salute


Con la sentenza n. 1129/2017 il Tribunale di Cagliari, ancora una volta, ha condannato un’azienda sanitaria al risarcimento dei danni subiti dagli infermieri perché costretti a svolgere le prestazioni del personale cd. di supporto (ausiliari e OSS), del tutto insufficiente a garantire l’adempimento delle attività alberghiere e igienico/sanitarie.

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Oggi la gestione del SSN è saldamente in mano alla classe medica che gode di condizioni non permesse a tutti gli altri professionisti della sanità: vedi intramoenia, per non parlare della dirigenza per tutti, anche per chi non dirige un bel nulla.

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Il mansionario, infatti, non era stato abrogato la bellezza di 18 anni fa? Possibile che per tanti (troppi) coordinatori, dirigenti, “signori” medici, cittadini e colleghi stessi, gli infermieri debbano ancora sottostare ad improbabili elenchi di cose da fare come se fossero, con tutto il rispetto, il più sprovveduto personale tecnico mai concepito dalla sanità? Non dovremmo essere professionisti autonomi, intellettuali e “responsabili dell’assistenza generale infermieristica”?

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Gli infermieri italiani, pur essendo meno della metà dei loro colleghi inglesi per numero di abitanti,sono i più vecchi e i più ammalati, garantiscono “standard assistenziali  buoni”Eppure sono pagati anche meno. Pur lavorando molto di più rispetto agli inglesi, prendono un salario molto più basso (fino a ottocento euro in meno). Turni pesanti, alta responsabilità, elevato rischio d’errore, condizioni di salute non ottimali vanno di pari passo con stipendi sotto le medie europee.

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E’ scontro nella Regione Puglia sulla nomina di Mimmo Antonelli, (infermiere Dirigente dell’Asl/Bt) a Direttore del Distretto n.3 (Canosa-Minervino-Spinazzola) avvenuta con delibera del Direttore Generale dell’Asl/Bt. La consigliera del Movimento 5 Stelle Grazia Di Bari ha scritto al presidente della Regione Michele Emiliano sostenendo che “quello del Direttore di distretto è un ruolo importante che viene ricoperto da dirigenti medici che abbiano maturato una specifica esperienza nei servizi territoriali”.

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il deputato Giuffrida in una nota inviata a Insanitas.it
punta l’indice contro il provvedimento dell’Azienda sanitaria provinciale: «Il volontariato andrebbe incoraggiato, invece che sanzionato». La replica del dg Sirna: «La dipendente non ci aveva chiesto l’autorizzazione ed inoltre l’associazione da lei presieduta ha stipulato una convenzione con l’Asp, causando un conflitto di interessi».

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Alfio Stiro

Post N4.0

Nel 1994, l’attuale presidente dell’A.A.D.I. Mauro Di Fresco, sostenne che non competeva all’infermi [continua]

Abruzzo (ANSA) Falsa infermiera smascherata dai carabinieri dopo aver lavorato per un mese all’osped [continua]

    Lunghe attese in molti pronto soccorsi italiani,dove i pazienti aspettano per ore e ore prima di [continua]