dal territorio

Come annunciato ieri a Codogno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus.

I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali.

Tre gli infermieri insigniti dell’onorificenza (questa la citazione scritta dal Quirinale):

Elena Pagliarini è l’infermiera di Cremona ritratta nella foto diventata simbolo dell’emergenza coronavirus. Positiva, è guarita.

Marina Vanzetta,Infermiera e operatrice del 118 di Verona, ha soccorso una anziana donna e le è stata accanto fino alla morte.

Francesca Leschiutta, coordinatrice infermieristica della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento (PN), che, insieme agli altri dipendenti e al direttore della Casa di riposo, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli anziani ospiti.

Fnopi

Covid-19, riparte il Comitato regionale sanità. Cappuccio e Montera:
Ricognizione dei posti letto nelle terapie intensive della Sicilia, aggiornamento sulle scorte di tamponi e dispositivi di protezione, monitoraggio sui laboratori e sulla somministrazione dei vaccini antinfluenzali, reperimento di professionisti e personale sanitario per rinforzare gli organici del settore. È ripartito il confronto tra Assessorato regionale alla Sanità e sindacati sull’emergenza pandemica di Covid-19 e questi sono alcuni dei temi più urgenti che sono stati affrontati oggi. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali, infatti, hanno incontrato, in videoconferenza, l’assessore Ruggero Razza nell’ambito di una nuova convocazione del Comitato regionale per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori, sollecitata in maniera unitaria dalle tre sigle confederali.

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L’ennesima clamorosa fake news messa in rete da un noto canale complottista non è neppure originale: copiata da un post pubblicato una decina di giorni prima da un utente Facebook.

Ci risiamo. Dopo il vaccino finanziato da Bill Gates per impiantare sottopelle un microchip attivato dal 5G, il virus sottratto dalle spie cinesi al Canada o forse sfuggito ai laboratori di Wuhan, ecco spuntare una nuova bufala sul coronavirus: ultima in ordine di tempo ma probabilmente la più clamorosa dal momento che il test del tampone servirebbe a “rompere la barriera sanguigna ematoencefalica del cervello”.

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Il professionista presta servizio nell’ospedale Giovanni Paolo II. A causa della ridotta presenza di personale socio sanitario e per un tempo relativamente lungo, l’infermiere sarebbe stato costretto a svolgere anche mansioni non proprie ( quelle dell’operatore socio sanitario.)

Ed ecco che arriva la dura condanna per demansionamento anche per l’Asp di Catanzaro che è stata condannata per avere demansionato e potremmo dire fruttato l’infermiere, dirigente sindacale, Fabio Bruschi. A causa della storica carenza di operatori socio sanitari, spiega una nota, Bruschi sarebbe stato costretto a svolgere le mansioni di due profili professionali  distinti, quella dell’infermiere e quella dell’Oss.

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Il leghista Caldetoli scrive un lungo post per ricordando i morti di Bergamo e chiedere a tutti di usare la mascherina e rispettare il distanziamento. Molti hanno apprezzato, ma senza farsi mancare una stoccata al segretario leghista

Un appello diretto quelli di Calderoli: “Facciamo di tutto per arginare il virus”. “Io ho 64 anni, sono ultra sessantenne e quindi per età anagrafica sono a rischio. Io sono immunodepresso per le conseguenze delle terapie anti tumorali e quindi sono ancora più a rischio. Io sono bergamasco e purtroppo ho visto troppo da vicino la tragedia che abbiamo vissuto qui a Bergamo.

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L’annuncio: “Il Capo della Segreteria tecnica del Ministro Speranza ha informato della disponibilità del Ministro e l’avvio della relativa istruttoria sulla questione autonomia contrattuale degli infermieri che noi stiamo chiedendo. Potrebbe essere l’inizio della svolta”

ROMA 15 OTT 2020 – Oltre duemila infermieri, da tutta Italia, nel suggestivo e storico scenario del Circo Massimo, hanno sfidato un tempo orribile, sono partiti ieri sera da tutta Italia ed hanno viaggiato la notte, trovando pure il tempo di salvare un cittadino durante il viaggio in treno, aveva avuto un grave malore ed ha avuto bisogno di assistenza. Hanno urlato al Paese la loro rabbia, il loro dissenso, mostrando quel coraggio che come nelle corsie e nelle stanze d’ospedale, ogni giorno, non manca mai, a difesa della salute della società civile. Un 15 ottobre 2020 che non potrà essere dimenticato, non potrà non rappresentare, per il mondo infermieristico, l’inizio di qualcosa di nuovo, di straordinario. E se alla fine, ancora una volta, le promesse di chi “detiene il potere di decidere”, dovessero rivelarsi vane, allora questo giorno sarà stato l’inizio di una nuova battaglia a oltranza, quella che la categoria, difesa a spadatratta da un sindacato come il Nursing Up, non smetterà mai di portare avanti.
Il leader carismatico e Presidente Nazionale di quello che è stato il primo sindacato di infermieri in Italia ad acquisre la rappresentatività nazionale, Antonio De Palma, sostenuto calorosamente dalla platea, non ha mancato di ricordare i temi chiave di una lotta che va avanti da anni, di un braccio di ferro senza esclusione di colpi che si è acuito in un momento particolarmente difficile per il Paese. Loro, gli infermieri, ci sono sempre: hanno raggiunto il Circo Massimo da ogni regione d’Italia, toccando quasi le duemila presenze, ma dimostrando quel profondo senso di responsabilità, nel distanziamento e nel rispetto delle regole, che fa parte in pianta stabile del loro modus operandi anche nella vita di tutti i giorni, nelle corsie degli ospedali.

