oss scuola Con il presente provvedimento viene approvato il progetto di uno specifico percorso sperimentale di addestramento riservato agli operatori socio sanitari, allo scopo di far loro acquisire le conoscenze e le abilità necessarie per assistere, durante l’orario scolastico, i minori affetti da patologia inguaribile o disabilità grave, e viene affidata l’organizzazione e l’attivazione del corso alla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, management delle aziende socio-sanitarie e per l’incremento dei trapianti d’organo e tessuti di cui alla DGR 437/2014.

L’Assessore Luca Coletto riferisce quanto segue.

Con legge regionale 16 agosto 2001, n. 20 s.m.i., è stata individuata la figura professionale dell’operatore socio sanitario (OSS), unitamente alle attività che la caratterizzano, i contesti operativi e il percorso formativo.

L’art. 8 della predetta L.R. intitolato “Organizzazione didattica”, prevede un percorso formativo strutturato per moduli e per aree disciplinari così articolato:

a) un modulo di base

b) un modulo professionalizzante

c) un modulo facoltativo tematico integrativo

c bis) un modulo facoltativo complementare in assistenza sanitaria.

L’allegato C), cui fa riferimento il summenzionato art. 8, specifica l’organizzazione didattica dei percorsi di formazione, individuando per l’acquisizione dell’attestato di qualifica, un modulo di base di 200 ore di teoria, un modulo professionalizzante di 250 ore di teoria, 100 di esercitazioni e 450 di tirocinio.

Attesa l’ampia possibilità di utilizzo dell’operatore socio sanitario, il sopraccitato allegato C) riporta che la Giunta regionale può prevedere, per un più congruo inserimento nei servizi, moduli didattici riferiti a tematiche specifiche sia mirate all’utenza sia alla struttura di riferimento.

Il medesimo allegato precisa altresì che “Oltre al corso di qualificazione di base sono previsti moduli di formazione integrativa per un massimo di 200 ore, di cui 100 di tirocinio; moduli mirati a specifiche utenze e specifici contesti operativi, quali utenti anziani, portatori di handicap, utenti psichiatrici, malati terminali, contesto residenziale, ospedaliero, casa alloggio, RSA, centro diurno, domicilio, ecc.”.

Con la successiva DGR n. 3119 dell’8 novembre 2002 è stato approvato il programma di studio e le disposizioni regolanti il “Modulo formativo complementare in assistenza sanitaria dell’operatore socio sanitario” e, successivamente, con DGR n. 484 del 5 marzo 2004 è stato individuato il “Modulo facoltativo tematico integrativo in assistenza odontoiatrica”.

In ragione delle previsioni normative summenzionate, si propone ora una iniziativa di addestramento riferita a tematiche specifiche mirate a una nuova tipologia di utenza, ovvero a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l’assistenza in orario scolastico.

Il progresso medico e tecnologico ha ridotto la mortalità neonatale e pediatrica e aumentato la sopravvivenza di minori con patologia grave, potenzialmente letale. Si è venuta così a definire una nuova tipologia di utenza che richiede risposte assistenziali specifiche per lunghi periodi di tempo.

Dall’analisi della letteratura e dal confronto con le esperienze maturate, sono stati individuati degli indicatori che consentono di definire i livelli di complessità assistenziale in cui classificare questi pazienti

Nel territorio regionale si stimano presenti circa 650 minori che necessitano di un alto livello assistenziale e un numero considerevole di minori che abbisognano di livelli assistenziali medi o bassi. Questi ultimi possono frequentare la scuola se vengono loro assicurati, durante la permanenza nell’edificio scolastico, gli interventi di aiuto e di supporto alle attività della vita quotidiana e, in taluni casi, alcune procedure assistenziali a sostegno della respirazione, dell’alimentazione e dell’eliminazione urinaria, da eseguire frequentemente, in maniera non programmabile e talvolta d’urgenza. L’assenza di tale presupposto rende impossibile la frequenza delle lezioni e priva i bambini del diritto all’istruzione.

La non programmabilità delle procedure assistenziali comporta l’impossibilità di assicurare la presenza nella scuola di personale sanitario e, pertanto, l’esecuzione delle procedure assistenziali è spesso demandata alla famiglia, con un notevole aggravio del già pesante onere che la stessa deve sostenere in relazione all’attraversamento delle diverse fasi della malattia. Ne consegue la necessità di tutelare per quanto possibile le già precarie condizioni del minore attraverso un addestramento di coloro che ne assicurano l’assistenza.

