Una bozza di decreto, datata 21 novembre 2025, propone l’istituzione del Servizio Sanitario Militare Nazionale (SSMN). Questo ha riaperto il dibattito sul ruolo, le condizioni contrattuali e le prospettive di carriera per medici, infermieri e operatori sanitari militari.
In questo contesto, UNARMA — attraverso un documento tecnico inoltrato al Ministero della Difesa — ha avanzato una serie di osservazioni e richieste, puntando a garantire tutela professionale, trasparenza normativa e riconoscimento del valore del personale sanitario militare.
Le criticità evidenziate da UNARMA
Incertezza su ruoli e inquadramenti — la bozza lascia zone grigie sull’inquadramento del personale,UNARMA chiede che laureati e professionisti sanitari abbiano un grado coerente con la qualifica e non restino “bloccati” in ruoli inferiori.
Percorsi di carriera poco chiari — servono percorsi di crescita professionale ben definiti, pari a quelli del sistema sanitario civile, per valorizzare competenze e responsabilità.
Libera professione e flessibilità UNARMA chiede che venga prevista la possibilità di libera professione per il personale sanitario militare, in linea con le norme vigenti.
Formazione continua e valorizzazione dell’esperienza ,per garantire qualità dell’assistenza e sviluppo professionale occorre un piano di formazione ECM specifico per il personale militare.
I punti salienti delle richieste
Secondo UNARMA, la riforma potrebbe davvero rappresentare un’opportunità , se strutturata con cura. Tra le richieste più significative:
Concorsi dedicati fin dall’inizio per le diverse figure sanitarie, con ruoli tecnici ben definiti.
Un inquadramento che rispecchi il titolo di studio: laureati in infermieristica, medicina, professioni sanitarie devono essere riconosciuti in ruoli coerenti con le proprie competenze.
Percorsi di carriera interni chiari e trasparenti, con possibilità di avanzamento anche per personale tecnico-sanitario.
Libertà di esercizio in regime libero professionale, quando consentito, e riconoscimento del valore professionale anche al di fuori del servizio attivo.
Un piano di formazione continua, con provider militari per ECM, e riconoscimento formale degli aggiornamenti professionali — elemento fondamentale per garantire standard elevati di cura.
Perché questa riforma interessa tutti e perché c’è da vigilare
Se ben implementata, la creazione del SSMN e le proposte di UNARMA potrebbero dare dignità e stabilità a chi opera nella sanità militare: più trasparenza, percorsi chiari, riconoscimento professionale. È un’occasione per allineare la sanità militare agli standard civili, riducendo disparità storiche.
Ma come rilevano anche altri sindacati nel settore ci sono ancora molte incognite: la riforma in corso potrebbe lasciare fuori professionalità delicate, ignorare disparità di trattamento o precarizzare ruoli chiave se non vengono stabilite garanzie concrete.
Per questo secondo UNARMA —serve un confronto aperto, trasparente e tecnico con il Ministero, con coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e professionali, affinché le modifiche normative riflettano realmente le esigenze di chi opera quotidianamente nella sanità militare.
