Roberta Falvo

Laureata in Infermieristica, conseguito Master di I livello in Area Critica presso La Sapienza di Roma. Infermiera presso la S.O.C. di Oncologia di Cz.


Tra le nuove offerte formative dell’Università Magna Graecia di Catanzaro è stato istituito un nuovo Master di I livello per tutti i laureati in Infermieristica che desiderano proseguire il percorso di studi ed acquisire nuove competenze, il “Master in management infermieristico del rischio infettivo correlato all’assistenza sanitaria”.

E’ soddisfacente che finalmente sia disponibile un nuovo “indirizzo” per questa tipologia di corso e che soprattutto sia concentrato su un argomento che è di grande rilevanza ed è necessario che stia cuore a tutti gli infermieri ed agli altri colleghi dell’area sanitaria.

Molte energie sono state profuse per l’istituzione di questo Master da parte dell’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) di Catanzaro, quest’ultima attiva per perseguire quest’obiettivo inserito da molto tempo nella sua linea programmatica, nella quale rientrano ulteriormente numerose iniziative per la diffusione della Best Practice, della Formazione continua e della Gestione del Rischio Clinico.

Proprio questi validissimi strumenti sono al centro dell’insegnamento di questo Master, diretto dalla Prof.ssa Patrizia Doldo e con la docenza di alcune discipline affidate alla Dott.ssa Maria Mongardi, Presidente della Società Scientifica Italiana degli Infermieri Specialisti nel Rischio Infettivo (ANIPIO- Università di Parma); ecco come il Piano Didattico che si compone di lezioni effettuate da una figura specialistica, assuma un particolare rilievo e sia davvero di grande formazione per i professionisti sanitari che scelgono di iscriversi.

Esso prevede la durata di un anno di corso con sede nel Campus Universitario “Salvatore Venuta”, con prova finale di discussione della tesi del candidato ed assegnazione di 60 CFU totali.

Sul sito dell’UNICZ nell’area “Alta Formazione” è disponibile il Piano Didattico, nel quale sono presenti, tra le altre, lezioni focalizzate sugli obiettivi e la gestione del Risk Management, sulla sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza, sul fenomeno dell’antibiotico-resistenza e sulle raccomandazioni EBP per il controllo delle infezioni e la gestione delle conoscenze delle buone pratiche assistenziali.

Ed è stato proprio il Ministero della Salute con il D.P.R. 5 Marzo 2003 ad emanare un documento dal titolo “Risk Management in sanità: il problema degli errori”, ponendo l’accento sulla fondamentale importanza del Risk Management per l’area sanitaria, strumento e perno del Governo Clinico.

Tale Governo Clinico è stato così definito secondo la Riforma Gelli (emanata a Marzo 2017): “Un approccio integrato per l’ammodernamento del S.S.N. che pone al centro della programmazione e gestione dei servizi sanitari i bisogni dei cittadini e valorizza il ruolo e la responsabilità degli operatori sanitari per la promozione della qualità”.

E’ quindi chiaro che senza strumenti come la Medicina basata sulle evidenze (EBM) o la Verifica delle attività cliniche tramite anche l’utilizzo degli Audit Clinici, la sicurezza delle cure perda garanzia e si rischi un grave deficit nella procedura di elaborazione e messa in pratica delle linee guida, che proprio la Legge Gelli aveva disciplinato (linee guida ulteriormente chiarite dalla Legge Lorenzin), oltre ad avere disposto sulle responsabilità degli operatori sanitari e sui fondi di garanzia per le coperture assicurative.

Infatti negli ultimi anni la nostra professione è cambiata in modo esponenziale, crescendo in responsabilità ed autonomia, e guadagnando come ultimo traguardo la legge di riforma della sanità n.3/ 2018, la c.d. Legge Lorenzin, che introduce la FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini della Professioni Infermieristiche), disciplinando per l’appunto tutte le professioni sanitarie, che prima erano “regolamentate e non ordinate”.

 

Infatti attualmente i Collegi delle Professioni Sanitarie (e dunque nello specifico, l’ex IPASVI di Catanzaro) si sono trasformati in Ordini, con le loro corrispettive Federazioni Nazionali; a questo importantissimo traguardo, atteso da più di 10 anni, deve però seguire una relativa crescita intellettuale e la consapevolezza che ad ascendente autonomia corrisponde una profonda responsabilità verso la nostra professione, che non può crescere soltanto “sulla carta”, ma deve vivere una svolta nelle scelte e nelle azioni singole di ognuno di noi.

