Angelo Amato

Infermiere dal 1991, diploma di educatore dell'infanzia. Esperienza lavorativa : terapia intensiva post operatoria del civico di Modena. Neurorianimazione, villa Sofia di Palermo. Rianimazione e pronto soccorso ospedale Vittorio Emanuele di Gela Rianimazione è pronto soccorso ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Servizio 118 presso CH. 4 San Cataldo ( CL). Vari corsi formativi soprattutto sulle emergenze Intra e extraospedale. ACLS- BLSD - POLITRAUMA- VALUTARE INFERMIERISTICA IN PZ CRITICO- RETE IMA REGIONALE. RESPONSABILE FORMAZIONE PROVINCIALE ASP AGRIGENTO COME DIRIGENTE SINDACALE UIL FPL.

Si é concluso il 4° modulo del corso di formazione BLSD ADVANCED ADULTO E PEDIATRICO gratuito per i professionisti scritti all’OPI Agrigento.

L’evento si è svolto presso la sede dell’ordine delle professioni infermieristiche di Agrigento , sita al villaggio Mosè.

Un bellissimo e importante evento formativo studiato per insegnare le conoscenze e le abilitá pratiche necessarie per fornire ” Basic Life Support ” a vittime adulte, bambini e lattanti. Continua a leggere


Il Tar del Lazio ha stabilito che i ministeri della Salute e dell’Istruzione dovranno informare i cittadini sui rischi legati all’uso dei cellulari.

Stavolta non si scappa.
Il Tar del Lazio, in una sentenza, ha stabilito che i ministeri dell’Istruzione e della Salute non potranno più fare finta di niente.
Entro sei mesi dovranno avviare campagne di sensibilizzazione e informazione sui rischi provocati dall’uso del telefono cellulare.

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Obesità e grasso addominale riducono il volume del cervello

Lo studio pubblicato sulla rivista Neurology, ha coinvolto 9.652 soggetti di età media 55 anni, di cui il 19% obesi.

Oltre all’obesità (indice di massa corporea) gli esperti hanno tenuto conto anche del rapporto tra circonferenza vita e circonferenza fianchi, che dà una misura di quanto grasso si accumula sulla pancia (una misura da tempo associata a problemi di salute, ad esempio rischio cardiovascolare).

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La terapia genica promette buoni risultati per il trattamento di disturbi neurologici, tra cui il morbo di Parkinson.
Uno studio clinico ha dimostrato che il rilascio di acido glutammico decarbossilasi (GAD) nel nucleo subtalamico (STN) di pazienti con Parkinson ha avuto effetti terapeutici.
Gli scienziati hanno analizzato i dati di imaging metabolico da pazienti che hanno ricevuto la terapia genica e quelli randomizzati alla chirurgia sham, i quali erano stati sottoposti a scansione prima dell’intervento.
Coloro che hanno ricevuto la terapia genica GAD hanno sviluppato un esclusivo circuito polisinaptico dipendente dal trattamento, che hanno definito come il pattern GAD-correlato (GADRP), che riflette la formazione di nuovi percorsi funzionali polisinaptici che collegano l‘STN alle regioni corticali motorie.
Tuttavia, solo l’aspetto della GADRP era correlato al miglioramento clinico nei soggetti trattati con terapia genica.
I circuiti cerebrali indotti dal trattamento possono quindi essere utili negli studi clinici per isolare le risposte ai trattamenti reali e fornire informazioni sui meccanismi biologici.
È noto che la terapia genica che rilascia l’acido glutammico decarbossilasi (GAD) ha effetti terapeutici nei pazienti con malattia di Parkinson (PD).
Tuttavia, i meccanismi precisi che mediano i miglioramenti rimangono poco chiari.
Niethammer ha dimostrato che analizzando la rete metabolica cerebrale di pazienti con malattia di Parkinson, dopo la terapia genica, i pazienti hanno sviluppato una rete metabolica cerebrale specifica per il trattamento che coinvolge le regioni motorio-corticali.
La rete era correlata all’esito clinico e non era influenzata dall’effetto placebo.
I risultati dicono che gli effetti terapeutici della terapia genica GAD sono probabilmente mediati dalla modulazione del metabolismo del cervello e suggeriscono che l’analisi della rete metabolica potrebbe essere utile per valutare l’efficacia terapeutica nei disturbi neurologici.

Di:Amato Angelo

Cina: creati i primi essere umani con Dna MODIFICATO,
UN RICERCATORE dichiara di aver creato i primi esseri umani geneticamente modificati.
Si tratta di due gemelle il cui Dna é stato modificato con tecniche e strumenti potentissimi capaci di riscrivere il codice genetico.
Il lavoro eseguito in Cina, dove si é usata la tecnica di genoma-editing vietata negli Usa ha partecipato anche uno scienziato statunitense.

Di: Amato Angelo

NurseNews.eu

Quando muoriamo ce ne rendiamo conto e siamo in grado di capire: il cervello continua ancora a funzionare anche se per poco.

Studi scientifici dimostrano, che il cervello umano continua a funzionare dopo la morte, anche se per un periofo limitato di tempo.

In un articolo del Mirror, i ricercatori non escludono la possibilità che una persona dopo che il cuore smetta di battere sia ancora consapevole e in grado di capire mentre i medici la dichiarano deceduta.

In pratica anche se il corpo è senza vita, il cervello che funziona ancora per pochi momenti.

Il Dottor Sam Parnia, che coordina lo studio, ha spiegato a LiveScience che le persone sopravvisute ad un arresto cardiaco riescono, poi, a descrivere accuratamente cosa stesse succedendo attorno a loro mentre il loro cuore aveva smesso di battere.

«Raccontano di aver visto i dottori e le infermiere lavorare intorno a loro e si ricordano le loro conversazioni».

La cosa più impressionante che é emersa dello studio è che diverse prove suggerirebbero che le persone passate a miglior vita sarebbero in grado di sentire mentre vengono dichiarate decedute dai dottori.

Di:Amato Angelo


Gli italiani ‘trascurano’ il proprio cervello.

Il 95% non lo allena e non lo stimola adeguatamente.
Il 24% risulta ‘Brain to be trained’, che definisce chi per le cattive abitudini (poco riposo notturno, dieta squilibrata e stress) non si prende abbastanza cura del proprio cervello, mentre il 71% risulta ‘Brain lover’, ovvero persone che, pur consapevoli dell’esistenza di strategie per conservare al meglio la propria materia grigia, non si ricordano spesso di adottarle.

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La lavanda contiene una sostanza, il linalolo, che è in grado di indurre uno stato di rilassamento simile a quello provocato dagli ansiolitici, ma solo se è inalata.

Il linalolo infatti non agisce direttamente sui centri che modulano l’ansia ma richiede la mediazione dei neuroni .

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Alfio Stiro

Post N4.0

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