Sulla base di simili considerazioni, nella seduta del 25 marzo 2009 il Consiglio Superiore di Sanità si è espresso favorevolmente riguardo all’addestramento di chi assiste in maniera continuativa un paziente tracheostomizzato al fine di consentire, dietro prescrizione medica, l’esecuzione dell’aspirazione endotracheale anche in assenza di personale sanitario. In seguito, l’Accordo Stato, Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano del 29 aprile 2010 (Rep. Atti n. 49/CSR) ha statuito che la tracheobroncoaspirazione in ambito domiciliare dei pazienti tracheostomizzati che necessitano di assistenza continua, può essere effettuata su prescrizione medica, dai familiari o da altri soggetti che li assistono in via continuativa, purché adeguatamente formati. Sulla scorta del citato Accordo, la Giunta regionale del Veneto con deliberazione n. 1819/2012, ha approvato il progetto di formazione di persone che effettuano la tracheobroncoaspirazione a domicilio.

Considerando sia il già citato parere del CSS che l’Accordo Stato Regioni del 2010, i quali stabiliscono che la tracheobroncoaspirazione può essere eseguita oltre che dai familiari, anche da altri soggetti, il Ministero della salute, con nota prot. n. 33795-P del 07 luglio 2015, esprime il proprio parere ritenendo che nell’ambito di quest’ultima ipotesi (altri soggetti), può rientrare l’operatore socio sanitario alle condizioni e con i limiti fissati nei medesimi atti.

La figura che per alcune caratteristiche risponde maggiormente a criteri di adeguatezza e fattibilità per l’assistenza continua in ambito scolastico di minori che necessitano di un moderato e/o basso livello assistenziale è l’operatore socio sanitario.

Da oltre un decennio l’operatore socio sanitario collabora con i professionisti preposti all’assistenza sanitaria, sociale ed educativa secondo il criterio del lavoro multi professionale. L’elenco delle attività a esso attribuite, include l’assistenza alla persona non autosufficiente nelle azioni di vita quotidiana, la realizzazione di attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico, la collaborazione alle attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, alla riattivazione e al recupero funzionale. Le competenze tecniche comprendono l’aiuto alla deambulazione, l’uso di presidi, ausili e attrezzature, l’apprendimento di posture corrette, l’attuazione di interventi di primo soccorso, l’aiuto all’assunzione dei farmaci prescritti, l’impiego di apparecchi medicali di semplice uso, l’aiuto nella preparazione alle prestazioni sanitarie, l’osservazione e il riconoscimento dei più comuni segnali d’allarme presentati dal paziente, l’effettuazione di piccole medicazioni, l’utilizzo di specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente. Il profilo di detto operatore, quindi, già prevede una serie di attività utili all’assistenza di questa particolare tipologia di utenti.

Tuttavia, va segnalato che alcune procedure tecniche necessarie per consentire al minore di rimanere a scuola, rientrano nell’ambito della sfera di attività di altri professionisti sanitari e riguardano il sostegno alla respirazione (tracheobroncoaspirazione, erogazione di ossigeno, uso di Pep-mask e Macchina per la tosse), all’alimentazione (somministrazione del cibo attraverso sondino nasogastrico e gastrostomia, uso pompa enterale), all’eliminazione urinaria (controllo funzionamento catetere vescicale) e le medicazioni. L’effettuazione di dette tecniche richiede particolari cautele. Esse però presentano una forte connotazione pratica e, quindi, possono essere estrapolate da un percorso di formazione specifico ed essere apprese anche dagli operatori socio sanitari attraverso un’appropriata attività addestrativa.

Un percorso di addestramento ad hoc consente, infatti, l’approfondimento della formazione su alcuni problemi specifici del paziente pediatrico con patologia inguaribile o disabilità grave e l’apprendimento delle procedure per l’esecuzione delle tecniche necessarie per l’assistenza in orario scolastico. Gli operatori socio sanitari così addestrati, possono garantire le condizioni di sicurezza richieste dalle limitazioni imposte al minore dalla malattia/disabilità scaricando la famiglia dell’incombenza di dover intervenire, durante le lezioni, per sopperire all’assenza del personale sanitario.

