Archivi del mese: Gennaio 2019


Il Tar del Lazio ha stabilito che i ministeri della Salute e dell’Istruzione dovranno informare i cittadini sui rischi legati all’uso dei cellulari.

Stavolta non si scappa.
Il Tar del Lazio, in una sentenza, ha stabilito che i ministeri dell’Istruzione e della Salute non potranno più fare finta di niente.
Entro sei mesi dovranno avviare campagne di sensibilizzazione e informazione sui rischi provocati dall’uso del telefono cellulare.

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lo stato di benessere e’ determinato da un articolato intreccio di fattori che richiedono, indispensabilmente, una presa in carico complessiva del soggetto, si realizza attraverso interventi specifici,autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.

Le competenze dell’ infermiere sono di natura intellettuale ,oltre che tecniche avanzate, soprattutto relazionale ed educacazione sanitaria, così come recita il profilo professionale D.M. 739/94: “l’assistenza……di natura tecnica, relazionale ed educativa”
La sfera relazionale, costituita da incontri, scambi, e confronti che l’infermiere intrattiene con la persona bisognosa di cure e la sua famiglia, richiama la vera essenza e la peculiarità della professione infermieristica e del processo di Nursing che va dalla presa in carico, alla valutazione, pianificazione, attuazione e verifica dell’intervento assistenziale, ponendo come obiettivo principale la salute del paziente nella sua totalità non solo come cura della malattia. E’ una metodologia che restituisce centralità ai bisogni della persona e dà spazio alla professionalità dell’infermiere.
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Obesità e grasso addominale riducono il volume del cervello

Lo studio pubblicato sulla rivista Neurology, ha coinvolto 9.652 soggetti di età media 55 anni, di cui il 19% obesi.

Oltre all’obesità (indice di massa corporea) gli esperti hanno tenuto conto anche del rapporto tra circonferenza vita e circonferenza fianchi, che dà una misura di quanto grasso si accumula sulla pancia (una misura da tempo associata a problemi di salute, ad esempio rischio cardiovascolare).

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Dopo L’intervento dell’associazione Avvocatura Degli Infermieri e del suo presidente Mauro di Fresco, l’Opi di Varese si schiera dalla parte degli Oss.

“Chi ci segue si sarà chiesto che fine abbia fatto la nostra diffida sulla pulizia delle salme che l’ospedale Sette Laghi aveva imposto agli infermieri. Le argomentazioni articolate nella nostra lettera erano impeccabili, soprattutto alla luce della giurisprudenza che si è espressa in materia di demansionamento infermieristico e altra analogica.

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09/01/2019 – E’ necessario secondo la FNOPI che si dia il via a una formazione continua degli operatori sugli aspetti della comunicazione e della relazione di aiuto nei confronti degli assistiti. E’ importante che i professionisti sappiano comunicare con fermezza che gli atti di violenza non sono permessi o tollerati. Solo l’impegno comune però può migliorare l’approccio al problema

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AVERSA, Ci è giunta un’importante segnalazione che riguarderebbe la presenza di un Operatore Socio Sanitario, OSS, ad accogliere in triage i pazienti presso il pronto soccorso di Aversa, come riportato dal quotidiano online cronacacaserta.it

Sempre in base a quanto ci è stato riportato, l’OSS si occuperebbe dell’inserimento dati dei pazienti in arrivo all’ospedale, occupando una posizione che dovrebbe essere ricoperta da un infermiere l’unico professionista qualificato a valutare le alterazioni dei parametri vitali e classificare eventuali criticità. Continua a leggere


Ha rischiato di morire soffocata a soli due mesi. È stata salvata dalla mamma e dal papà grazie a un operatore del 118 che al telefono ha consigliato ad entrambi le manovre da effettuare sul corpo della piccolina. È accaduto a Taranto nel giorno dell’Epifania.
Tutto è cominciato con una drammatica telefonata al 118.
«Correte, mia figlia non respira più, sta morendo!». La chiamata è un grido d’aiuto disperato: una bambina di due mesi mentre sta poppando il latte diventa cianotica, si irrigidisce, smette di respirare. Non piange e non risponde alle sollecitazioni della madre.
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Gli errori medici e infermieristici sono le terza causa di morte negli USA. In termini numerici, dopo le malattie cardiovascolari e il cancro si muore di errori legati alla pratica medica, cioè di errori di medici, paramedici e personale infermieristico. Un recente studio della Johns Hopkins University ha stimato che ogni anno nei soli USA muoiono più di 250.000 persone per errori medici. Qualcun altro sostiene che questa cifra debba essere elevata a 400.000 vittime.
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Per fortuna con il rinnovo del Contratto della Sanità si è riusciti dall’Atto di indirizzo alla stesura dell’accordo, ad avviare l’attuazione del processo di affidamento delle competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie che grazie all’avvenuta legittimazione pattizia nelle modalità negoziali di attribuzione normativa ed economica nonché con i recenti graditi ed attesi “regali di natale” di cui ho già scritto negli ultimi articoli

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Alfio Stiro

Post N4.0

«I miei angeli sono stremati. Corro a portar loro la colazione. Oggi la mia domenica sarà al Sacco. [continua]

Ci risiamo, la dott.ssa Balanzoni nota ai social per la sua dichiarata avversità e aggressività nei [continua]

Parla il personale sanitario del reparto interessato dai casi di Coronavirus: «Siamo al terzo turno, [continua]

Che cos’è Il Coronavirus identificato a Wuhan, in Cina, per la prima volta alla fine del 2019 è un n [continua]

Vertice a Catania con l’assessore alla salute: chi ha sintomi non vada in ospedale. “Le raccomandazi [continua]