Archivi del mese: Gennaio 2019

Il proprietario di un’azienda che minaccia un dipendente di licenziarlo come elemento di pressione per ottenere qualcosa commette un reato e può essere denunciato.
Sono comprese a titolo esemplificativo le minacce di licenziamento come elemento di pressione per convincere un lavoratore a fare straordinari, per spingerlo ad accettare una paga più bassa di quella dovuta, o come ritorsione per qualche discussione tra titolare e dipendente.

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Stasera mi sono imbattuta nel breve articolo scritto da un rappresentante del Nursind Catania, un caro collega con cui ho condiviso idee, proposte nel passato, e leggere di AUMENTO DELLA VERGOGNA, mi ha lasciata senza parole. Perché, mi sono chiesta, non dire davvero come stanno le cose?
Dal passaggio da Collegi ad Ordini la Federazione Nazionale a fronte dei nuovi obblighi ha chiesto agli Ordini provinciali di aumentare il contributo fino allora versato.
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ricoverata in ospedale e priva della capacità di muoversi, e poco dopo una seconda mail di sua nipote che scrive: “Questa lettera, nella situazione in cui si trova, è diventata una specie di ragione di vita. Maria ha impiegato le poche energie residue che ha per scriverla e vederla pubblicata per lei significherebbe avere un piccolo segno che è ancora al mondo”. Giovanni, suo marito, ha mandato la foto che vedete: risale ai giorni in cui Maria stava bene, ridente. Ecco la sua lettera.

“Sono da un mese ricoverata all’ospedale San Camillo di Roma. Passo le giornate sdraiata sopra un letto super tecnologico, costretta a non poter muovere neppure un piede da sola. Mi piacerebbe almeno avere l’occasione, con questa lettera, di ringraziare tutto il personale dell’ospedale dove sono ricoverata, i portantini, gli infermieri, i medici e tutti coloro che hanno a che fare con noi pazienti giorno e notte. Svolgono un lavoro fondamentale, rendendo questo soggiorno un po’ più sopportabile. Lo fanno davvero con grande professionalità, umanità e gentilezza, nonostante le difficoltà che incontrano quotidianamente”.

“C’è un fatto di cui mi sono resa conto durante queste settimane. Le persone che lavorano nell’ospedale dove mi trovo sono poche e faticano a coprire i turni. Non so da chi dipendano le scelte sull’organizzazione del lavoro, se dalle istituzioni o dai dirigenti, e non so nemmeno se chi decide abbia chiaro quanto siano importanti le persone che si prendono cura dei pazienti, la loro lucidità e serenità”.

“A me pare che in questo ospedale si sia scelto di investire nell’acquisto di macchinari all’avanguardia e strumenti tecnologici di ultima generazione, ma non altrettanto sulle persone. Eppure un computer, soprattutto qui dove mi trovo, non potrà mai risolvere tutto. Nessuna tecnologia può aiutarmi a cambiare i pannoloni e certo nessuna tecnologia dovrebbe essere usata come pretesto per diminuire il personale, che anzi è sempre più necessario”.

“Mi accorgo ad esempio che spesso, soprattutto di notte, pochissimi infermieri, a volte da soli, devono assistere interi reparti, rispondendo a più pazienti nello stesso momento, con un enorme carico di responsabilità. Chi decide su assunzioni e licenziamenti lo sa che chi sostituisce le lenzuola dei pazienti ha un orario di lavoro? E lo sa quante lenzuola deve sostituire in poco tempo, sentendo contemporaneamente i malati che esprimono le loro esigenze? Che succede se di notte un infermiere, da solo in un reparto, si sente male, magari dopo aver lavorato per troppe ore di seguito?”.

“Sono queste le domande che mi faccio da paziente. E vorrei che si soffermasse a considerarle anche chi decide come si deve gestire la sanità pubblica. Perciò spero che questa lettera possa essere pubblicata e che sia d’aiuto e a chi ogni giorno si prende cura di me”. Maria ringrazia tanto per aver accolto “il punto di vista di chi è costretto a letto”: a proposito di Sanità, di come funzionano gli ospedali pubblici, crede che sia molto importante – quando si prendono decisioni – “mettersi soprattutto nei panni dei malati e di chi lavora con loro, per loro”.

