Benessere

La terapia genica promette buoni risultati per il trattamento di disturbi neurologici, tra cui il morbo di Parkinson.
Uno studio clinico ha dimostrato che il rilascio di acido glutammico decarbossilasi (GAD) nel nucleo subtalamico (STN) di pazienti con Parkinson ha avuto effetti terapeutici.
Gli scienziati hanno analizzato i dati di imaging metabolico da pazienti che hanno ricevuto la terapia genica e quelli randomizzati alla chirurgia sham, i quali erano stati sottoposti a scansione prima dell’intervento.
Coloro che hanno ricevuto la terapia genica GAD hanno sviluppato un esclusivo circuito polisinaptico dipendente dal trattamento, che hanno definito come il pattern GAD-correlato (GADRP), che riflette la formazione di nuovi percorsi funzionali polisinaptici che collegano l‘STN alle regioni corticali motorie.
Tuttavia, solo l’aspetto della GADRP era correlato al miglioramento clinico nei soggetti trattati con terapia genica.
I circuiti cerebrali indotti dal trattamento possono quindi essere utili negli studi clinici per isolare le risposte ai trattamenti reali e fornire informazioni sui meccanismi biologici.
È noto che la terapia genica che rilascia l’acido glutammico decarbossilasi (GAD) ha effetti terapeutici nei pazienti con malattia di Parkinson (PD).
Tuttavia, i meccanismi precisi che mediano i miglioramenti rimangono poco chiari.
Niethammer ha dimostrato che analizzando la rete metabolica cerebrale di pazienti con malattia di Parkinson, dopo la terapia genica, i pazienti hanno sviluppato una rete metabolica cerebrale specifica per il trattamento che coinvolge le regioni motorio-corticali.
La rete era correlata all’esito clinico e non era influenzata dall’effetto placebo.
I risultati dicono che gli effetti terapeutici della terapia genica GAD sono probabilmente mediati dalla modulazione del metabolismo del cervello e suggeriscono che l’analisi della rete metabolica potrebbe essere utile per valutare l’efficacia terapeutica nei disturbi neurologici.

Di:Amato Angelo

L’ordine delle professioni infermieristiche interviene sulla querelle Nursing Up-Le Scotte
In merito alla polemica tra Nursing Up e Azienda Ospedaliera senese, l’ordine delle professioni infermieristiche di Siena si esprime non tanto sulla questione sollevata dal sindacato autonomo Nursing Up relativamente alla denuncia di demansionamento, “per la quale – recita la nota – abbiamo chiesto ed ottenuto per la prossima settimana un incontro con il DG Valtere Giovannini al fine di chiarire la situazione”.

Continua a leggere

Cina: creati i primi essere umani con Dna MODIFICATO,
UN RICERCATORE dichiara di aver creato i primi esseri umani geneticamente modificati.
Si tratta di due gemelle il cui Dna é stato modificato con tecniche e strumenti potentissimi capaci di riscrivere il codice genetico.
Il lavoro eseguito in Cina, dove si é usata la tecnica di genoma-editing vietata negli Usa ha partecipato anche uno scienziato statunitense.

Di: Amato Angelo

NurseNews.eu

Quando muoriamo ce ne rendiamo conto e siamo in grado di capire: il cervello continua ancora a funzionare anche se per poco.

Studi scientifici dimostrano, che il cervello umano continua a funzionare dopo la morte, anche se per un periofo limitato di tempo.

In un articolo del Mirror, i ricercatori non escludono la possibilità che una persona dopo che il cuore smetta di battere sia ancora consapevole e in grado di capire mentre i medici la dichiarano deceduta.

In pratica anche se il corpo è senza vita, il cervello che funziona ancora per pochi momenti.

Il Dottor Sam Parnia, che coordina lo studio, ha spiegato a LiveScience che le persone sopravvisute ad un arresto cardiaco riescono, poi, a descrivere accuratamente cosa stesse succedendo attorno a loro mentre il loro cuore aveva smesso di battere.

«Raccontano di aver visto i dottori e le infermiere lavorare intorno a loro e si ricordano le loro conversazioni».

La cosa più impressionante che é emersa dello studio è che diverse prove suggerirebbero che le persone passate a miglior vita sarebbero in grado di sentire mentre vengono dichiarate decedute dai dottori.

Di:Amato Angelo

L’informazione relativa ai dati di salute del paziente e a suoi familiari è tradizionalmente e storicamente demandata alla professione medica. Negli ultimi decenni ogni professione sanitaria ha acquisito però un proprio spazio di informazione e consenso all’attività sanitaria e ormai non è più tempo di monopoli e di auto-attribuzioni di competenze. L’informazione complessiva e completa è il luogo dove il diritto alla salute con il diritto all’autodeterminazione: principi spesso ricordati dalla Corte costituzionale.

Continua a leggere

Alfio Stiro

Post N4.0

Dopo L’intervento dell’associazione Avvocatura Degli Infermieri e del suo presidente Mauro di Fresco [continua]

09/01/2019 – E’ necessario secondo la FNOPI che si dia il via a una formazione continua degli operat [continua]

AVERSA, Ci è giunta un’importante segnalazione che riguarderebbe la presenza di un Operatore Socio S [continua]

Gli errori medici e infermieristici sono le terza causa di morte negli USA. In termini numerici, dop [continua]