alfio stiro

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.


Infermieri
Aumentano i decessi tra gli operatori sanitari dovuti a leucemie, tumori e altre gravi patologie sviluppate in ambito lavorativo. Nel mirino degli esperti c’è anche la terapia chemioterapica

Ammalarsi per curare gli altri. Milioni di persone che lavorano in cliniche e ospedali sarebbero sistematicamente esposte a sostanze utilizzate come terapie per i pazienti ma che, a lungo andare, potrebbero essere pericolose per gli stessi operatori sanitari che le somministrano ai malati. È quanto emerge dall’European Biosafety Summit in corso a Roma, un evento incentrato sul tema della prevenzione dell’esposizione professionale a farmaci pericolosi, compresi i farmaci citotossici’. Negli studi presentati dagli esperti si evidenzia che ogni anno, in Europa, oltre 12,7 milioni di professionisti della salute, di cui 7,3 milioni di infermieri, sono potenzialmente esposti a farmaci pericolosi cancerogeni, mutageni e teratogeni.

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Nell’accogliere il ricorso proposto da alcuni medici ospedalieri, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Oristano ha, tra l’altro, stabilito che un’azienda sanitaria non possa assegnare il dirigente medico ai servizi di guardia interdivisionale (o comune) e di pronta disponibilità (artt. 16 e 17 del CCNL Area Dirigenza Medica e Veterinaria del 3 novembre 2005 [1-2-3] – https://www.aranagenzia.it/contrattazione/aree-dirigenziali/area-iv/contratti/1762-ccnl-normativo-2002-2005-economico-2002-2003.html) in strutture preposte all’assistenza di pazienti che questi non potrebbe assistere perché privo delle indispensabili competenze specialistiche.

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Evoluzione legislativa del personale di supporto all’infermiere:

Dal generico fino ad arrivare all’operatore socio sanitario.

Già il REGIO DECRETO 2 maggio 1940, n. 1310
Differenziava le mansioni dell’ infermiere professionali e degli infermieri generici. (GU n.225 del 25-9-1940 ).

Infatti, leggendo attentamente il D.P.R. 14 marzo 1974 n. 225 (abrogato) si evince
che l’infermiere professionale non doveva espletare compiti meramente manuali.

Difatti la Suprema Corte di Cassazione già nel 1985 (sent. n. 1078, RG n. 9518-
/80, Cron. 2210 del 09 febbraio 1985) statuì che: “Non compete all’infermiere,
ma al personale subalterno (infermieri generici e altri operatori di supporto) , rispondere ai campanelli dell’unità del paziente, usare
padelle e pappagalli per l’igiene del malato e riassettare il letto”

Il titolo V, art. 6 del D.P.R. n. 225/74 oggi in vigore, prevede, nella figura dell’infermiere generico,
al secondo comma: “assistenza completa al malato, particolarmente in ordine
alle operazioni di igiene, alimentazione, di riassetto del letto e del comodino
del paziente e della disinfezione dell’ambiente …”.

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Spetta ai singoli Paesi definire le modalità concrete di attuazione del sistema, tenendo conto delle specificità proprie di ogni settore di attività e anche delle “dimensioni di talune imprese”. La vicenda, come dicevamo, riguarda la causa sollevata da un sindacato in Spagna, che si era rivolto ai giudici locali chiedendo di obbligare il colosso bancario tedesco Deutsche Bank a istituire un sistema di registrazione dell’orario di lavoro, per consentire la verifica degli orari previsti dal contratto e la trasmissione ai rappresentanti sindacali, già obbligatoria per legge, delle informazioni sulle ore di straordinario lavorate ogni mese.

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Lo strumento simbolo insieme al camice bianco della professione, che da poco ha compiuto 200 anni di storia, sta forse per andare in pensione. Sorpassato dalla tecnologia, dagli ultrasuoni e dalle ‘app’ che lo rendono un dispositivo del secolo passato. Lo stetoscopio fu inventato in Francia nel 1816 dal medico francese René Laennec che inventò questo strumento utilizzando un quaderno arrotolato per percepire i battiti cardiaci di una paziente obesa.