L’intervento formativo che si propone, denominato “Percorso sperimentale di addestramento per operatori socio sanitari da assegnare a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l ‘assistenza in orario scolastico”, al quale può accedere chi è in possesso dell’attestato di qualifica di OSS di cui alla legge regionale 20/2001 o titolo equipollente, è costituito da 55 ore di formazione di cui 25 di teoria e 30 di tirocinio, finalizzate all’approfondimento delle conoscenze acquisite nel corso di formazione di base con riferimento ad una particolare tipologia di utenza e all’acquisizione di abilità basilari per eseguire alcune tecniche assistenziali in uno specifico contesto.

Oltre alla frequenza della summenzionata iniziativa, prima dell’assegnazione formale ad un minore, l’OSS deve perfezionare la propria formazione con un ulteriore periodo di addestramento finalizzato a contestualizzarla sullo specifico caso, della durata minima di 12 ore, progettato dall’infermiere che ha in carico il paziente, il quale deve certificare il livello di abilità raggiunto nell’esecuzione delle tecniche prescritte.

L’OSS che ha completato con successo il “Percorso sperimentale di addestramento per operatori socio sanitari da assegnare a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l’assistenza in orario scolastico” e il successivo periodo di contestualizzazione, oltre a svolgere le attività proprie della qualifica, è autorizzato a eseguire alcune o tutte le attività di seguito elencate:

rapportarsi al bambino e alla famiglia secondo modalità condivise con l’equipe;
utilizzare gli ausili prescritti per la comunicazione;
individuare i dispositivi prescritti dai professionisti e applicare le indicazioni d’uso;
eseguire la rilevazione di alcuni parametri (battito cardiaco, pressione arteriosa omerale, temperatura corporea, peso, altezza, pulsossimetria);
eseguire le tecniche prescritte per l’igiene personale;
eseguire le tecniche prescritte per sostenere il movimento;
eseguire le tecniche prescritte per favorire la minzione, per la misurazione della quantità delle urine, per aiutare durante l’autocateterismo e per controllare il funzionamento del catetere vescicale;
eseguire le tecniche prescritte per l’alimentazione attraverso sondino nasogastrico, gastrostomia e utilizzo della pompa enterale;
eseguire la medicazione prescritta per la gastrostomia, il sondino nasogastrico e la tracheostomia;
eseguire le tecniche prescritte per la tracheobroncoaspirazione, l’uso di Pep-mask, della Macchina per la tosse, per l’attivazione della ventilazione meccanica e l’erogazione di ossigeno;
applicare le procedure predisposte per eseguire le manovre di primo soccorso necessarie in situazione di urgenza/emergenza;
aiutare ad assumere i farmaci prescritti a orario fisso e/o in caso di specifiche e definite situazioni;
allertare il professionista di riferimento secondo le modalità previste dalle procedure;
adoperare gli strumenti operativi, informativi e comunicativi condivisi dall’equipe;
partecipare attivamente alle riunioni di equipe e condividere le problematiche vissute.

Le attività sopraelencate possono essere eseguite solo ed esclusivamente in ambito scolastico e solo sul minore al quale l’operatore socio sanitario è stato formalmente assegnato. La formalizzazione dell’assegnazione avviene mediante apposizione del nome e cognome dell’operatore sulla cartella clinica del paziente. La possibilità di eseguire le attività sopra riportate, decade con il venir meno dell’assegnazione formale e per una successiva assegnazione, il periodo di contestualizzazione della formazione dev’essere ripetuto. Le procedure per l’esecuzione delle tecniche assistenziali devono essere approvate ufficialmente dall’azienda sanitaria presso cui il minore è assistito, aggiornate, presenti nella sede scolastica e immediatamente accessibili all’operatore socio sanitario.

Considerando tuttavia, che l’esecuzione di alcune tecniche necessita a volte di una valutazione del paziente prima di iniziare la procedura e l’osservazione durante e dopo, il minore dev’essere affidato ad un infermiere e dev’essere garantita la presenza di un sistema che consenta all’OSS di contattarlo durante tutto l’orario scolastico.

