difesa della sicurezza dei pazienti, della qualità della formazione e della dignità del lavoro sociosanitario. I sindacati che sostengono il ricorso ritengono che contrastare derive organizzative pericolose significhi difendere l’essenza stessa del Servizio Sanitario Nazionale: universalità, equità, qualità e competenza.
La mobilitazione non è rivolta contro specifiche categorie, ma vuole essere un richiamo forte alle istituzioni affinché si ponga maggiore attenzione alla tutela delle competenze e alla qualità dell’assistenza, evitando tentativi di semplificazione che rischiano di compromettere il sistema sanitario nel suo complesso.
