Il fatto a cui si riferisce l’ordinanza della Cassazione Lavoro 27799/2017 si è svolto in un ospedale abruzzese e riguarda le richieste economiche di un infermiere di “percepire la retribuzione maturata per il tempo utilizzato per la vestizione (e la svestizione) della divisa aziendale e per dare (e ricevere) le consegne all’entrata e (all’uscita) del proprio turno”. La Cassazione gli ha dato ragione perché ci sono “comportamenti integrativi e strumentali all’adempimento dell’obbligazione principale, i quali appaiono funzionali ai fini del corretto espletamento dei doveri deontologici della presa in carico del paziente e della continuità assistenziale”.

Continua a leggere

Sbagliano farmaco al Pronto Soccorso. La paziente sta bene, ma la Cimo punta il dito contro organizzazione e carenza organici.
Alla paziente sarebbe stata somministrata ketamina invece di un antidolorifico. Il fatto segnalato a Bazzano, ma per il sindacato non si tratta dell’unico caso in cui “sulla carta risultano due medici e due o più infermieri in turno, ma nei fatti buona parte dell’organico non può garantire la costante presenza in pronto soccorso dovendo assolvere a interventi di emergenza territoriale 118”. Bignami (Fi) presenta interrogazione alla Giunta. La Ausl avvia verifiche interne.

Continua a leggere

22 novembre 2017
Riceviamo e pubblichiamo

IPASVI BARI E BAT INVITANO GLI INFERMIERI DEL 118
A SOTTOSCRIVERE DOCUMENTO DA INVIARE ALLA

PROCURA DELLA REPUBBLICA:

Gli Infermieri del servizio 118 di Bari e Barletta – Andria – Trani vanno al contrattacco. E lo fanno, attraverso i loro ordini professionali IPASVI, con la sottoscrizione di un documento nel quale chiedono, alle Procure della Repubblica di Bari Trani, di aprire un’inchiesta per accertare quanto è stato riportato attraverso alcuni servizi giornalisti, in merito ad alcuni disservizi del 118.

Continua a leggere

Nursing up – riunione apran 30 ottobre contrattazione comparto sanità provincia i Trento

Trento, lì 30/10/2017

Contrattazione comparto sanità, omogeneizzazione con i provinciali e separazione contrattuale sono le tappe del Nursing up a Trento
Nursing up è stato costretto, nella riunione odierna, a sospendere temporaneamente la propria presenza al tavolo di contrattazione per le modalità adottate dal presidente Apran (Agenzia provinciale di contrattazione), che aveva manifestato nel corso della trattativa l’intenzione di rimettere in discussione i punti già affrontati al tavolo in analoga riunione dd 09/10/2017 con tutte le OO.SS.
Per accelerare i tempi della trattativa, in tale riunione, contrariamente a Cgil e Cisl, avevamo già presentato una formale e dettagliata piattaforma ed i seguenti punti da noi proposti erano già stati posti in discussione alle OO.SS. dal Presidente Apran :
– incremento dell’indennità sui tre turni di 2 euro giornalieri;
– incremento dell’indennità legata alle funzioni esperte dell’Allegato M;

Continua a leggere

Mancato riconoscimento retribuzioni accessorie personale Infermieristico e OSS

Di LAURA SANTORO

Nella struttura IPAB – Istituto Romano di San Michele, citato come l’IPAB più importante della capitale, il personale sta lavorando senza il riconoscimento delle retribuzioni accessorie, come lo straordinario (benché concordato), indennità di turno, indennità di turno festivo e feriale.

Come responsabile Nursing Up ritiengo illegittima la sospensione dell’erogazione del trattamento accessorio, un inadempimento, da parte del datore di lavoro, all’obbligazione retributiva nei confronti del personale infermieristico e OSS.

