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CALTAGIRONE. Nuova aggressione in un ospedale siciliano. L’ultimo episodio è avvenuto presso la Rems, residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria di Caltagirone, in provincia di Catania. Vittima dell’aggressione è stato un infermiere, rsu aziendale e sindacalista della Fsi-Cni, che in seguito ad un alterco con un «ospite», ha ricevuto un pugno in piena faccia, subendo un «trauma facciale con contusione alla regione zigomatica e periorbitaria destra con edema palpebrale e 5 giorni di prognosi per infortunio». A denunciare l’episodio, avvenuto venerdì scorso, sono il segretario territoriale Fsi, Vincenzo Messina, ed il segretario regionale del Cni, Coordinamento Nazionale Infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti, Calogero Coniglio.

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grillo Il deputato segnala inoltre che il personale sanitario dell’ospedale è stato costretto ad essere sottoposto a cure per tossicosi. Chiede quindi se i due ministri “intendano valutare la possibilità di usare i locali dell’Istituto di Medicina Legale, dotato di locali appositi per i processi di identificazione dei cadaveri e di riconoscimento delle cause della morte, anziché locali inidonei e non preposti a questo scopo”. L’INTERROGAZIONE..

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Da Il Foglio Martedì 21 Luglio 2015 – di Giuseppe Sottile
Manfredi Borsellino ha scoperchiato il verminaio siciliano. E adesso nessuno potrà più dire: io non sapevo. Ecco tutta la storia di una confraternita di avventurieri che per anni ha turlupinato la Sicilia spacciandosi, addirittura, come “presidio di rivoluzione e di legalità”.

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infuniLa morte di Lamberto Lucaccioni, il 16enne deceduto nella discoteca Cocoricò di Riccione per aver assunto una pasticca di ecstasy, sta smobilitando l’opinione pubblica italiana.In particolare, stanno generando non poche polemiche le dichiarazioni della 22enne Sarah Fabbri, studentessa in Infermieristica al Polo didattico di Rimini-Cesena (Università degli Studi di Bologna).

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sala operatoriaL’86 enne fu operato il 29 giugno scorso dai medici dell’ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase (Napoli) 19/07/2015
Non ha retto il cuore di Tomaso Stara, l’86 enne operato per errore al femore sbagliato il 29 giugno scorso dai medici dell’ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase (Napoli). L’uomo, un professore di ortodonzia originario di Sassari (ma che viveva a Torre Annunziata, vicino Napoli), non ce l’ha fatta.

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manciacavalli


20 LUG – Gentile Direttore,
da qualche tempo gli infermieri iscritti a questa Federazione sono oggetto di errori mediatici che suscitano grande imbarazzo e risentimento nei professionisti: il termine “infermiere” è utilizzato a vario titolo per indicare operatori di altre professionalità che compiono atti e, spesso, illeciti o reati di varia natura. In sostanza negli ospedali (ma anche nei servizi sanitari sul territorio), sembrano esistere solo due categorie professionali da citare per i media: medici e infermieri.

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Alfio Stiro

Post N4.0

Qualcosa si muove, Il Nursing up prende posizione contro lo sfruttamento e il demansionamento del pe [continua]

emotivo” “Papà, non mollare”: la figlia infermiera rianima il genitore colpito da infarto Dalla teor [continua]

Mancano almeno 53mila unità circa, ma con il meccanismo previdenziale a quota 100 rischia di diventa [continua]

Trovo il demansionamento una gravissima lesione alla dignità, alla moralità e alla personalità dei l [continua]

Siamo d accordo con le iniziative volte ad arginare commenti infelici e poco eleganti nei confronti [continua]