“.corte dei conti Tra gli altri, viene accolto il ricorso della Valle d’Aosta in quanto la provincia autonoma non grava, per il finanziamento della spesa sanitaria del proprio territorio, sul bilancio dello Stato, quest’ultimo non è dunque legittimato ad imporle disposizioni di contenimento della spesa. Anche in materia di riduzione dei posti letto, lo Stato non ha titolo di intervenire: “non sono articolati enunciati generali” di competenza statale. LA SENTENZA

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tri2 millantatore. Raccontava di aver prestato servizio in ospedali e cliniche prestigiose, di essere in grado di effettuare qualsiasi tipo di intervento, dalla semplice iniezione a piccoli interventi chirurgici, di conoscere cure, farmaci adatti ad ogni malanno. Insomma, un esperto a tutto campo. E si era creato anche il suo pubblico perchè i suoi racconti avevano una buona audience tra quei pazienti, per lo più persone anziane, che lui, ufficialmente infermiere, si trovava ad assistere in strutture modenesi dell’Ausl. Un semplice infermiere capace dunque di strabiliare, le cui potenzialità a suo dire andavano ben oltre al ruolo, alla semplice professione di infermiere.

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.tribu CALTANISSETTA. Non reggono le accuse a carico di un paramedico sospettato di essersi spacciato per ginecologo. Il verdetto di non colpevolezza lo mette in carniere un infermiere professionale dell’ospedale Sant’Elia che, con alcune partorienti, si sarebbe finto medico specialista. Così per il sessantatreenne Leonardo M. (difeso dall’avvocato Walter Tesauro) processato dal giudice Giuseppina Figliola per l’ipotesi di sostituzione di persona ed esercizio abusivo della professione.

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crocet il governatore si affida a un post Facebook ed entra a gamba tesa, difendendo pienamente il lavoro dell’assessore Borsellino. “Voglio ricordare il gioco pirandelliano di coloro che hanno aggredito incessantemente la Borsellino, che oggi si travestono da agnelli. Quando deciderò di rendere pubbliche le ragioni del contrasto con taluni gruppi di potere, tutto diventerà chiaro”.

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inf in polizia

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Atto n. 4-04121 (Senato) si chiede di sapere:se il Ministro in indirizzo non intenda provvedere ad un inquadramento degli infermieri nel ruolo iniziale dei direttivi tecnici e/o direttivi tecnici ruolo speciale della Polizia di Stato e comunque in un ruolo o carriera adeguato al titolo accademico o ad esso equipollente di accesso, ristabilendo l’anomalia che separa la Polizia dal resto di tutte le altre pubbliche amministrazioni;
se intenda prevedere la rettifica del decreto ministeriale 18 luglio 1985 (non essendo necessario intervenire sul decreto del Presidente della Repubblica n. 337 del 1982 per l’associazione ruolo e profilo), per una completa revisione sia dell’inquadramento degli infermieri allo stesso livello del personale infermieristico operante nelle pubbliche amministrazioni, sia delle funzioni del profilo professionale, così da eliminare detta anacronistica distonia.

fonte Boy emiliano

….martello FIALS Messina cita in giudizio il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina – Dott. Gaetano Sirna – per aver autorizzato impropriamente,con delibera n° 123 del 21/01/2015, l’utilizzo di somme che invece devono essere destinate al pagamento del premio annuale di produttività a tutti i dipendenti.

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nuoro NUORO. Lunedì mattina si sono riuniti in assemblea, e al termine dell’incontro hanno deciso di proclamare ufficialmente lo stato di agitazione. Una forma di protesta che nasce dopo diverse segnalazioni all’azienda sanitaria circa perduranti carenze di organico, in particolare all’ospedale San Francesco, e per l’organizzazione del lavoro. Gli infermieri dell’Asl 3 sono, insomma, sul piede di guerra. E in una lettera inviata dalle loro Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, e da Cgil, Uil, Nursind, Fsi, Uil, Nursing-up al prefetto Giovanni Meloni, al commissario straordinario dell’Asl 3, Mario Palermo, spiegano nel dettaglio le loro ragioni. Continua a leggere

oss Il Collegio infermieri preoccupato per la denuncia dell’istruttrice Favilla: «Lotta a ogni forma di abuso professionale»
LUCCA. Il collegio degli infermieri effettuerà una ricognizione in tutte le strutture, in particolare quelle gestite da cooperative, che utilizzano la figura dell’Oss, l’operatore sociosanitario, per verificarne il corretto utilizzo.

Lo annuncia la presidente dell’Ipasvi, Maria Cristina Orsi, dopo quanto raccontato al Tirreno, il 3 marzo scorso, da Renata Favilla , istruttrice ai corsi per oss. Favilla in particolare aveva rivelato che agli oss viene spesso chiesto di svolgere mansioni che non competono loro e chi si rifiuta rischia il licenziamento.

«L’operatore socio sanitario – dice la dottoressa Orsi – è una risorsa preziosa che supporta l’assistenza infermieristica e agisce dietro direttive e con la supervisione dell’Infermiere o altro professionista. Sono sbalordita nel leggere che questi operatori sono esposti “a rischio di ritorsioni sul lavoro se non effettuano anche compiti che in realtà non gli spettano”. Questo deriva dalla mancata conoscenza e chiarezza del loro ruolo. Desidero, per questo, fare alcune precisazioni sulla formazione di questa figura.

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Alfio Stiro

Post N4.0

Avezzano. Un “premio” sullo stipendio di oltre 35 mila euro per il raggiungimento degli obiettivi az [continua]

FUORI DAL COMPARTO Per tali motivi, questa Associazione non può più tacere su quanto qui esposto e p [continua]

Le riforme legislative che hanno interessato anche recentemente le professioni sanitarie (V. per ese [continua]

il personale di supporto, assunto per espletare e colmare un vuoto organico relativo all’assistenza [continua]