sia per ragioni storico-culturali che per motivi professionali, rimanda,
con un forte richiamo, alla professione medica.
Da sempre è il medico che prescrive e da sempre la prescrizione è stata considerata atto medico.
Questo perché probabilmente sino al 1999, data di entrata in vigore della legge 42, gli atti sanitari diversi dagli atti medici erano davvero pochi. All’epoca risultava difficile parlare di autonomia dell’atto infermieristico quando tutta l’attività dell’infermiere (all’epoca ancora definito “professionale”) era fortemente subordinata all’atto medico.
A esempio, il Dizionario delle professioni infermieristiche della Utet, che tuttavia risale ormai a dieci anni, or sono alla voce prescrizione afferma che si tratta della «trascrizione su fogli di ricettario personale o sul ricettario del Ssn degli esami ematochimici o strumentali
a cui si deve sottoporre il paziente, dei farmaci che il paziente deve assumere, dei presìdi terapeutici o di cicli di terapie fisiche».

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“In Sicilia siamo ad un passo da un vero allarme sociale. La Regione sta mettendo ulteriormente in ginocchio gli ospedali, che già sono in affanno a causa di una seria carenza di personale infermieristico costretto, a sua volta, a svolgere turni di lavoro logoranti. I risultati sono l’aumento del rischio clinico nelle corsie degli ospedali e il demansionamento per carenza di operatori socio sanitari”. La denuncia arriva da Filippo Impellizzeri, presidente del Collegio Ipasvi di Trapani e vice coordinatore regionale Ipasvi, a proposito degli standard fissati dall’Assessorato regionale per la salute che, secondo il rappresentante della categoria infermieristica, sono frutto di un gioco “al ribasso”, che di fatto istituzionalizza la carenza di professionisti sanitari tra le corsie ospedaliere. “Non si tratta solo di rischio clinico per i pazienti – prosegue Impellizzeri – a cui non è possibile fornire l’adeguata assistenza, ma anche di una situazione ormai non più sopportabile per gli infermieri che, in assenza di personale di supporto, si trovano a dover svolgere anche altre mansioni”. “L’età media degli infermieri – sottolinea il sindacalista – è passata dai 42 anni circa del 2001 ai 47 del 2013; l’occupazione per i laureati nel 2007 era al 94% e nel 2012 è scesa al 63%, con conseguente fuga di cervelli presso altre nazioni”. Secondo il presidente dell’Ipasvi di Trapani gli standard dovrebbero prevedere, in media, un infermiere ogni 4 o 5 posti letto. “Le soluzioni ci sono e per questo, come coordinamento regionale dei collegi Ipasvi – ha ribadito Impellizzeri – vogliamo farci ascoltare dalla Regione. Invece di tagliare il personale infermieristico, danneggiando l’utenza e non garantendo il servizio, si potrebbe monitorare e rivedere, a titolo di esempio, quello amministrativo in esubero. Invece di non assumere e non consentire, a chi è parecchio avanti negli anni, di andare in pensione, si potrebbero stipulare, in attesa di concorsi e mobilità, contratti con infermieri liberi professionisti, garantendo quindi il ricambio e il superamento del periodo estivo”.

fonte

Giornale di Sicilia


 

bandiera ipasviUna collega ,Marina Rizzotto,Dopo una laurea triennale, due master universitari, studi in corso per una laurea di secondo livello, e corsi e aggiornamenti di ogni tipo; nel vedere un annuncio di questo genere mi sento fortemente offesa. Tirocinio formativo garanzia giovani? Ma di cosa stiamo parlando? Gli infermieri sono professionisti, tirocinio ne abbiamo già fatto abbastanza. Non vendiamo patate, ci occupiamo di salute, ci prendiamo cura degli altri. Ci assumiamo delle grosse responsabilità, e questo è quello che ci viene offerto in modo del tutto legale.


 

In piazza Ottavio Ziino a Palermo, davanti alla sede dell’Assessorato regionale alla Salute. Si svolgerà mercoledì 3 giugno

la manifestazione riguarda la protesta degli infermieri e degli Oss della Regione Siciliana in merito all’adozione per la rideterminazione delle dotazioni organiche che, se attuate così come sono presentate in bozza , denunciano il collegio Ipasvi di Catania, creerebbero gravi situazioni di sottodimensionamento dell’organico.

Pertanto si invitano a partecipare tutti i professionisti della salute:Infermieri, Medici, Ostetriche,Fisioterapisti,tecnici sanitari,Cittadini, Associazioni,istituzioni.

la problematica comune a tutti gli operatori sanitari. Per gli infermieri , questa situazione potrebbe certamente portare ad un aumento del fenomeno del demansionamento, triste piaga della professione infermieristica,con rischi clinici per i pazienti.