Il percorso sperimentale di addestramento per operatori socio sanitari da assegnare a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l’assistenza in orario scolastico è organizzato e gestito dalla “Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, management delle aziende socio-sanitarie e per l’incremento dei trapianti d’organo e tessuti” il cui piano di attività per l’anno 2014 e il biennio 2015/2016, definito nell’Allegato A) della DGR 2166/2014, prevede nell’apposita sezione B6 un corso per OSS sulla tematica dell’assistenza ai minori con bisogni sanitari complessi.

Tutte le indicazioni in merito al programma formativo, alle modalità organizzative e di svolgimento dell’iniziativa, sono contenute nell’Allegato A, parte integrantedel presente provvedimento, denominato “Percorso sperimentale di addestramento per operatori socio sanitari da assegnare a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l’assistenza in orario scolastico”.

La responsabilità scientifica del percorso è affidata alla Dott.ssa Franca Benini, responsabile del Centro regionale veneto di terapia del dolore e cure palliative pediatriche e al Dott. Pasquale Bortolini, collaboratore professionale sanitario esperto, in servizio presso la Sezione Controlli Governo e Personale S.S.R. della Regione del Veneto.

Allo studente che ha frequentato il corso e che ha superato positivamente l’esame finale, è rilasciato, a cura della Fondazione SSP, per conto della Regione Veneto, un certificato di frequenza redatto secondo il modello fac-simile di cui all’Allegato A.

Considerate le difficoltà connesse alla progettazione di un percorso formativo per il quale non esistono precedenti esperienze, prima di optare per una scelta programmatoria definitiva si procede con l’avvio dell’iniziativa a carattere sperimentale presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, selezionata secondo criteri di opportunità in termini di occasioni di apprendimento e di esperienza inerente la cura e l’assistenza di bambini con malattia inguaribile e/o disabilità grave. La sperimentazione consentirà di testare il programma e i contenuti proposti nel già citato Allegato A e di individuare eventuali criticità che richiedono interventi correttivi. Al termine della sperimentazione sarà predisposto il programma definitivo dell’iniziativa formativa, che potrà essere riproposta o come modulo didattico da inserire in taluni percorsi di qualificazione dell’OSS, per meglio rispondere a specifiche esigenze territoriali, oppure come “Modulo facoltativo tematico integrativo” così come definito dal più volte citato art. 8 della L.R. 20/2001 e relativo allegato C).

Il relatore conclude la propria relazione e propone all’approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

– udito il relatore, il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l’avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

– Vista la L.R. 20/2001 s.m.i.;

– Vista la DGR 3119/2002;

– Vista la DGR 484/2004;

– Visto l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano del 29 aprile 2010;

– Vista la DGR 1819/2012;

– Vista la DGR 2166/2014;

– Visto l’art. 2, comma2, lett. o) della LR 54/2012

delibera

1. di ritenere le premesse quali parte integrale ed essenziale del presente provvedimento;

2. di approvare il “Percorso sperimentale di addestramento per operatori socio sanitari da assegnare a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l’assistenza in orario scolastico”.

3. di approvare l’Allegato A, “Percorso sperimentale di addestramento per operatori socio sanitati da assegnare a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l’assistenza in orario scolastico” che include il programma formativo e di tirocinio e le disposizioni generali per lo svolgimento del percorso, quale parte integrante e sostanziale del presente atto;

4. di affidare la responsabilità scientifica del percorso sperimentale alla Dott.ssa Franca Benini, responsabile del Centro regionale veneto di terapia del dolore e cure palliative pediatriche e al Dott. Pasquale Bortolini, collaboratore professionale sanitario esperto in servizio presso la Sezione Controlli Governo e Personale S.S.R. della Regione del Veneto;

5. di affidare alla Fondazione SSP l’organizzazione e la gestione del corso denominato “Percorso sperimentale di addestramento per operatori socio sanitari da assegnare a minori con patologia inguaribile o disabilità grave per l’assistenza in orario scolastico;

6. di prevedere l’attivazione della prima edizione del percorso sperimentale presso l’Azienda Ospedaliera di Padova;

7. di incaricare la Sezione Controlli Governo e Personale S.S.R. dell’esecuzione del presente provvedimento;

8. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;

9. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

(seguono allegati)
1122_AllegatoA_305468.pdf

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

Una risposta a Percorso sperimentale per operatori socio sanitari.Deliberazione della Giunta Regionale n. 1122 del 25 agosto 2015 Legge Regionale 16.8.2001, n. 20 s.m.i..

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