Continua a leggere

Il mondo sta cambiando, il collaboratore sanitario  anche. Soprattutto è il lavoro dell’ opertatore nel futuro a cambiare. Le ambizioni professionali di migliaia di infermieri italiani si scontrano con tutta una serie di contingenze socio-economiche che, dettate da fenomeni storici quali la globalizzazione, la crisi e la (futura) disoccupazione tecnologica, accompagneranno in qualche modo il lavoro e la vita di tutti noi.
I professionisti della salute meritano e desiderano maggiori competenze, un’importante presenza nei processi sanitari e decisionali, migliori condizioni lavorative e, least but not last, uno stipendio adeguato alle responsabilità e al ruolo di un professionista fondamentale nel processo terapeutico del paziente. Ma nel dibattito sul futuro del lavoro dell qualcuno sta pensando a come sarà il mondo nei prossimi 50 anni?
Come sarà il lavoro dell’infermiere nel futuro?

Continua a leggere

Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana.

“la dichiarazione rilasciata ieri dal presidente della Società oftalmologica italiana ci lascia sorpresi, tirando nella mischia gli infermieri».

Queste le dichiarazioni di Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, su quanto affermato in un comunicato da Matteo Piovella, presidente Soi. Costui ha tra l’altro sottolineato come sia “indispensabile informare i cittadini che, quando un infermiere porta sul cartellino di riconoscimento la scritta dottore/dottoressa e si fa chiamare di conseguenza, si rende responsabile, assieme all’amministrazione ospedaliera e ai dirigenti medici, di un grave reato, impedendo ai pazienti di esercitare il loro diritto di controllo dell’iter di cura a loro prestato e delle eventuali azioni legali collegate”.

Continua a leggere

Concorrono alla corretta gestione dei farmaci tre soggetti: il medico che prescrive il farmaco, il farmacista che deve preparare il medicamento e l’infermiere che lo somministra. Al coordinatore spetta l’organizzazione del servizio infermieristico, la custodia e l’approvvigionamento dei medicinali, ma non il rispetto delle specifiche attività di dosaggio ed il controllo dell’esattezza della prescrizione del farmaco (Cassazione penale n. 13219/2000).

Quali rischi ci sono per l’infermiere?

Continua a leggere


Firenze, 21 novembre 2017 – Questi alcuni brani della lunga lettera che un infermiere ha scritto al Collegio professionale Pasvi di Firenze e Pistoia:

«Mi sento un numero di badge… Non mi sento il cambiamento, mi sento un poveraccio, perché ho fatto una scelta, che è quella di provare a costruire una vita qui, di non fare come i miei colleghi che sono andati all’estero. Ma oggi, dopo due anni, vedo loro che fanno carriera e vedo me che se prendo una multa so che per pagarla devo stringere la cinghia. (…) vi scrivo perché credo nella nostra professione e credo che non meriti di essere maltrattata, come non lo merita chi sceglie di farla, meritiamo rispetto e riconoscimento.

Sono infermiere di Rsa da ormai 2 anni, il primo anno sono stato assunto con un contratto diretto con la struttura in cui ho lavorato per poi essere scaricato perché la normativa prevedeva che una assunzione costasse meno a livello di tasse e quindi dopo 12 mesi in cui ho fatto 160 ore mensili sono stato “rimesso sul mercato”, ho avuto la fortuna di trovare lavoro dopo circa un mese. Ho un contratto part time. (…) Oggi sono stanco. Oggi sono infermiere da 3 anni, riesco a fare il mio lavoro da 2. Pago l’affitto, le bollette, l’assicurazione. la spesa, i vestiti (tra cui la divisa di lavoro). Sono pagato 1070 € al mese quando faccio tutte le notti. La mia indipendenza la sto pagando cara, la sto pagando con la voglia che mi va via. Mi sento un numero di badge.

Continua a leggere

Alfio Stiro

Post N4.0

È passato al Senato dopo mesi di ostruzionismo: introdurrà, entro alcuni limiti, il diritto all’inte [continua]

. Ci risiamo e gli Infermieri dove sono? Senza un Infermiere titolato, le crocerossine, (che forse s [continua]

Saronno(Varese): altri 18 casi di morti sospette sono al “vaglio dei consulenti” nell’ambito del ter [continua]

Un uomo a Miami è arrivato in ospedale privo di sensi.Cio’ è quanto riportato “da il Messagero”.I me [continua]