alfio stiro

Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.


La responsabilità medica condivisa non si applica con errore di mansione specifica. La Cassazione fornisce i limiti della condivisione della colpa: qui il caso esemplare.

La responsabilità medica sancita dalla Legge Gelli assegna la colpa di una cattiva condotta al medico o al professionista sanitario afferente a quella mansione specifica.
Continua a leggere

In Sicilia in media lavora un operatore sanitario ogni 114 residenti a fronte di uno su ottanta nelle Regioni virtuose come Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Marche e Veneto. Altro significativo per la sanità: in servizio ci sono 1,8 infermieri ogni medico nonostante, secondo il ministero della Salute, il parametro che indica l’efficienza della dotazione organica è di 2,5 infermieri ogni medico. Sono alcuni dei dati forniti dal segretario regionale della Fials, Sandro Idonea, convocato all’assessorato regionale alla Salute per discutere della rete ospedaliera.
Continua a leggere

Gli infermieri tornano a sedere in Consiglio Superiore di Sanità.

La professoressa Paola Di Giulio tra i 30 membri non di diritto del nuovo Consiglio.Rappresentano il meglio dell’Italia”.

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha firmato il decreto di nomina dei 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità (Css).
La professione infermieristica è l’unica ad essere rappresentata, tra quelle sanitarie, grazie alla presenza nel nuovo organismo della professoressa Paola Di Giulio, Associato di Scienze infermieristiche all’Università di Torino.
Continua a leggere

Al peggio non v’è mai fine! ci verrebbe da dire, ma questa volta abbiamo davvero toccato il fondo.

Il Coina non più tardi di 5 giorni fa aveva pubblicato una nota sul Giornale Infermieristico Nursetime della bocciatura da parte della Fondazione Policlinico Gemelli di un Contratto separato per le Professioni Sanitarie, ovvero tutte quelle Professioni per le quali è richiesto l’obbligo di iscrizione ad un Ordine Professionale.

Continua a leggere

Il piccolo era arrivato cianotico al pronto soccorso a causa di una bronchite plastica.

Catania – Si chiama bronchite plastica ed è una patologia rara che colpisce specialmente i bambini che soffrono di asma bronchiale ricorrente o di altre patologie respiratorie. Alcuni giorni fa un bimbo di cinque anni è giunto al pronto soccorso del Cannizzaro in condizioni gravi per una crisi respiratoria ed è stato salvato dal tempestivo intervento dei sanitari. Oggi scriviamo per testimoniare uno dei tanti casi di buona sanità che accadono nel silenzio assoluto nei nostri ospedali, a conferma del lavoro di molti medici e infermieri che nel totale anonimato contribuiscono a salvare vite umane.

Continua a leggere

L’evoluzione da collegio ad ordine avrebbe ed ha riconosciuto che le professioni di infermiere, infermiere pediatrico, assistente sanitario, ostetrica e tecnico sanitario di radiologia medica per effetto dell’avvenuto passaggio della titolarità della loro formazione agli Atenei avevano ed hanno compiuto tutto il processo di piena integrazione nell’ ordinamento delle altre professioni intellettuali.

Continua a leggere

Sanità, diecimila medici via dall’Italia negli ultimi dieci anni
Dal 2005 al 2015 oltre 10mila medici e 8mila infermieri hanno lasciato l’Italia per lavorare all’estero. Ai dati della Commissione europea e del rapporto Eurispes-Enpam, si aggiungono quelli di Consulcesi group secondo cui ogni anno 1.500 laureati in medicina lasciano il Paese per seguire scuole di specializzazione all’estero. Il danno, secondo i sindacati, è anche economico in quanto la formazione costa allo Stato 150mila euro per ogni singolo medico.

Continua a leggere

Il proprietario di un’azienda che minaccia un dipendente di licenziarlo come elemento di pressione per ottenere qualcosa commette un reato e può essere denunciato.
Sono comprese a titolo esemplificativo le minacce di licenziamento come elemento di pressione per convincere un lavoratore a fare straordinari, per spingerlo ad accettare una paga più bassa di quella dovuta, o come ritorsione per qualche discussione tra titolare e dipendente.

