esercizio abusivoLa Corte di Cassazione, con sentenza n. 5080 del 13,3,2015, «ha ritenuto che il possesso da parte del lavoratore della laurea in medicina non fosse sufficiente per l’esercizio di attività riabilitativa per la quale occorre apposito diploma universitario, sebbene (sic!) il lavoratore in questione fosse abilitato a svolgere funzioni ausiliarie». In conclusione, ribadisce la Cassazione, «la laurea in medicina consente l’espletamento di attività ausiliarie ma non anche di attività, quale la terapia riabilitativa, che non hanno tale carattere e il cui svolgimento postula uno specifico diploma». Il Consiglio di Stato altresì ha consentito ai laureati in psicologia di concorrere al posto di dirigente di unità complessa di salute mentale, affermando che i compiti direzionali gestionali non abbiano implicazioni cliniche tali da presupporre la laurea in medicina. Ma cosa si intende per gestione di attività sanitarie? Allora, per la mera gestione di un qualsiasi processo produttivo, meglio un infermiere esperto oppure, perché no?, il cosiddetto ingegnere clinico.

Continua a leggere

inf manette

11 GIU – Nuovo capitolo della protesta messa in atto dagli infermieri siciliani contro le linee regionali per la rideterminazione degli organici infermieristici. Ieri, 10 giugno, il coordinamento regionale Ipasvi è stato audito in VI Commissione Affari Sociali e Sanitari. “La delegazione Ipasvi – riferisce una nota del coordinamento – ha avuto modo di confrontarsi con i parlamentari presenti e di avere delle risposte dall’assessore Borsellino invitata all’audizione.

Continua a leggere

cannizzaNotte da incubo nell’area d’emergenza dell’ospedale Catanese Cannizzaro, dov’ è intervenuta la polizia ed i vigilanti in servizio che non sono bastati a proteggere medici e infermieri.
Il ventisettenne era giunto al Pronto Soccorso dell’Azienda Cannizzaro di Catania per un controllo.
La violenza nei pronto soccorsi ormai è un fenomeno in recrudescenza ,e la paura è tanta fra il personale. L’uomo senza nessun motivo si è scagliato, a calci e pugni, contro un’ infermiera,anche Il medico e l’ ausiliario intervenuti hanno riportato lesioni traumatiche ed ecchimosi in tutto il corpo, con una prognosi di dieci giorni. L’infermiera qualche minuto prima aveva fornito al paziente una coperta per riscaldarlo.
L’aggressore ha scatenato la paura tra tutti gli operatori e le persone presenti al Pronto soccorso del Cannizzaro. Nessuno, malato o accompagnatore, è rimasto però coinvolto , il personale ha gestito la situazione al meglio. La paura è stata tanta.
Il lavoro di medici ed infermieri diventa difficilissimo, poichè in caso di necessità devono allertare le forze dell’ordine ed attendere il loro arrivo.
La situazione è divenuta intollerabile a causa di minacce e violenze nei confronti del personale, oggi sono ancora più frequenti e assumono toni inquietanti che non consentono il regolare svolgimento dell’ attività professionale, già gravata da una carenza di operatori, che costringe ad elevati carichi di lavoro.
Da molto denunciamo le condizioni in cui siamo costretti a lavorare,a causa delle postazioni poco sicure che permettono spesso all’utenza di entrare in diretto contatto con medici e infermieri.
Un Grazie al nuovo direttore generale Dott Angelo Pellicanò e al Direttore Sanitario Dott Giuffrida per aver programmato il nuovo servizio di sorveglianza ,prima inesistente, ma ,purtroppo, una sola guardia giurata non basta. Sarebbe necessario ripristinare la postazione delle forze dell’ordine, ai fini preventivi ed intervenire non appena episodi simili si verifichino. Al momento, il rischio di aggressione è elevatissimo, siamo ormai in piena emergenza.
Dott. Alfio Stiro infermiere
U O Pronto Soccorso generale e Pediatrico
Az Cannizzaro per l’emergenza.


