In Piemonte, un dato dovrebbe far tremare le corsie ospedaliere e i tavoli della politica sanitaria: oltre il 25% del tempo lavorativo degli infermieri viene sprecato in attività non sanitarie.
A confermarlo è uno studio serio, pubblicato su riviste internazionali di alto livello. Ma non serve una ricerca per capire ciò che ogni infermiere vive quotidianamente: vengono mandati a distribuire vassoi, spingere letti, rispondere al telefono o rincorrere referti e a fare fotocopie, mentre i pazienti li aspettano… e peggiorano.
L’immagine è chiara e drammatica: un infermiere con il vassoio in mano e il fonendoscopio “nascosto” nella tasca.
Non perché non voglia usarlo, ma perché il sistema gli impone di fare altro.
In quel momento non sta valutando un un paziente critico , non sta monitorando una crisi respiratoria, non sta educando un paziente cronico.
Sta portando un vassoio. E intanto la sua competenza clinica resta ferma.
Quando si contrae il tempo dell’assistenza specialistica infermieristica per compensare le mansioni delle altre professioni di base, si fa un danno al malato.
Non è solo uno spreco di risorse.
È una colpa organizzativa.
È una forma subdola di malasanità sistemica, che scarica le carenze strutturali sulle spalle degli infermieri, rubando tempo e attenzione a chi dovrebbe ricevere cure, non ritardi.
Il paradosso tutto italiano
Mentre si cercano infermieri all’estero e si parla di aumentare gli organici, nessuno si assume la responsabilità di riorganizzare ciò che c’è già.
Dove sono gli OSS nei reparti?
Perché le aziende non assumono personale ausiliario per le mansioni logistiche?
Perché si preferisce spremere gli infermieri anziché difendere la qualità delle cure?
Basta. Non è più tollerabile.
Ogni minuto passato a fare ciò che non compete all’infermiere è un minuto sottratto alla sicurezza clinica del paziente.
E ogni malato lasciato solo, in attesa di un professionista distratto da compiti impropri, è una ferita aperta nella nostra sanità pubblica.
La richiesta è semplice e urgente:
Ripristinare i ruoli: ognuno faccia il proprio
Assumere infermieri, OSS e ausiliari in numero adeguato
Liberare gli infermieri dalla zavorra delle mansioni improprie
Investire sul tempo di cura, non sulla gestione logistica
Un infermiere con un vassoio in mano è l’emblema di un sistema che ha dimenticato a chi deve davvero rispondere: il paziente.
