Nella Manovra 2026 si stanno delineando due possibili interventi sul fronte degli stipendi. Il primo: introdurre una flat tax sulle prestazioni straordinarie, festive e lavorate di notte, con l’obiettivo di aumentare il netto in busta paga. Il secondo: incentivare i rinnovi più rapidi dei contratti collettivi.
Flat tax per straordinari, festivi e lavoro notturno
Questa misura, ancora allo stato di ipotesi, punterebbe ad applicare un’aliquota agevolata ai compensi aggiuntivi percepiti per straordinari, festivi o turni notturni. Si pensa a un meccanismo simile a quello attualmente in vigore per i premi di produttività: un’aliquota ridotta (attualmente al 5 %) su una parte limitata dello stipendio. È probabile che vengano introdotti dei limiti, come un massimale annuo sugli importi agevolabili e un tetto di reddito per chi può accedere al beneficio. A titolo esemplificativo, la soglia per i premi è di 3.000 € l’anno e un reddito massimo di 80.000 €; si ipotizza che il meccanismo futuro segua parametri simili, anche se con numeri diversi.
Rinnovare i contratti collettivi… o si adeguano gli stipendi
Il secondo fronte riguarda la lentezza con cui spesso si giunge al rinnovo dei contratti collettivi, un problema che lascia milioni di lavoratori senza adeguate indennità in busta paga, penalizzati dall’inflazione. L’ipotesi sul tavolo prevede due possibili incentivi:
1. Per le aziende: diminuzione delle imposte sugli aumenti salariali, fino alla metà, per chi rinnova il contratto entro sei mesi dalla scadenza. In alternativa, si potrebbe applicare un’aliquota Irpef agevolata al 5 % per un triennio sugli aumenti.
2. Per i lavoratori: se il contratto resta scaduto per più di due anni, gli stipendi verrebbero automaticamente aggiornati in base all’inflazione (indice Ipca), con un tetto massimo del 5 %. L’aumento diventerebbe operativo a partire di luglio dell’anno successivo al secondo anno di mancato rinnovo e verrebbe ripetuto ogni estate finché non si formalizza un nuovo accordo.
Da dove arriverebbero le risorse?
Per coprire questi interventi, il Governo starebbe considerando un’intesa con il sistema bancario. Si parla di un “pizzicotto” – così lo ha definito il ministro dell’Economia Giorgetti – alle banche per spingere a un maggiore supporto alle famiglie. Si profila quindi un tavolo con l’Abi già a breve, nonostante l’opposizione di Forza Italia.