Continua a leggere

Stasera mi sono imbattuta nel breve articolo scritto da un rappresentante del Nursind Catania, un caro collega con cui ho condiviso idee, proposte nel passato, e leggere di AUMENTO DELLA VERGOGNA, mi ha lasciata senza parole. Perché, mi sono chiesta, non dire davvero come stanno le cose?
Dal passaggio da Collegi ad Ordini la Federazione Nazionale a fronte dei nuovi obblighi ha chiesto agli Ordini provinciali di aumentare il contributo fino allora versato.
Continua a leggere

ricoverata in ospedale e priva della capacità di muoversi, e poco dopo una seconda mail di sua nipote che scrive: “Questa lettera, nella situazione in cui si trova, è diventata una specie di ragione di vita. Maria ha impiegato le poche energie residue che ha per scriverla e vederla pubblicata per lei significherebbe avere un piccolo segno che è ancora al mondo”. Giovanni, suo marito, ha mandato la foto che vedete: risale ai giorni in cui Maria stava bene, ridente. Ecco la sua lettera.

“Sono da un mese ricoverata all’ospedale San Camillo di Roma. Passo le giornate sdraiata sopra un letto super tecnologico, costretta a non poter muovere neppure un piede da sola. Mi piacerebbe almeno avere l’occasione, con questa lettera, di ringraziare tutto il personale dell’ospedale dove sono ricoverata, i portantini, gli infermieri, i medici e tutti coloro che hanno a che fare con noi pazienti giorno e notte. Svolgono un lavoro fondamentale, rendendo questo soggiorno un po’ più sopportabile. Lo fanno davvero con grande professionalità, umanità e gentilezza, nonostante le difficoltà che incontrano quotidianamente”.

“C’è un fatto di cui mi sono resa conto durante queste settimane. Le persone che lavorano nell’ospedale dove mi trovo sono poche e faticano a coprire i turni. Non so da chi dipendano le scelte sull’organizzazione del lavoro, se dalle istituzioni o dai dirigenti, e non so nemmeno se chi decide abbia chiaro quanto siano importanti le persone che si prendono cura dei pazienti, la loro lucidità e serenità”.

“A me pare che in questo ospedale si sia scelto di investire nell’acquisto di macchinari all’avanguardia e strumenti tecnologici di ultima generazione, ma non altrettanto sulle persone. Eppure un computer, soprattutto qui dove mi trovo, non potrà mai risolvere tutto. Nessuna tecnologia può aiutarmi a cambiare i pannoloni e certo nessuna tecnologia dovrebbe essere usata come pretesto per diminuire il personale, che anzi è sempre più necessario”.

“Mi accorgo ad esempio che spesso, soprattutto di notte, pochissimi infermieri, a volte da soli, devono assistere interi reparti, rispondendo a più pazienti nello stesso momento, con un enorme carico di responsabilità. Chi decide su assunzioni e licenziamenti lo sa che chi sostituisce le lenzuola dei pazienti ha un orario di lavoro? E lo sa quante lenzuola deve sostituire in poco tempo, sentendo contemporaneamente i malati che esprimono le loro esigenze? Che succede se di notte un infermiere, da solo in un reparto, si sente male, magari dopo aver lavorato per troppe ore di seguito?”.

“Sono queste le domande che mi faccio da paziente. E vorrei che si soffermasse a considerarle anche chi decide come si deve gestire la sanità pubblica. Perciò spero che questa lettera possa essere pubblicata e che sia d’aiuto e a chi ogni giorno si prende cura di me”. Maria ringrazia tanto per aver accolto “il punto di vista di chi è costretto a letto”: a proposito di Sanità, di come funzionano gli ospedali pubblici, crede che sia molto importante – quando si prendono decisioni – “mettersi soprattutto nei panni dei malati e di chi lavora con loro, per loro”.

Lettera del 2017.
Sembre molto attuale
Invececoncita.blogautore. repubblica. it

Alfio Stiro

Post N4.0

Cinque arresti per corruzione, coinvolti i vertici dell’ENPAPI, Ente previdenziale degli infermieri [continua]

L’ Ordine delle Professioni Infermieristiche intende esprimere il proprio dissenso nei confronti del [continua]

I dati dei carabinieri del Nas, che hanno presentato il bilancio di un anno di attività: 20 milioni [continua]

Preso di mira un infermiere che si dirigeva verso la propria autovettura. Un infermiere dell’Ospedal [continua]

Ogni anno 4.500 italiani diventano ciechi a causa del glaucoma, una patologia oculare che può essere [continua]