Si denunciano:
La grave condizione professionale e lavorativa degli infermieri nell’ambito dell’erogazione dell’assistenza sanitaria che non consente d’individuare precocemente variazione cliniche,di monitorarle,di ipotizzare problemi potenziali e di attivare strategie.
La mancata proroga e stabilizzazione del personale di assistenza e di supporto.

La sottostima dei parametri per la determinazione delle dotazioni organiche.

La gravissima carenza di organico che,nel periodo estivo non garantira’ la continuita assistenziale,incremento rischio clinico.
La mancanza di adeguati controlli nelle strutture private accreditate atte a verificare la consistenza e l’adeguatezza degli organici.
Il mancato inserimento dell’infermiere pediatrico nella pianificazione gestionale.
La mancata attribuzione dell’organizzazione e della gestione dell’assistenza al dirigente infermieristico.
Il collegio IPASVI di Catania mette a disposizione un pullman per tutti coloro che vogliono partecipare alla manifestazione di giorno 3 Giugno 2015 a Palermo, con partenza dalla sede del collegio di Catania alle ore 6,30. Chi vuole aderire deve confermare via email a presidente@ipasvict.it


 

esercizio abusivoLa Corte di Cassazione, con sentenza n. 5080 del 13,3,2015, «ha ritenuto che il possesso da parte del lavoratore della laurea in medicina non fosse sufficiente per l’esercizio di attività riabilitativa per la quale occorre apposito diploma universitario, sebbene (sic!) il lavoratore in questione fosse abilitato a svolgere funzioni ausiliarie». In conclusione, ribadisce la Cassazione, «la laurea in medicina consente l’espletamento di attività ausiliarie ma non anche di attività, quale la terapia riabilitativa, che non hanno tale carattere e il cui svolgimento postula uno specifico diploma». Il Consiglio di Stato altresì ha consentito ai laureati in psicologia di concorrere al posto di dirigente di unità complessa di salute mentale, affermando che i compiti direzionali gestionali non abbiano implicazioni cliniche tali da presupporre la laurea in medicina. Ma cosa si intende per gestione di attività sanitarie? Allora, per la mera gestione di un qualsiasi processo produttivo, meglio un infermiere esperto oppure, perché no?, il cosiddetto ingegnere clinico.

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inf manette

11 GIU – Nuovo capitolo della protesta messa in atto dagli infermieri siciliani contro le linee regionali per la rideterminazione degli organici infermieristici. Ieri, 10 giugno, il coordinamento regionale Ipasvi è stato audito in VI Commissione Affari Sociali e Sanitari. “La delegazione Ipasvi – riferisce una nota del coordinamento – ha avuto modo di confrontarsi con i parlamentari presenti e di avere delle risposte dall’assessore Borsellino invitata all’audizione.

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cannizzaNotte da incubo nell’area d’emergenza dell’ospedale Catanese Cannizzaro, dov’ è intervenuta la polizia ed i vigilanti in servizio che non sono bastati a proteggere medici e infermieri.
Il ventisettenne era giunto al Pronto Soccorso dell’Azienda Cannizzaro di Catania per un controllo.
La violenza nei pronto soccorsi ormai è un fenomeno in recrudescenza ,e la paura è tanta fra il personale. L’uomo senza nessun motivo si è scagliato, a calci e pugni, contro un’ infermiera,anche Il medico e l’ ausiliario intervenuti hanno riportato lesioni traumatiche ed ecchimosi in tutto il corpo, con una prognosi di dieci giorni. L’infermiera qualche minuto prima aveva fornito al paziente una coperta per riscaldarlo.
L’aggressore ha scatenato la paura tra tutti gli operatori e le persone presenti al Pronto soccorso del Cannizzaro. Nessuno, malato o accompagnatore, è rimasto però coinvolto , il personale ha gestito la situazione al meglio. La paura è stata tanta.
Il lavoro di medici ed infermieri diventa difficilissimo, poichè in caso di necessità devono allertare le forze dell’ordine ed attendere il loro arrivo.
La situazione è divenuta intollerabile a causa di minacce e violenze nei confronti del personale, oggi sono ancora più frequenti e assumono toni inquietanti che non consentono il regolare svolgimento dell’ attività professionale, già gravata da una carenza di operatori, che costringe ad elevati carichi di lavoro.
Da molto denunciamo le condizioni in cui siamo costretti a lavorare,a causa delle postazioni poco sicure che permettono spesso all’utenza di entrare in diretto contatto con medici e infermieri.
Un Grazie al nuovo direttore generale Dott Angelo Pellicanò e al Direttore Sanitario Dott Giuffrida per aver programmato il nuovo servizio di sorveglianza ,prima inesistente, ma ,purtroppo, una sola guardia giurata non basta. Sarebbe necessario ripristinare la postazione delle forze dell’ordine, ai fini preventivi ed intervenire non appena episodi simili si verifichino. Al momento, il rischio di aggressione è elevatissimo, siamo ormai in piena emergenza.
Dott. Alfio Stiro infermiere
U O Pronto Soccorso generale e Pediatrico
Az Cannizzaro per l’emergenza.


