Le imminenti elezioni dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche si stanno rivelando non solo un passaggio amministrativo, ma un momento di forte riflessione sulla natura stessa della rappresentanza professionale.
Da una parte, la lista “Ordiniamoci” richiama il recente passato e pone con forza il tema del commissariamento: un evento che, a loro giudizio, non può essere derubricato a semplice incidente burocratico, ma va letto come un segnale di debolezza sul piano della credibilità etica e deontologica. Per questi candidati, violare le regole del voto significa minare la fiducia e la trasparenza che dovrebbero guidare un Ordine professionale, istituzione che per definizione dovrebbe incarnare i valori della comunità infermieristica.
Dall’altra parte, la lista “Radici e Futuro”, con la voce di Gabriele Messina, ribatte con decisione che occorre distinguere: il commissariamento è stato l’esito di questioni regolamentari, non di comportamenti lesivi del Codice Deontologico. In questa prospettiva, confondere le due sfere significa alimentare un’interpretazione fuorviante. Per Messina e i suoi colleghi, la professionalità e l’etica degli infermieri non sono mai state messe in discussione, e riportare tutto a una “colpa morale” sarebbe ingiusto oltre che scorretto.
Il nodo centrale del confronto, dunque, non è solo la memoria di un provvedimento passato, ma il significato che gli si attribuisce oggi:
per Ordiniamoci, il commissariamento è la prova che la legalità formale e la deontologia non si possono separare, perché il rispetto delle regole è esso stesso un valore etico;
per Radici e Futuro, al contrario, è fondamentale non confondere i piani: le regole elettorali possono essere interpretate o contestate, ma non per questo si deve parlare di mancanza di deontologia.
In questo scontro di visioni si riflette una tensione più ampia, che riguarda tutti gli iscritti: quanto contano le regole formali e quanto i principi etici? È sufficiente la correttezza procedurale per garantire la credibilità di un Ordine, oppure serve una coerenza etica più stringente?
La risposta, come sempre, spetta agli elettori. Ciò che appare chiaro è che la posta in gioco va oltre la scelta dei candidati: riguarda l’idea stessa di come la professione infermieristica vuole essere rappresentata e riconosciuta, dentro e fuori le istituzioni.
In un clima spesso polarizzato, il confronto tra regole e deontologia può sembrare astratto, ma in realtà tocca il cuore dell’identità professionale. Votare significa scegliere non solo delle persone, ma anche un modello di governance: continuità o cambiamento, regole o principi, procedura o etica. L’importante è che ogni iscritto si esprima, perché il futuro dell’Ordine dipende dalla partecipazione consapevole di tutti.
Redazione NurseNews.eu
