In questo articolo pubblico la lettera aperta che ho scritto e rivolto alla FNOPI e ai principali sindacati del comparto sanità, affinché prendano una posizione chiara e concreta sul tema del riscatto della laurea per le professioni sanitarie e del riconoscimento del tirocinio clinico obbligatorio.
Un tema che riguarda la dignità professionale e previdenziale di oltre 800.000 operatori della salute in Italia.
Invito tutti i colleghi a condividere, rilanciare, e — perché no — firmare o adattare questa lettera per continuare insieme questa battaglia di giustizia.
Oggetto: Riscatto della laurea e riconoscimento dei tirocini obbligatori per le professioni sanitarie – un atto di giustizia atteso da troppo tempo
Alla cortese attenzione
della Presidente FNOPI, Dott.ssa Barbara Mangiacavalli
e
alle Segreterie Nazionali di CGIL FP, CISL FP, UIL FPL, NURSIND, Nursing Up, FIALS, USB
Gentili Presidenti e Segretari,
scrivo questa lettera aperta non solo come infermiere, ma come cittadino, lavoratore, e rappresentante di una generazione di professionisti sanitari che ha dato e continua a dare molto più di quanto riceve in termini di diritti previdenziali e riconoscimento istituzionale.
Oggi vi chiedo di prendere una posizione chiara e pubblica su un tema che riguarda tutte le 22 professioni sanitarie riconosciute dalla Legge 251/2000: il riscatto della laurea universitaria e il riconoscimento del tirocinio obbligatorio come periodo contributivo.
Due pesi e due misure: il caso del riscatto gratuito per i medici
Con l’art. 20, comma 1-bis del DL 76/2020, lo Stato ha riconosciuto ai medici specializzandi senza borsa di studio il diritto a riscattare gratuitamente gli anni di specializzazione. Un provvedimento giusto, ma anche profondamente discriminatorio, perché esclude tutte le altre professioni sanitarie universitarie.
Ci chiediamo: la nostra formazione vale meno?
I nostri tirocini clinici, svolti per anni in ospedale senza retribuzione né copertura contributiva, non hanno forse lo stesso peso formativo e sociale?
Il tirocinio obbligatorio: lavoro non riconosciuto
Ancora oggi, nel 2025:
Gli studenti infermieri lavorano nei reparti ospedalieri
Spesso coprono carenze strutturali
Eppure non ricevono retribuzione, né copertura previdenziale
La Corte di Giustizia Europea ha già affermato che il tirocinio clinico obbligatorio deve essere equo e tutelato. Ma l’Italia continua a ignorare queste indicazioni, in palese violazione del principio di parità e dignità del lavoro.
Le nostre richieste, oggi non più rimandabili:
1. Estensione del riscatto gratuito o agevolato della laurea a tutte le professioni sanitarie universitarie
2. Riconoscimento automatico come figurativi degli anni di tirocinio obbligatorio svolti durante i corsi di laurea
3. Apertura di un tavolo tecnico interprofessionale presso il Ministero del Lavoro e della Salute
4. Una presa di posizione ufficiale da parte di FNOPI e delle OO.SS. su questo tema
Il silenzio non è più accettabile
FNOPI, i sindacati, e gli ordini professionali non possono più limitarsi a comunicati generici o ad azioni frammentate. Serve una battaglia unitaria, visibile, collettiva.
Siamo pronti a mobilitarci, firmare, partecipare a campagne, diffondere consapevolezza.
Ma abbiamo bisogno di sapere che le istituzioni che ci rappresentano sono dalla nostra parte, con atti concreti.
In attesa di una vostra risposta pubblica, vi ringrazio per l’attenzione e per ogni azione che metterete in campo in difesa della dignità previdenziale delle professioni sanitarie.
Redazione NurseNews.eu