Lettera del 2017.
Sembre molto attuale
Invececoncita.blogautore. repubblica. it

VALLO:Muore un infermiere, Aveva appena 50 anni. Era dipendente dell’Asl Salerno e amava il suo lavoro. Una perdita improvvisa, un infarto. Un accadimento che ha fatto scattare il campanello d’allarme in Biagio Tomasco, infermiere, collega 50enne e sindacalista. Un lungo e sentito comunicato, inviato ai commissari straordinari, Iervolino e D’Amato, per una richiesta urgente: eseguire una valutazione lavoro stress correlato.

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Al via anche in Emilia-Romagna il tavolo permanente tra Regione e Ordini delle Professioni infermieristiche

Si è svolto l’incontro tra i Presidenti degli Ordini provinciali delle Professioni Infermieristiche e l’Assessorato Regionale alle Politiche per la Salute rappresentato dal dr. Sergio Venturi. Presente all’incontro la dott.ssa Kyriakoula Petropulacos, Responsabile della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare.

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SI INFORMANO TUTTI GLI ISCRITTI DELL’OPI DI CATANIA CHE A SEGUITO DELL’APPROVAZIONE IN ASSEMBLEA ANNUALE DEL 14/04/2018, SONO STATE APPORTATE LE SEGUENTI VARIAZIONI:

E’ STATA RIMODULATA LA QUOTA D’ISCRIZIONE DEI COLLEGHI, CHE VANNO IN PENSIONE E VOGLIONO MANTENERE L’ISCRIZIONE ALL’ORDINE. PER QUESTI COLLEGHI, SU PROPRIA RICHIESTA LA QUOTA VIENE RIMODULATA IN € 15,00 ANNUE, SI PRECISA CHE TALE AGEVOLAZIONE VERRA’ RICONOSCIUTA, SOLO A CHI PRESENTERA’ LA RELATIVA AUTOCERTIFICAZIONE, PRIMA DELL’INVIO DEI BOLLETTINI ANNUI DEL 2019;

E’ STATA RIMODULATA LA QUOTA D’ISCRIZIONE IN € 61,75 ANNUE, A PARTIRE DA GENNAIO 2019;

VIENE ABOLITA LA QUOTA DI SPESE DI SEGRETERIA DELLE PRIME ISCRIZIONI, INOLTRE PER LE ISCRIZIONI DI NOVEMBRE E DICEMBRE, L’ISCRITTO VIENE ESONERATO DAL PAGAMENTO DELLA QUOTA DI QUELL’ANNO.


Con sentenza n. 23063 del 7 novembre 2011, la Cassazione ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato ad un lavoratore che veniva trovato in stato di ebrezza durante il turno di reperibilità e, a cui veniva ritirata la patente.

La Suprema Corte evidenzia che l’essere inserito nel turno di reperibilità non può essere equiparato all’essere in servizio effettivo e nell’espletamento delle mansioni lavorative in azienda e che lo stato di ebrezza non può avere automaticamente riflesso sul vincolo fiduciario senza la valutazione delle circostanze e modalità concrete del fatto e del suo contesto.

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L’8 febbraio 2019, presso l’Istituto Comprensivo Statale “Michele Purrello” – San Gregorio- CT, alla presenza di genitori, docenti e alunni, nell’ambito del programma di educazione sanitaria, (come previsto dal Codice Deontologico degli Infermieri all’art. 19) si terrà una giornata dedicata alla conoscenza e alle strategie di prevenzione del “diabete di tipo 1”.

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Alfio Stiro

Post N4.0

Il demansionamento non si combatte facendosi risarcire la lesione della propria dignità professional [continua]

Stamani davanti al direttore generale Salvatore Giuffrida e la dott. Antonella Di Stefano direttore [continua]

Cassazione lavoro n. 1078 del 09 febbraio 1985:non competono all’infermiere le mansioni igienico-dom [continua]

Una valanga di ricorsi potrebbe piombare sulle Asl e sugli Ospedali. La sentenza n. 7776/2015 Sezion [continua]