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La contestazione del sindacato fials e degli infermieri all’ordine di servizio che demansiona  gli infermieri, emesso dall’ASL 1 di Napoli presidio dei Pellegrini nella persona del direttore sanitario dott. M. Corvino, risulta di fondamentale importanza soprattutto per i pazienti, che dovrebbero sempre pretendere, e di conseguenza ottenere, un’ assistenza di alta qualità dove l’infermiere non sia “obbligato”, anche solo di fatto, a districarsi tra tutti i bisogni del paziente che richiedono lo svolgimento di attività fortemente incompatibili tra loro,come la somministrazione dei farmaci nel corpo umano,la valutazione dello stato di salute dell’assistito e contestualmente, a causa delle carenze croniche organizzative fini al risparmio,la pretesa dell’esecuzione delle mansioni igienico/domestico/alberghiere, di unica competenza dell’Operatore socio sanitario,come il cambio dei pannoloni.

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la classificazione dei lavoratori, nell’ambito del diritto del lavoro italiano, indica la classificazione dei lavoratori dipendenti.

Esistono 4 categorie legali: i dirigenti, i quadri, gli impiegati e gli operai.

L’Infermiere rientra come categoria legale a nostro parere tra i quadri.

I quadri hanno avuto riconoscimento formale soltanto con la legge 13 maggio 1985, n. 190.

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Circa l’attinenza al profilo professionale ricoperto dagli infermieri, delle mansioni concretamente e
quotidianamente svolte dalle ricorrenti, aventi ad oggetto attività di igiene diretta sui pazienti,
di pulizia dei lettini e delle barelle, dei pavimenti delle sale e di detersione manuale degli
strumenti comuni di sala, smaltire le sacche di urina; rispondere ai campanelli di richiesta domestica e alberghiera; soddisfare richieste che attengono alle necessità quotidiane dei pazienti; alzare e abbassare le tapparelle; aprire e chiudere le finestre; alzare e abbassare lo schienale del letto; aprire una bottiglia; riempire un bicchiere d’acqua; porgere il telefonino, gli occhiali, la dentiera, una bottiglietta, ecc.; accendere e spegnere la televisione; prendere le lenzuola; chiudere la porta; chiamare un parente al telefono; prendere dall’armadio vestiti, scarpe, calzini; vestire e movimentare il paziente alzandolo di peso nel letto; sollevare il paziente dal letto/carrozzina/comoda e viceversa il più delle volte da solo per accompagnarlo al bagno; usare le padelle e i pappagalli, svuotarli e pulirli; pulire le bacinelle ed ogni presidio usato dal dal paziente; imboccare i pazienti non autosufficienti; , effettuare le cure igieniche, vestire il paziente; barellamento dei pazienti a mezzo di carrozzina, barella e letto per il trasportarli verso altri servizi; preparare, lavare ed asciugare il materiale da sterilizzare; pulire, controllare e rifornire i carrelli e gli armadi di servizio; smaltire il materiale sporco usato per l’assistenza; spostare tra le stanze materassi, letti e comodini.” osserva il Tribunale di Bologna che tali attività non appartengono ed ANZI sono
totalmente ESTRANEE al profilo Professionale dell’Infermiere, come previsto nella declaratoria
contrattuale del C.C.N.L. di riferimento, e sono proprie di figure professionali DIVERSE e di
SUPPORTO all’Infermiere, che è invece “IL RESPONZABILE dell’assistenza infermieristica per
obbiettivi”, come previsto dalla legge N°25/2000 e dal Decreto N°739 del 14-09-1994, e “SI
AVVAlE per l’espletamento di tali funzioni, DI PERSONALE DI SUPPORTO”.

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Alfio Stiro

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