Archivi del mese: Aprile 2019


L’Azienda ospedaliera per l’emergenza “Cannizzaro” di Catania celebra la “Giornata mondiale per l’igiene delle mani”, indetta ogni anno per il 5 maggio dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), realizzando un progetto di promozione ed educazione alla salute rivolto a operatori, volontari e studenti. L’iniziativa si terrà venerdì 3 maggio, dalle ore 9, nel Centro Congressi (edificio P) dell’Ospedale, organizzata dal Comitato Infezioni Ospedaliere aziendale in collaborazione con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catania.
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I giudici ribaltano la sentenza del Tar ed evidenziano: “Le strutture complesse per la tutela della salute mentale svolgono sia prestazioni strettamente mediche e psichiatriche, che terapie psicologiche, quali quelle afferenti alla diagnosi e alla cura, non farmacologica, del disturbo psichico. Non è pertanto legittimo riservarne la direzione al solo personale sanitario appartenente al profilo professionale medico”.

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Correva l’anno 2010

“..È curioso che, a distanza di oltre vent’anni anni da una riforma epocale delle professioni sanitarie ex ausiliarie, si discuta ancora di una “superiorità funzionale” del medico a cui, inevitabilmente, dovrebbe corrispondere una inferiorità funzionale dell’infermiere, con buona pace del rispetto della reciproca autonomia professionale. Ed è sconfortante apprendere come la figura professionale dell’infermiere venga ancora tratteg-giata, appunto, come “esecutore materiale” da una parte e il suo operato sottoposto ancora al vaglio dell’art. 348 Cp in tema di abusivo esercizio di professione. Ecco che, allora, occorre precisare come gli ambiti professionali all’in-terno dei quali si muovono medici e infermieri siano del tutto distinti, occupandosi della malattia il medico e delle conseguenze della malattia e, dunque, della qualità della vita della persona malata, l’infermiere (Motta). Deve essere chiaro, in altre parole, che si discute di due ambiti distinti e specifici, ognuno con una propria dignità professionale e scientifica, dove il curare e il prendersi cura devono essere prerogativa di professionisti differenti che, pur integrandosi tra loro, mantengono sempre inalterate le loro sfere di autonomia professionale. Deve emergere, allora, il significato dell’essenza della professione infermieristica, ancora oggi troppo spesso confusa e scambiata per una professione ausiliaria al medico, e ciò secondo vecchi e superati modelli che vedevano e soprattutto volevano una infermieristica ancilla medicina.
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Il ritrovamento al mattino del 25 aprile, allertati i carabinieri. Il sindacato descrive un clima interno di contrasti e caccia alle streghe
118Un coltello è stato trovato conficcato in una delle porte degli uffici dei coordinatori infermieristici nella centrale operativa di Ravenna del 118 Romagna. A segnalare l’episodio è la Uil-Fpl che teme si possa trattare di un atto intimidatorio «come in una scena della nota serie tv Gomorra». Il ritrovamento è avvenuto nelle prime ore del mattino del 25 aprile e sono stati allertati i carabinieri.

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Un 75enne ha tentato il suicidio nella zona di Alcamo: una giovane professionista infermuera di 27 anni e un 42enne assistente dell’infermiera palermitano non appena hanno visto l’uomo in acqua hanno subito raggiunto la sponda del canale tramite una stradina sterrata, si sono spogliati e si sono tuffati in quel “mare” di melma, insetti e canneti

Un uomo si era appena lanciato da un ponte nella zona di Alcamo per tentare il suicidio. Appena ha visto la scena non ci ha pensato due volte l’infermiera: ha cercato qualcuno che potesse aiutarla, ha chiesto a qualcun altro di contattare il 118 e subito si è data da fare: “Te la senti? Allora andiamo, forza”. Quindi si sono tolti i vestiti e si sono lanciati nel fiume San Bartolomeo, riuscendo a riportare l’uomo sulla terraferma.

In attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118 i due, l’infermiera di 27 anni Rossella Accardo e l’operatore socio assistenziale palermitano di 42 anni, Salvo Parrucca, sono riusciti a strapparlo a quello che sembrava ormai essere il suo destino.

E’ stato un 25 aprile movimento quello di ieri per un alcamese di 75 anni che voleva farla finita e per i suoi “angeli custodi” , ignari del perché l’uomo avesse tentato l’estremo gesto.la dott Rossella infermiera e Salvo operatore socio sanitario, di fronte alla tragedia che stava per consumarsi, si sono resi conto che non c’era tempo da perdere. Non appena hanno visto l’uomo in acqua hanno subito raggiunto la sponda del canale tramite una stradina sterrata, si sono spogliati e si sono tuffati in quel “mare” di acqua, melma, insetti e canneti. Del 75enne si scorgeva a pelo d’acqua solamente la testa. Ogni istante poteva risultare fatale, bisogna subito agire e portare in salvo l’uomo.

L’operatore socio assistenziale, nipote del noto ceramista palermitano Nino Parrucca, ha afferrato l’anziano – ormai incosciente e senza polso – e lo ha trascinato a riva con l’aiuto dell’infermiera. E’ stata lei stessa, poi, ad effettuare le prime manovre per liberargli le vie aeree che si erano riempite d’acqua. A quel punto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, chiamati per riportare sulla strada il 75enne in vista del viaggio verso l’ospedale di Alcamo. I due “eroi per un giorno”, ascoltati poi dai carabinieri, si sono incontrati con i familiari dell’uomo che tra le lacrime li hanno ringraziati per quello che avevano fatto.

Redazione NurseNews. Eu

Fonte
Milano today


Il professionista non ha necessità di mansionari né di definire un atto suo proprio, ossia di crearsi un’area di attività che non potrebbe aver mai confini precisi ed esser esaustiva, ma solo limitativa e, forse, limitante quella degli altri professionisti; i quali nell’area sanitaria, spesso hanno conoscenze comuni se pur acquisite a diverso livello scientifico e, soprattutto, per diverse finalità;
– è per questo che nei paesi cosiddetti civili lo Stato non ha mai approvato una legge contenente una definizione di atto medico, né di conseguenza di atto (tecnico) sanitario;
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Il medico avrebbe respinto un paziente influenzato e avrebbe minacciato il collega che si era offerto di farlo al suo posto.

Varese,Medico denunciato con l’accusa d interruzione di pubblici servizio. È una dottoressa di 54 anni e risiede a Busto Arsizio. Il fatto è accaduto nel posto di guardia medica in un paese nelle vicinanze di Varese. Stando a quanto denunciato ai carabinieri della stazione di Azzate, che stanno seguendo il caso, la donna lo scorso 9 dicembre non soltanto si sarebbe rifiutata di visitare un paziente, una guardia giurata di 47 anni di Morazzone, che accusava i sintomi dell’influenza, ma avrebbe minacciato il collega che si era offerto di farlo al posto suo. Stando a quanto raccolto dai carabinieri questa non sarebbe nemmeno la prima volta. Continua a leggere

Alfio Stiro

Post N4.0

Inducevano le neo-mamme a scegliere l’allattamento artificiale per favorire ditte produttrici. In ca [continua]

Carissimi colleghi, Anche questa volta sono costretto ad evidenziare una delle tante “anomalie” norm [continua]

la vita privata e professionale dell’infermiere Giovanni Cammarata di 51 anni, in servizio presso l’ [continua]

Nella regione Siciliana sono stati più di 1700 gli interventi del soccorso sanitario del 118 effettu [continua]