Benessere

Allarme infezioni ospedaliere, oltre 49mila decessi in un anno

È allarme in sanità per i decessi causati dalle infezioni ospedaliere.

L’aumento dei decessi per infezioni ospedaliere è allarmante, si è passati infatti dai circa 18.700 decessi del 2003 ai circa 49.300 del 2016.

In Italia si colloca il 30% di tutti i decessi per sespi nei 28 Paesi dell’Europa unità.

È una strage dice il direttore dell’Osservatorio sulla salute, ma il fenomeno viene sottovalutato e considerato ineluttabile.

Angelo Amato

Il termine eutanasia deriva dal greco “eu” e “thantos”, due parole che in italiano significano rispettivamente “bene” e “morte”; pertanto il significato letterale di eutanasia è buona morte o morte a fin di bene.

Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di eutanasia, quell’atto che provoca intenzionalmente il decesso a una persona la cui vita è compromessa da una grave malattia che non porta a guarigione e nel nostro Paese, questa pratica non è considerata legale dalla legge italiana, pertanto sono diverse le persone che sono partite per la Svizzera senza fare più ritorno, con un numero che è cresciuto vertiginosamente nell’ultimo anno come spiega Emilio Coveri, presidente dell’associazione “Exit Italia” di Torino, che si batte per una legge che regolamenti la materia “altrimenti sempre più persone saranno costrette a partire per andare a morire in esilio lontano dagli affetti più cari”.

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Venti milioni di persone (il 38,7% della popolazione) in lista d’attesa nell’ultimo anno: di questi, 16 milioni avevano bisogno di cure sul territorio, a partire dalle visite specialistiche e ambulatoriali agli accertamenti diagnostici, mentre altri 4 milioni (l’8% della popolazione adulta) sono rimasti in fila per un posto letto in ospedale. E le attesa infinite sono la principale causa di rinuncia alle cure: riguardano ben il 51,7% dei casi. In alternativa, pur di ricevere una risposta ai propri bisogni di assistenza e di non essere costretti a emigrare in una regione più efficiente, scatta il “piano B” della soluzione Pronto soccorso. Strada battuta da 15,5 milioni di persone, il 30% della popolazione tra adulti e bambini.

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Si è svolto presso la sala “Spinelli” del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria,il corso di formazione promosso dall’Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) di Reggio Calabria e dall’Aniarti (Associazione nazionale infermieri di area critica) sul tema “Infermieri in terapia intensiva”.

Il corso è stato riservato agli iscritti all’Opi. Continua a leggere

Il processo di nursing è una serie di fasi pianificate che si avvale del problem solving per fornire un’assistenza personalizzata e centrata sulla persona. E’ un procedimento ciclico, che fa riferimento a metodi scientifici, ma dopo l’università non viene applicato ai pazienti e nessuno se ne preoccupa.

Descriviamone l’importanza:

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Aveva frequentato il primo anno del corso di laurea in Infermieristica (Classe delle lauree in Professioni sanitarie, infermieristiche e professione sanitaria ostetrica) e dopo aver sostenuto le materie convalidabili a Medicina, aveva chiesto l’immatricolazione al secondo anno del Corso di laurea in Medicina e chirurgia. Al rigetto dell’ateneo per non aver partecipato e superato al test di ingresso, la studentessa ha proposto ricorso al Tar e i giudici amministrativi hanno accolto e disposto l’immatricolazione.

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Agrigento: incidente stradale sulla statale 118, muore infermiera dell’ospedale San Giovanni di Dio.

Una infermiera, Giovanna Angelica, 53enne, residente a Raffadali, che prestava servizio presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, è morta, intorno alle 9, a causa di un incidente stradale sulla statale 118, tra Agrigento e Raffadali, nei pressi del bivio per Joppolo Giancaxio.

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Assunzioni Sanità 2019: 13.000 nuovi posti di lavoro in Italia.

Dopo anni di crisi, la sanità italiana inizia a respirare offrendo opportunità di lavoro, dettate dalle gravi situazioni di carenza di personale sanitario in cui vertono alcune strutture,

Oggi,ci sono decreti e fondi per assumere nuovo personale e stabilizzare quello precario per migliorare una sanità in declino.

In arrivo 13.000 assunzioni in diverse regioni italiane che riguarderanno il personale sanitario più comune come Medici, Infermieri ed Operatori Socio Sanitari, ma anche il personale da ufficio che sarà inserito nelle varie strutture.

In Sicilia vi saranno circa 5.000 posti disponibili che saranno assegnati ripescando dalle graduatorie di concorsi già effettuati e ancora stabilizzando il personale precario.

Successivamente, se necessario saranno pubblicati bandi di concorso che permetteranno di accedere ai posti disponibili presso le ASP di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani ed Enna.

In Campania vi saranno 7.600 assunzioni che sono state confermate in maniera ufficiale dal Presidente della Regione Vincenzo De Luca che ha personalmente firmato i decreti.

Tutto questo è stato possibile grazie al piano di rientro effettuato dalla Regione che ha permesso alla sanità campana di rientrare dai forti debiti accumulati in passato, che ha portato anche ad un’enorme carenza di personale, infatti il personale andato in pensione in questi anni non è stato sostituito.

Le assunzioni speriamo riusciranno a riparare le ataviche carenze di personale ed a fronteggiare i prossimi pensionamenti, visto anche l’entrata in vigore della cosiddetta “Quota 100”.

Anche in Campania i posti saranno assegnati ripescando dalle graduatorie di concorsi già effettuati e stabilizzando il personale attualmente con contratto a tempo determinato.

Purtroppo per i neo laureati bisognerà attendere i bandi di concorso che saranno pubblicati successivamente per i posti mancanti.

Amato Angelo

Alfio Stiro

Post N4.0

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