 

cood ipasvi.E’ stato anche denunciato l’attuale utilizzo di personale non qualificato, con contratto di operaio, che sostituisce invece il personale di supporto. L’assessore Borsellino ha confermato la volontà di rivalutare, in rialzo, i coefficienti del personale infermieristico e di supporto e ha condiviso la richiesta in merito all’adeguata considerazione del professionista infermiere, definendola figura nodale della Sanità.

ipasvi e soldi Qualche settimana fa leggevo su un noto quotidiano, dati ISTAT relativi alle soglie di reddito considerate di povertà, per sommi capi i dati erano: l’incidenza della povertà tra le famiglie italiane è rimasta stabile tra il 2003 e il 2004, ma non al Sud, dove è invece aumentata in misura rilevante.

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operatore socio sanitarioChiedono un “obolo” di 1800 euro per la qualificazione nel profilo di Oss
– ma dove sono finiti i quaranta milioni di Fondi europei previsti dall’ avviso n.18 del 2011 che servivano per formare gli operatori socio-sanitari siciliani? Quando partiranno le procedure per selezionare cinquemila allievi che dovevano partecipare ai corsi di formazione per Oss e ottenere la qualifica gratuitamente? Questa figura, di supporto all’infermiere, è molto richiesta sul mercato del lavoro anche perché è prevista nelle piante organiche delle strutture sanitarie, l’obiettivo era quello di utilizzare il Fondo sociale europeo per favorire l’occupabilità formando operatori capaci di assistere pazienti senza autonomia psico-fisica da affiancare agli infermieri”.
Il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta nella trattativa del 4 giugno 2013 prese accordi con i sindacati promettendo la riapertura del procedimento sulla figura Oss, promessa mai mantenuta.
Dubbi ed ombre su un sistema normativo, quello oggi dettato dall’Assessorato alla salute della Regione Siciliana che sceglie per la formazione gli enti privati che naturalmente avranno lauti guadagni.”Ma la formazione pubblica e gratuita , dov’è andata a finire? Una domanda che non può avere risposte in quanto dopo gli scandali milionari degli anni scorsi la recente norma decide solo di mettere un tetto al costo procapite “1800 euro” e pone l’obbligo di un corso di riqualificazione,naturalmente la chiarezza in tutto questo è solo un optional l’Assessorato ha dimenticato che molti dipendenti dell’Asp 3, sono stati riqualificati proprio dalla regione siciliana e con fondi pubblici, ma ad oggi nulla perchè non normalizzati nell’inquadramento contrattuale Bs che gli compete.
“Occorre fare chiarezza sulla norma prodotta dall’assessorato con la G.u.r.s n° 46 del 31/10/2014 – quali sono i titoli Oss validi per lavorare in Sicilia e chi si può iscrivere all’albo regionale. La proposta è quella di equiparare tutti i titoli Oss ottenuti secondo accordo Stato-Regioni del 2001, senza passare da un “pizzo” obbligato di 1800 euro, eventualmente si può prevedere solo un esame integrativo gratuito a domanda per tutti coloro che vorranno iscriversi all’albo regionale già indicato in gazzetta regionale. si richiamo il fatto che sono molti i dubbi e poche le risposte che girano attorno alla figura degli Oss in Sicilia. si vuole dare a questa professione i giusti meriti ed allontanare ogni forma di business legato alla formazione in Sicilia”.
Sono almeno tremila i siciliani beffati e, molto probabilmente, pure truffati, con l’aspettativa di trovare un lavoro, si sono visti rilasciare degli attestati poi non riconosciuti dalla regione perchè si sono rivelati fasulli”. “Molti siciliani, soprattutto coloro che non si possono permettere di pagarlo, aspettano la pubblicazione del bando, questo titolo, a cui si accede con il diploma di scuola media, darà buone probabilità di trovare lavoro a tantissimi giovani. Basti pensare che negli ospedali siciliani sono previsti 2.500 posti per Oss”.


 

Alfio Stiro

Post N4.0

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