La Regione Siciliana vara un piano straordinario per ridurre drasticamente le liste d’attesa, puntando su prestazioni extra orario retribuite sia ai medici che agli infermieri, sull’impiego delle strutture private accreditate e su una redistribuzione dei fondi su base territoriale. L’obiettivo è chiaro: smaltire oltre 200.000 prestazioni arretrate e riportare il sistema sanitario su binari di efficienza.
1. Straordinari retribuiti: 100 euro per i medici, 50 per gli infermieri
Il fulcro dell’intervento è rappresentato dagli straordinari incentivati:
Ai medici specialisti verranno riconosciuti 100 euro l’ora per le attività aggiuntive svolte al di fuori dell’orario ordinario.
Agli infermieri, anch’essi coinvolti nell’attività clinica e organizzativa, sarà corrisposto un compenso di 50 euro l’ora.
Una misura che, se applicata in modo uniforme e trasparente, potrebbe alleggerire i carichi assistenziali e incentivare la partecipazione del personale alle attività straordinarie, spesso svolte in condizioni di emergenza cronica.
2. Fondi e tempistiche
Il piano prevede un primo stanziamento immediato già operativo, cui seguiranno ulteriori finanziamenti nei prossimi mesi. Le ASP riceveranno risorse proporzionate alla capacità di attuazione e al fabbisogno locale. Le somme complessive ammontano a decine di milioni di euro, tra fondi regionali e nazionali.
3. Il privato accreditato entra in campo
Per decongestionare il sistema pubblico, è previsto un maggiore ricorso alle strutture private convenzionate. Queste potranno erogare visite, esami e interventi in nome e per conto del Servizio Sanitario Regionale, sotto monitoraggio delle aziende sanitarie. Sarà necessario garantire la presenza di infermieri qualificati anche nel privato, per assicurare continuità e qualità assistenziale.
4. Direttori sanitari sotto pressione
Il piano prevede obiettivi vincolanti per i dirigenti sanitari. Chi non raggiungerà i target previsti sulle liste d’attesa potrà essere sostituito. Verifiche trimestrali e annuali valuteranno l’efficacia degli interventi, compreso l’utilizzo delle risorse straordinarie.
5. Criticità strutturali
A giugno 2025, le prestazioni arretrate superano le 200.000 unità. La carenza di personale medico e infermieristico, unita alla pressione del pronto soccorso e ai pensionamenti, ha rallentato i progressi anche nelle aziende più organizzate. Il piano cerca di tamponare, ma non sostituisce una riforma strutturale del personale.
6. Un’occasione per valorizzare gli infermieri?
Per la prima volta, anche gli infermieri vengono inclusi in modo esplicito in un sistema premiante per le attività aggiuntive. Il compenso di 50 euro l’ora rappresenta un riconoscimento economico importante, ma resta da capire quale sarà il loro ruolo concreto nell’ambito del piano: solo esecutivo o anche decisionale e clinico?
Il piano straordinario per la sanità siciliana promette straordinari retribuiti fino a 100 euro/ora per i medici e 50 euro per gli infermieri, fondi immediati, più spazio al privato accreditato e manager sanitari responsabilizzati. Ma resta il nodo del personale e della reale integrazione tra le professioni. La sfida non è solo economica, ma anche organizzativa e culturale.