 

cood ipasvi.E’ stato anche denunciato l’attuale utilizzo di personale non qualificato, con contratto di operaio, che sostituisce invece il personale di supporto. L’assessore Borsellino ha confermato la volontà di rivalutare, in rialzo, i coefficienti del personale infermieristico e di supporto e ha condiviso la richiesta in merito all’adeguata considerazione del professionista infermiere, definendola figura nodale della Sanità.

ipasvi e soldi Qualche settimana fa leggevo su un noto quotidiano, dati ISTAT relativi alle soglie di reddito considerate di povertà, per sommi capi i dati erano: l’incidenza della povertà tra le famiglie italiane è rimasta stabile tra il 2003 e il 2004, ma non al Sud, dove è invece aumentata in misura rilevante.

Continua a leggere

operatore socio sanitarioChiedono un “obolo” di 1800 euro per la qualificazione nel profilo di Oss
– ma dove sono finiti i quaranta milioni di Fondi europei previsti dall’ avviso n.18 del 2011 che servivano per formare gli operatori socio-sanitari siciliani? Quando partiranno le procedure per selezionare cinquemila allievi che dovevano partecipare ai corsi di formazione per Oss e ottenere la qualifica gratuitamente? Questa figura, di supporto all’infermiere, è molto richiesta sul mercato del lavoro anche perché è prevista nelle piante organiche delle strutture sanitarie, l’obiettivo era quello di utilizzare il Fondo sociale europeo per favorire l’occupabilità formando operatori capaci di assistere pazienti senza autonomia psico-fisica da affiancare agli infermieri”.
Il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta nella trattativa del 4 giugno 2013 prese accordi con i sindacati promettendo la riapertura del procedimento sulla figura Oss, promessa mai mantenuta.
Dubbi ed ombre su un sistema normativo, quello oggi dettato dall’Assessorato alla salute della Regione Siciliana che sceglie per la formazione gli enti privati che naturalmente avranno lauti guadagni.”Ma la formazione pubblica e gratuita , dov’è andata a finire? Una domanda che non può avere risposte in quanto dopo gli scandali milionari degli anni scorsi la recente norma decide solo di mettere un tetto al costo procapite “1800 euro” e pone l’obbligo di un corso di riqualificazione,naturalmente la chiarezza in tutto questo è solo un optional l’Assessorato ha dimenticato che molti dipendenti dell’Asp 3, sono stati riqualificati proprio dalla regione siciliana e con fondi pubblici, ma ad oggi nulla perchè non normalizzati nell’inquadramento contrattuale Bs che gli compete.
“Occorre fare chiarezza sulla norma prodotta dall’assessorato con la G.u.r.s n° 46 del 31/10/2014 – quali sono i titoli Oss validi per lavorare in Sicilia e chi si può iscrivere all’albo regionale. La proposta è quella di equiparare tutti i titoli Oss ottenuti secondo accordo Stato-Regioni del 2001, senza passare da un “pizzo” obbligato di 1800 euro, eventualmente si può prevedere solo un esame integrativo gratuito a domanda per tutti coloro che vorranno iscriversi all’albo regionale già indicato in gazzetta regionale. si richiamo il fatto che sono molti i dubbi e poche le risposte che girano attorno alla figura degli Oss in Sicilia. si vuole dare a questa professione i giusti meriti ed allontanare ogni forma di business legato alla formazione in Sicilia”.
Sono almeno tremila i siciliani beffati e, molto probabilmente, pure truffati, con l’aspettativa di trovare un lavoro, si sono visti rilasciare degli attestati poi non riconosciuti dalla regione perchè si sono rivelati fasulli”. “Molti siciliani, soprattutto coloro che non si possono permettere di pagarlo, aspettano la pubblicazione del bando, questo titolo, a cui si accede con il diploma di scuola media, darà buone probabilità di trovare lavoro a tantissimi giovani. Basti pensare che negli ospedali siciliani sono previsti 2.500 posti per Oss”.


 

Alfio Stiro

Post N4.0

Secondo questo ragionamento, la dignità del paziente, che io considero sacrosanta, vale di più di qu [continua]

      In italia sono circa 114 mila le persone con sclerosi multipla, una delle malattie più gravi d [continua]

Sono un infermiere e lavoro come libero professionista, attraverso uno studio, in una casa di riposo [continua]