Concorrono alla corretta gestione dei farmaci tre soggetti: il medico che prescrive il farmaco, il farmacista che deve preparare il medicamento e l’infermiere che lo somministra. Al coordinatore spetta l’organizzazione del servizio infermieristico, la custodia e l’approvvigionamento dei medicinali, ma non il rispetto delle specifiche attività di dosaggio ed il controllo dell’esattezza della prescrizione del farmaco (Cassazione penale n. 13219/2000).

Quali rischi ci sono per l’infermiere?

La somministrazione di farmaci guasti o imperfetti costituisce reato ai sensi dell’art.443 del codice penale e punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a centotre euro. Però è bene specificare che la detenzione di farmaci scaduti non è considerato dalla legge come reato, in quanto l’articolo sopra citato sanziona tre condotte: la detenzione per il commercio, il commercio e la somministrazione di farmaci guasti o imperfetti. Non costituisce tentativo di somministrazione la pura detenzione di farmaci scaduti conservati negli armadietti ad uso del personale infermieristico(Cassazione penale n.190/1995). La detenzione per la somministrazione è invece punibile, ai sensi dell’art.56 c.p., quando il possesso di tali farmaci è inequivocabilmente legato alla somministrazione e che questa sia accompagnata dalla consapevolezza del guasto o dell’imperfezione del medicinale (Cassazione n. 24704/2015). Ad esempio è stato ritenuto penalmente responsabile l’infermiere che aveva posto il farmaco sul carrello della terapia da dispensare, anche se di fatto non si era ancora proceduto alla distribuzione,e anche la negligente conservazione di farmaci scaduti in armadietti di un reparto ospedaliero, insieme, indistintamente, ai farmaci validi o senza la confezione che riporta più visibilmente la data di scadenza.

È perseguibile penalmente l’infermiere che somministra un farmaco scaduto, e con lui a titolo concorsuale tutte quelle figure che, nell’ambito dell’organizzazione del reparto, erano tenute al controllo, alla conservazione e all’aggiornamento dei farmaci (es. coordinatore infermieristico). Questo indipendentemente dal fatto che in seguito alla somministrazione ne sia derivato un danno, una lesione o la morte del paziente stesso, ma anche, più semplicemente, il mancato miglioramento delle condizioni di salute dell’assistito.

Possibili accorgimenti da adottare

Affinché queste ipotesi di reato non avvengano è importante seguire delle regole generali sullo stoccaggio dei farmaci. Tutti i medicinali vanno conservati all’interno delle proprie confezioni sulle quali è presente la data di scadenza, avendo cura di posizionarli all’interno degli armadi mettendo avanti quelli con una scadenza più a breve e dietro quelli a scadenza più lunga, controllare sempre prima della somministrazione che il farmaco non sia scaduto. Il coordinatore può delegare al personale infermieristico il controllo periodico delle scadenze dei medicinali, attivando una procedura che consenta di verificare l’avvenuto accertamento. Attraverso un verbale di auto ispezione si segnalano tutti quei farmaci in scadenza, e si provvede allo smaltimento dei farmaci scaduti.

 

Di Martina Tabarrini

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