La nostra è una professione densa di responsabilità, di sacrificio, di rischi e di azioni quotidiane che fanno la differenza, che devono fare la differenza proprio nella gestione di tale rischi e su più fronti: per noi stessi, per i colleghi e per i nostri pazienti!

L’infermieristica è cresciuta pian piano, forse fin troppo piano, per le resistenze e le reticenze di molti di noi, che dall’interno hanno contribuito a rallentarne l’evoluzione, sminuendone il valore e mettendola in pericolo, metaforicamente e non.

Meritiamo di non essere più vittime di pregiudizi, di cattiva informazione, di ancoramento al “vecchio”, ma per ottenere questo è necessario compiere prima di tutto delle scelte personali, che inevitabilmente ricadono sulla professione, per rendere possibile la valorizzazione della professione come merita: ricordandoci il ruolo centralizzante che ha all’interno della collettività e quindi come fulcro del Sistema Sanitario Nazionale.

 

Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche permette ai laureati con precedente Laurea di Primo Livello in Infermieristica di ottenere una formazione professionale avanzata, con ulteriori competenze nelle procedure del proprio ambito, nella gestione delle attività lavorative e dota i professionisti di conoscenze metodologiche che permettono di inserirsi nei processi di ricerca e della formazione.

E’ dunque un valido strumento per chi, inoltre, desidera avere la possibilità di imboccare la strada dell’insegnamento, oltre che inserirsi nella progettazione di interventi educativi a favore del singolo cittadino e della comunità. Fornisce, a chi lo desidera, la possibilità di una ulteriore crescita professionale e culturale, a pari passo con quella dell’infermieristica stessa, che in questi anni sta attraversando dei cambiamenti e raggiungendo, anche se non con poche difficoltà, sempre nuovi obiettivi; uno tra questi è rappresentato dalla presenza sempre più capillare della figura dell’infermiere all’interno della comunità, come punto di riferimento e con funzioni educative in prima linea. E’ giusto quindi che insieme a sempre più avanzate competenze e responsabilità, vadano di pari passo anche il bagaglio culturale e quello accademico, affinché il processo tanto sudato e desiderato che ha portato al raggiungimento dell’evoluzione dell’infermieristica come “professione intellettuale”, non sia soltanto un traguardo teorico e di cui gioire temporaneamente, ma sia davvero correlato a reali cambiamenti nella formazione e nella quotidianità dell’infermiere.
Ecco perché, a tal proposito, come Collegio Ipasvi di Catanzaro e come Comitato Studentesco dell’UMG, chiediamo al Magnifico Rettore, l’attivazione del percorso Magistrale all’interno del Campus, percorso che, purtroppo, non è fruibile dall’anno 2014; alla luce della tanto attesa nascita, grazie al Ddl Lorenzin del 22 Dicembre 2017, della Fnopi (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, il più grande Ordine professionale italiano per numero di iscritti), diventa di fondamentale importanza correlare a questo ulteriore traguardo una crescita proporzionale della formazione universitaria.
Il corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche è risultato essere uno dei corsi di Secondo Livello maggiormente richiesti ed apprezzati dagli studenti, ottenendo sempre eccellenti risultati nelle iscrizioni (sempre saturando il numero dei posti messi al bando), oltre che essere quasi assente di numero di fuori corso e dimostrando ottimi livelli di preparazione raggiunti dagli studenti afferenti al corso stesso, dati – questi – facilmente rilevabili dalle pubblicazioni del consorzio Almalaurea e che vanno a sottolineare come il CdlM sia stato, durante i vari anni accademici che lo hanno visto protagonista, un punto di riferimento ed una scelta per numerosi infermieri di tutta la regione Calabria.

Alla luce di ciò, è evidente come esso rappresenti una ricchezza ed una importante risorsa non solo per la categoria degli infermieri, ma per tutto il mondo accademico catanzarese.
Certi che il nostro appello verrà accolto e che si possa creare una sinergia sempre più proficua tra L’Ordine Professionale Infermieristico, il Comitato Studentesco e L’Università Magna Graecia, porgiamo i nostri più cordiali saluti al Magnifico Rettore, Prof. Giovambattista De Sarro, certi di poter continuare sulla via del progresso e della collaborazione tra le nostre forze, per raggiungere sempre più obiettivi condivisi e di grande importanza per la collettività e gli infermieri calabresi.
<<Dubium sapientae initium!>>

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