alfio stiro

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

Penny Sartori ha trascorso più di vent’anni lavorando in terapia intensiva e ha visto molte cose irrazionali. Ora cerca di trovare loro una spiegazione.

Le unità di cure palliative o di terapia intensiva degli ospedali hanno uno stretto rapporto con la morte, dando luogo a numerose esperienze che sfuggono a qualsiasi spiegazione razionale. Pazienti che intuiscono il momento esatto in cui moriranno, altri che sembrano decidere da sé il giorno e l’ora, affrettando o ritardando la morte, sogni premonitori di familiari o presentimenti di terze persone che senza neanche sapere che qualcuno è ricoverato o ha subito un incidente sono sicuri che sia morto.

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(Artt. 595, 596, 596 bis, 597, 599 c.p.)

Diffamazione

1. Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro.
2. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065 euro.
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Ieri sera una donna ha aggredito un infermiere di triage perché non voleva aspettare la visita per il figlio.

Non c’è pace all’ospedale Pellegrini di Napoli dove non si ferma l’ondata di violenza delle ultime ore. Dopo la sparatoria nella notte tra giovedì e venerdì, un altro episodio di violenza si è verificato nel corso della serata di ieri. Un infermiere è stato schiaffeggiato dalla madre di un paziente perché non voleva più aspettare per la visita del figlio. La donna non voleva più attendere il codice che era stato assegnato al bambino con il triage e ha cominciato a inveire contro il professionista per poi colpirlo con un pugno . A denunciare l’accaduto è stata l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”

insieme all’“Associazione nazionale guardie giurate”.

Quando i muri del pronto soccorso erano ancora caldi dopo la sparatoria di ieri l’ennesima aggressione.

Il personale: “non possiamo rischiare di morire per queste bestie.”
Il nostro appello va al ministro Giulia Grillo ed al ministro Matteo Salvini. Vogliamo attuare almeno una delle soluzioni proposte dalla nostra associazione, oppure stiamo pazientemente aspettando il morto per agire? Tenete conto che molti professionisti sanitari hanno un contratto a sei mesi o annuale, e nonostante ciò rischiano la vita quotidianamente.

Redazione NurseNews. Eu


La direzione dell’Annunziata “il pronto soccorso sarà ampliato. Basta panico e allarmismo”

“Non serve diffondere il panico sull’unica struttura sanitaria pubblica in grado al momento di erogare servizi sanitari.
Deplorevole usare l’Ospedale della città per propaganda politica e conquiste di ribalte mediatiche”
.
COSENZA – Finito al centro delle cronache degli ultimi giorni, la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza non ci sta e con una nota inviata intende fare definitiva chiarezza rispetto a quanto accaduto al pronto soccorso cittadino negli ultimi giorni comprese le dure prese di posizione della politica e di alcune associazioni.

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La Corte di Cassazione si è occupata spesso di triage errato e responsabilità medica, fornendo delle precisazioni molto importanti nel merito
Sono numerosi i casi di responsabilità medica che derivano da un triage errato e che spesso coinvolgono infermieri.

Vediamo in cosa consiste la procedura e le precisazioni fornite dalla Cassazione al riguardo.

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In italia il Triage compare nel 1996, in particolare tramite l’attuazione del decreto n.76/1992, il quale afferma come in ogni dipartimento di emergenza e accettazione debba essere prevista questa funzione come primo momento di accoglienza e valutazione dei pazienti afferenti al Pronto soccorso. Tale funzione – recita il decreto – è svolta da personale infermieristico adeguatamente formato, che opera secondo protocolli prestabiliti dal dirigente del servizio.

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Spetta ai singoli Paesi definire le modalità concrete di attuazione del sistema, tenendo conto delle specificità proprie di ogni settore di attività e anche delle “dimensioni di talune imprese”. La vicenda, come dicevamo, riguarda la causa sollevata da un sindacato in Spagna, che si era rivolto ai giudici locali chiedendo di obbligare il colosso bancario tedesco Deutsche Bank a istituire un sistema di registrazione dell’orario di lavoro, per consentire la verifica degli orari previsti dal contratto e la trasmissione ai rappresentanti sindacali, già obbligatoria per legge, delle informazioni sulle ore di straordinario lavorate ogni mese.

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Non avevo mai sentito nominare il reflusso gastroesofageo fino a una mattina di otto anni fa quando, in preda a un attacco di panico, mi presentai al Pronto soccorso del Lenox Hill Hospital di New York senza assicurazione, ma convinto di morire. Quel giorno mi ero svegliato tardi – la sera prima avevo bevuto troppe birre e fumato ancora più sigarette, un’abitudine comune a 29 anni – e avevo deciso di fare un brunch del sabato guardando la partita di Serie A che negli Stati Uniti veniva trasmessa a mezzogiorno: era il 9 aprile, si giocava un noioso Inter-Chievo di fine anno e ci abbinai un cheeseburger con patatine fritte che mi fu consegnato a casa.

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Alfio Stiro

Post N4.0

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