De Palma non ha mancato, nel riproporre i leit motiv della lotta e le istanze legittime che gli infermieri portano avanti da tempo, di informare i colleghi che qualcosa, speriamo di straordinario e nuovo, si sta muovendo in seno al Governo.
Il Capo della Segreteria tecnica del Ministro della Salute Speranza ha infatti informato il leader del Nursing Up che sarà presto avviata una istruttoria finalizzata alla realizzazione di quella tanto attesa area contrattuale autonoma che gli infermieri invocano da tempo.
“Nelle prossime ore siamo di nuovo attesi da un summit, seppur in video conferenza, questa volta con i rappresentanti del comitato di settore regioni-sanità, per riprendere quella discussione sui punti all’ordine del giorno della nostra protesta , quelli che a noi infermieri stanno tanto a cuore”. E non sono mancati i riferimenti al ruolo “non ruolo” avuto in questa manifestazione dalla FNOPI, che dopo aver imposto agli Ordini Territoriali di non aderire, ha ribadito in una nota, di poco precedente all’evento, la sua vicinanza e la sua rivendicazione ai temi caldi della lotta.
De Palma non ci sta: “Siete con noi o non siete con noi? Sono o non sono questi i medesimi motivi di quella battaglia che da tempo anche voi caldeggiate apertamente? E allora perchè gli Ordini territoriali oggi non sono qui con noi, come è accaduto negli eventi del recente passato, basti pensare al sostegno pubblico che la Federazione IPASVI diede agli scioperi del febbraio 2018 a pochi giorni dalla trasformazione dei collegi in ordini, subito dopo l’approvazione della legge n 3. Qui al Circo Massimo oggi nessuno di noi sta facendo “attività di rappresentanza sindacale”, che è la ragione per la quale avete imposto agli ordini di non partecipare, qui ci sono infermieri e associazioni professionali e della Società civile che stanno esprimendo liberamente le proprie idee ed il proprio pensiero. Fare confusione e confondere le cose è un atto grave che alla fine però non cambia la sostanza dei fatti: le duemila persone del Circo Massimo, qui oggi, sono una nostra nuova vittoria. Solo degli infermieri! Di nessun altro! Perchè noi siamo quelli che hanno creduto fermamente in questa battaglia, che la porteranno avanti se necessario e che potranno legittimamente gioire quando un giorno arriverà la tanto agognata vittoria. A voi resterà l’amaro in bocca, di aver perso una possibilità di essere al fianco di quella gente che rappresenta la vostra stessa essenza. Ora ci auguriamo che la disponibilità del Ministro ad approfondire il tema dell’autonomia contrattuale non si riveli un amaro bluff. Ci sentiamo già tanto presi in giro da questo Governo, ma ora i giochi sono finiti, perchè abbiamo il sostegno degli infermieri e dei cittadini “, conclude fiero De Palma tra gli applausi del palco.

E’ risultato sicuro e in grado di indurre una risposta immunitaria in volontari sani il candidato vaccino anti Sars-CoV-2 cinese ‘BBIBP-CorV’, basato sul virus inattivato. E’ quanto emerge dai risultati preliminari dello studio controllato randomizzato di Fase ½, pubblicati sulla rivista ‘The Lancet Infectious Diseases’. Il trial è stato condotto in Cina tra il 29 aprile e il 30 luglio 2020 e ha coinvolto più di 600 volontari sani.

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“Questo è l’inizio di una battaglia, se pensano che facendo finta di niente le cose si metteranno a posto si sbagliano di grosso”

Infermieri scendono in piazza
Gli infermieri italiani sono “stufi” e per questo oggi sono tornati in piazza, per manifestare “contro un governo che ha rispetto per noi solo a parole”.

Da tutta Italia a Roma, al Circo Massimo:

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La previsione, numeri alla mano, del sindacato dei medici Anaao. “Per ora situazione gestibile ma già emergono criticità”

Con i numeri attuali della pandemia da Covid-19 “gli ospedali italiani potranno reggere almeno per 5 mesi ed al momento la situazione è gestibile, ma se dovessimo assistere ad un aumento esponenziale dei casi come sta accadendo in altri Paesi come la Francia allora il sistema ospedaliero avrebbe una tenuta di non oltre 2 mesi”. Lo afferma all’ANSA Carlo Palermo, il segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri italiani, l’Anaao-Assomed.

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Eroi per qualche mese, dimenticati in fretta: gli infermieri tra turni massacranti e stipendi bassi
Tanta gloria nel momento del bisogno, ma appena è diminuita l’attenzione, con il ritorno alla normalità gli infermieri sono tornati nel dimenticatoio. Con tutti i problemi di sempre che sono rimasti sul tavolo: personale insufficiente, aumenti di stipendio risibili e un diffuso senso di sfiducia e precarietà.

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Sfruttamento sul lavoro: cos’è?

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Calderoli,lega: Io 64enne e immunodepresso chiedo di rispettare le regole anti-Covid. Le risposte: Dillo a Salvini

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Sanità Sindacato Nursing Up, De Palma: Il 15 ottobre passerà alla storia. Migliaia di infermieri da tutta Italia uniti per un solo obiettivo.

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Lettera alla redazione