Lo ha annunciato il Ministro della Salute, Roberto Speranza in una nota: “Dopo una prima analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan effettuata questa mattina dalla Commissione tecnico scientifica, Aifa sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia”.

“Il direttore generale di AIFA, Nicola Magrini, mi ha comunicato che la riunione del Comitato Tecnico–Scientifico di questa mattina, dopo una prima analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan, sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Nei prossimi giorni i protocolli saranno resi operativi, come già avvenuto per le altre sperimentazioni in corso”. Lo dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo l’incontro con il direttore generale di AIFA.

Ricordiamo che ieri il governatore del Veneto aveva annunciato il via alla sperimentazione ma Aifa con una nota successiva aveva evidenziato che c’erano “scarse evidenze scientifiche” sulla efficacia per la COVID-19 del medicinale prodotto in Giappone a base di favipiravir.

Una precisazione dell’Agenzia del farmaco che, inutile nasconderlo, essendo stata emanata proprio alla vigilia della riunione odierna della CTS poteva far pensare a una sorta di “pre bocciatura” della sperimentazione. Ma evidentemente le valutazioni fatte oggi all’interno della Commissione tecnico scientifica di Aifa sono state di segno favorevole all’avvio del trial clinico dal quale, altrettanto ovviamente, tutti speriamo possano venire nuove opportunità terapeutiche.

Redazione

Fonte

Quotidiano sanità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo stati travolti da qualcosa più grande di noi, ma nonostante tutto ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo continuato a lavorare senza sosta, rivoluzionando i reparti, rivoluzionando noi stessi, le nostre vite, le nostre abitudini. Prendi le distanze dalla tua famiglia, non li baci e non li abbracci più, non mangi al loro tavolo, cerchi di proteggerli. Combatti con uno sconosciuto che spara colpi bassi e inaspettati, subdolo, cattivo, senza pietà, lasciando corpi inermi su un letto, che combattono una guerra silenziosa dentro di loro.

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Roma, 23 mar. – Il sindacato Nursing Up invita a una riflessione pubblica sul bando della Protezione civile per reclutare medici da destinare alle regioni più colpite dal Coronavirus e sul fatto che non vi sia alcuna traccia di un bando per gli infermieri, nonostante la drammatica situazione di carenza attualmente aggravata dall’emergenza. Forse per i professionisti sanitari non ci sono soldi? Attendiamo fiduciosi. Intanto la risposta alla chiamata per il reperimento di 300 medici ha avuto una straordinaria partecipazione, questo è vero, ma non si parli di volontari: il volontariato è altra cosa. Sulla questione occorre fare chiarezza. Soprattutto se, mentre lo facciamo, nelle nostre menti aleggia l’importo risibile che le aziende sanitarie hanno messo a disposizione di quegli infermieri destinati ai reparti Covid19, con i quali intendono stipulare contratti di collaborazione a tempo. Ma vediamo di cosa stiamo parlando.

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Il Nursing up scrive al

Direttore Generale
Comitato Indirizzo e Verifica
Indirizzata a tutte le asl e strutture sanitarie del Lazio

Chiarimenti.

Gent.le Direttore,
nonostante le nostre segnalazioni, abbiamo saputo che le mascherine modello panni da spolvero, sono
state recapitate negli ospedali della ASL da lei diretta.
Vorremmo sapere chi ha fatto l’incauto acquisto?
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Il Nursing up scrive al

Direttore Generale
Comitato Indirizzo e Verifica
Indirizzata a tutte le asl e strutture sanitarie del Lazio

Chiarimenti.

Gent.le Direttore,
nonostante le nostre segnalazioni, abbiamo saputo che le mascherine modello panni da spolvero, sono
state recapitate negli ospedali della ASL da lei diretta.
Vorremmo sapere chi ha fatto l’incauto acquisto?
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«Come dice l’Oms bisogna fare tamponi, tamponi e tamponi». Lo hanno ribadito oggi i medici della delegazione cinese che sta visitando gli ospedali del Veneto, in collegamento Facebook dall’Azienda ospedaliera di Padova.
«Nella fase iniziale dell’emergenza – hanno ricordato – avevamo qualche lacuna sui tamponi, poi quando li abbiamo ricevuti ne abbiamo fatti tantissimi, più di 100 mila al giorno, un numero superiore sia ai casi di contagio che ai casi sospetti».

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“Gli infermieri stanno dando tutto, anche la salute nell’emergenza COVID-19 e tutti lo riconoscono, per primi i cittadini. Ma dallo Stato, nonostante le citazioni e gli encomi per i quali ringraziamo (ma che a questo punto dobbiamo pensare di dover considerare solo di facciata), stanno ricevendo solo ‘pannicelli caldi’ come segnale di rispetto per il loro impegno, la loro professionalità, la loro volontà di non lasciare mai solo nessuno. Valori che, comunque, non verranno mai meno in questa emergenza”.

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Coronavirus, il 63 per cento delle vittime e il 46,8 dei casi positivi è in Lombardia, che da sola ha l’80 per cento dei morti di tutta la Cina. Come è possibile? Come mai il Veneto, che di fatto ha registrato il primo caso contemporaneamente a Codogno, è riuscito a limitare l’epidemia con più efficacia? La stessa Emilia-Romagna, il cui primo focolaio era collegato direttamente a quello del Lodigiano, è in sofferenza, ma ha un sistema sanitario che ancora sta tenendo. A un mese dall’inizio dell’emergenza, è giusto dire che errori sono stati commessi in Lombardia: il contagio è esploso proprio all’interno degli ospedali. Se nel piccolo ospedale di Codogno, 20 febbraio, i medici possono essere stati colti di sorpresa, commettendo l’errore fatale di tenere il paziente uno in pronto soccorso insieme agli altri malati prima che un anestesista avesse l’intuizione di effettuare il tampone, resta più ardua da comprendere l’incertezza della risposta, tre giorni dopo, ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, quando furono trovati due pazienti positivi a Covid-19.

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Stili di vita nell’emergenza

In questa fase di emergenza, legata al focolaio di COVID-19 e caratterizzata dal lungo tempo da trascorrere a casa, è particolarmente importante proporre ai bambini alcune attività e giochi di movimento. L’esercizio fisico, inteso come gioco di movimento, ha un ruolo prioritario per la salute, in età evolutiva e, oltre ad essere divertente, contribuisce a migliorare le condizioni di salute fisica e a promuovere il benessere psicologico, funzionali al raggiungimento di una crescita sana.

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Lettera alla redazione