Taormina, 3 agosto 2025 – Si chiude con un lieto fine la dolorosa vicenda di Pippo Gianluca Calà, infermiere veterano dell’ospedale San Vincenzo di Taormina. Nel 2019 aveva salvato la vita di un paziente somministrando un farmaco d’urgenza, nonostante non fosse autorizzato a farlo. Per questo, nel novembre di quell’anno, l’Asp Messina gli inflisse una sospensione di 15 giorni senza stipendio .
Impegnato tra reparti come la Terapia Intensiva Respiratoria, l’Ematologia e la Cardiologia fin dal 2000, Calà era rimasto l’unico infermiere in turno su 12 pazienti in degenza. In quelle condizioni di emergenza scelse di agire, violando però la normativa interna .
Convinto dell’ingiustizia subita, impugnò la delibera del 12 novembre 2019 e, lo scorso 29 maggio, l’UOC Avvocatura dell’Asp ha raggiunto un accordo transattivo. La sanzione è stata convertita in rimprovero verbale, le somme trattenute sono state restituite e la sospensione cancellata dal suo fascicolo personale. Poco dopo, il direttore generale dell’Asp Messina, Giuseppe Cuccì, ha formalmente ratificato l’atto che conclude la vicenda con buon senso e comprensione .
Calà ha raccontato le sue emozioni: «Ho sofferto tanto. Per me è la fine di un incubo. Ringrazio i vertici dell’Asp, in particolare il dott. Cuccì, per aver riparato a un’ingiustizia che durava da oltre cinque anni». Un gesto dovuto per un professionista noto non solo per la sua esperienza clinica, ma anche per il suo impegno sindacale e sociale: fondatore della “Carpe Diem Onlus” e promotore del primo centro siciliano per bambini con autismo .
