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“legge Gelli”

È arrivato con molti mesi di ritardo ma il tassello è decisivo: il ministero della Salute pubblica sul proprio portale l’elenco di 293, tra società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, abilitate a produrre linee guida cui i medici e gli altri operatori sanitari dovranno attenersi nello svolgimento della propria attività.

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L’informazione relativa ai dati di salute del paziente e a suoi familiari è tradizionalmente e storicamente demandata alla professione medica. Negli ultimi decenni ogni professione sanitaria ha acquisito però un proprio spazio di informazione e consenso all’attività sanitaria e ormai non è più tempo di monopoli e di auto-attribuzioni di competenze. L’informazione complessiva e completa è il luogo dove il diritto alla salute con il diritto all’autodeterminazione: principi spesso ricordati dalla Corte costituzionale.

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Corte Ue
Secondo la Corte di giustizia Ue un lavoratore non può perdere automaticamente i diritti alle ferie annuali retribuite maturati perché non ha richiesto le ferie.

I lavoratori non potranno perdere automaticamente i diritti alle ferie annuali retribuite maturati perché non hanno richiesto le ferie. Ed ancora, il diritto all’indennità per ferie non godute non si estingue se il lavoratore passato a miglior vita, ma si trasmette agli eredi. Queste le due significative sentenze (nelle cause C-619/16 e C-684/16) della Corte di giustizia europea.

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Il medico non può essere il supervisore dell’infermiere: le attività sono distinte ed autonome.

È vero che non facciamo diagnosi clinica, non ci compete, ma giornalmente formuliamo diagnosi infermieristiche basandoci su segni e sintomi, (valutiamo lo stato di salute del paziente.). É vero che non stabiliamo percorsi terapeutici, non ci compete, ma pianifichiamo dettagliatamente i percorsi di cura assistenziali stabilendo con attenzione le PRIORITA’ di cui siamo responsabili, avvalendoci del personale di supporto per l’assistenza di base.

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Medical Team Working On Patient In Emergency Room

Il sovraffollamento del Pronto Soccorso rappresenta ad oggi una delle più importanti problematiche relative all’organizzazione dei servizi per l’emergenza. Tale fenomeno, in continua crescita, ha ripercussioni negative sia sui tempi di attesa e d’intervento, sia sulla capacità del sistema di emergenza di fornire risposte adeguate. Tra i fattori determinanti troviamo una diminuzione del numero di strutture ospedaliere pubbliche e private in Italia nell’ultimo decennio, passate da 1.286 a 1.165 (Istat, 2014).

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Gli italiani ‘trascurano’ il proprio cervello.

Il 95% non lo allena e non lo stimola adeguatamente.
Il 24% risulta ‘Brain to be trained’, che definisce chi per le cattive abitudini (poco riposo notturno, dieta squilibrata e stress) non si prende abbastanza cura del proprio cervello, mentre il 71% risulta ‘Brain lover’, ovvero persone che, pur consapevoli dell’esistenza di strategie per conservare al meglio la propria materia grigia, non si ricordano spesso di adottarle.

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Alfio Stiro

Post N4.0

Infermieri demansionati per iscritto da Rosa Girasella, direttore medico di struttura complessa. La [continua]

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L’informazione relativa ai dati di salute del paziente e a suoi familiari è tradizionalmente e stori [continua]

Gravi criticità nell’ospedale Sacco di Milano. Personale insufficiente in Pronto Soccorso, infermier [continua]

Ricoperta da formiche, la protesta degli infermieri: “Caso segnalato tre volte” Sit-in dei sindacati [continua]