Il sindacato Nursing Up ha avviato un ricorso presso il TAR Lazio contro il recente DPCM che recepisce l’Accordo fra Governo .
e Regioni per l’istituzione della figura professionale dell’“assistente infermiere”. In risposta, FNOPI — la Federazione degli Ordini Infermieristici — si è ufficialmente costituita ad opponendum, difendendo la normativa e l’impianto complessivo del provvedimento.
Contesto e motivazioni del ricorso
L’articolo richiama che il sistema sanitario italiano soffre una carenza strutturale: si stimano circa 175.000 infermieri mancanti rispetto agli standard europei. Questa crisi è aggravata anche dal calo delle iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica — dai circa 46.000 studenti del 2010 a poco più di 21.000 oggi.
Nursing Up sostiene che gli standard formativi previsti per l’assistente infermiere non siano comparabili con quelli richiesti per infermiere laureato. Pertanto, ci sarebbero rischi in termini di competenze e qualità delle prestazioni assistenziali, specie quando le attività sono delicate o richiedono responsabilità cliniche.
Un tema ricorrente è che la figura venga vista dalle istituzioni come un modo per “coprire il vuoto” di personale senza investire adeguatamente in formazione, assunzioni, stipendi, percorsi di carriera. Nursing Up lo definisce un espediente che può generare confusione e rischio per pazienti e professionisti.
La posizione di FNOPI
FNOPI si è costituita ad opponendum nel giudizio, il che significa che parteciperà per difendere la legittimità del DPCM e dell’Accordo Governo-Regioni. La Federazione probabilmente intende mostrare che la normativa salva gli standard necessari o che gli aspetti critici denunciati dal sindacato non sono tali da giustificare l’annullamento del provvedimento.
Implicazioni pratiche e scenari
Primo scenario: il TAR potrebbe ritenere che l’assistente infermiere così come previsto presenti profili di illegittimità (formativi, responsabilità, conflitti con altre professioni) e sospendere o annullare il provvedimento.
Secondo scenario: potrebbe rigettare il ricorso riconoscendo che, pur con limiti, l’introduzione della nuova figura rientra nella discrezionalità amministrativa, specialmente per far fronte all’emergenza della carenza di infermieri, purché vengano garantite misure di supervisione, formazione integrativa e limiti chiari.
Terzo scenario intermedio: il giudice può concedere modifiche o prescrizioni (per es. maggiori controlli, criteri formativi più rigidi, limiti nell’uso dell’assistente infermiere per determinate attività) ma mantenere la normativa.
Il tema non è solo tecnico ma rileva aspetti deontologici, organizzativi e di salvaguardia della salute pubblica.
Nursing Up punta a stimolare un cambiamento strutturale (maggiore investimento, valorizzazione della professione, attrattività del corso di laurea) non una semplice aggiunta di personale con formazione meno elevata.
FNOPI, dal canto suo, appare pronta a giocare una parte attiva nel processo, con l’obiettivo di preservare l’impianto normativo ma forse anche per influire su come questa nuova figura verrà effettivamente regolata.
