Archivi del mese: luglio 2018


Invece di lavorare per il Paese, si precipitano dentro un aereo e girano il loro ennesimo fasullo spot. Invece di dire agli italiani quello che hanno prodotto (che fine ha fatto il reddito di cittadinanza?), rispolverano la bufala dell’aereo di Renzi (lo stesso di Conte), per nascondere i loro fallimenti. Un elenco infinito di #byebye in soli due mesi di governo. Imbroglioni a 5 stelle

Incredibile ma vero! Nel 201,8 mentre l’O.P.I. di Firenze distrugge la professionalità dell’infermiere legale sostituendo il corso annuale con uno da 35 ore, mentre la Federazione predica le competenze avanzate, l’ASUR Area Vasta 2 Marche supera tutti dando vita, con un piano di lavoro ordito dalla coordinatrice (sicuramente iscritta all’Ordine), delle nuovissime e incredibili competenze avanzate.

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Si prepara la grande estorsione a carico dei pensionati ,ma questa potrebbe essere la tomba dei grullo-leghisti :Milioni di pensionati “veri” non quelli che hanno assegni sociali impropriamente chiamate pensioni ,hanno chiesto tramite i sindacati che li rappresentano una separazione netta tra pensioni vere, che hanno alla base contribuzioni obbligatorie versate negli anni a norma delle leggi allora vigenti e assegni sociali che non hanno dietro contributi in toto o in massima parte tipo 1 o 2 anni di contributi in tutta la vita lavorativa,

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Con il termine prescrizione nel linguaggio giuridico si intende l’estinzione di un diritto qualora il titolare non lo eserciti per il termine indicato dalla legge. Solitamente il termine per la prescrizione è di 10 anni, ma in alcuni casi questi possono essere anche ridotti: è il caso, ad esempio, dei contributi per la pensione, i quali se non accreditati sul fondo Inps e non rivendicati dal lavoratore entro 5 anni vanno persi per sempre.

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Di fronte ai nuovi bisogni assistenziali, alle sfide che pone l’epidemia delle malattie croniche, il task shifting è necessario, ma non sufficiente. Per realizzare strategie innovative per la salute è indispensabile individuare e sviluppare nuovi ruoli e nuovi compiti. Una vera rivoluzione: dal task shifting al task revolution.

Il task shifting (ovvero il trasferimento dei compiti, e più in generale delle competenze e delle responsabilità) è una questione che non riguarda solo i paesi molto poveri come quelli dell’Africa sub-sahariana (vedi i due post a corredo di questa newsletter). Il nurse practitioner fu introdotto negli USA a metà degli anni ’60 del novecento a causa della carenza di medici di famiglia, i Walk-in Center si sono sviluppati nel Regno Unito negli ultimi dieci anni per ridurre le liste di attesa dei medici di famiglia.

Basta cercare su internet “Nurse practitioner” e uno trova: “A nurse practitioner is an advanced practice nurse that helps with all aspects of patient care, including diagnosis, treatments and consultations”(a). E ancora “Primary care nurse practitioners are generalists who work in family health clinics or hospitals. They provide general and preventative care, conduct check-ups, treat illnesses, order lab tests and prescribe medication for children and adults”. Questo avviene gli USA: Nurse Practitioner Job Description, Duties and Responsibilities.

Per il Regno Unito cercare “Walk-in centre (WIC)”, ambulatori di primo intervento gestiti da infermieri: “NHS WICs are usually managed by a nurse and are available to everyone. Patients do not need an appointment”. I problemi più frequentemente trattati sono:” infections and rashes, blood pressure checks, emergency contraception and advice, stomachaches, vomitting and diarrhoea, hay fever.”

Ma esiste un task shifting che non è legato a un trasferimento di compiti dal “titolare” di quelle funzioni a un altro perché manca il “titolare” o perché il “titolare” non ha il tempo. Si tratta di un task shifting che deriva dalla inadeguatezza del tradizionale modello organizzativo, basato sulla rigida definizione dei ruoli e delle funzioni, di fronte a una tipologia di bisogni nuova e radicalmente diversa rispetto al passato.

Nuovi bisogni che nascono dal dilagare delle malattie croniche e dall’affermarsi di modelli organizzativi e assistenziali che giustamente non si limitano, come nel caso delle malattie acute, alla definizione della diagnosi e alla prescrizione della terapia, ma puntano alla prevenzione, al coinvolgimento dei pazienti, al loro empowerment, al supporto all’auto cura e alla promozione di comportamenti salutari (esercitati individualmente o in gruppo), alla sanità d’iniziativa e quindi alla pro-attività, al lavoro in un team in cui i ruoli e le funzioni dei professionisti e degli operatori vengono disegnati in funzione del raggiungimento di determinati obiettivi. E dove è necessario, ma non sufficiente il task shifting, perché per realizzare strategie innovative per la salute è indispensabile individuare e sviluppare nuovi ruoli e nuovi compiti. Una vera rivoluzione: dal task shifting al task revolution.

Molto rapidamente tre casi.

Kaiser Permanente, una delle organizzazioni che ha maggiormente investito in innovazione nella gestione delle malattie croniche[1], ha “inventato” una nuova figura di operatore sanitario per supportare il lavoro dei medici di famiglia e facilitare le loro relazioni con gli assistiti. Tale figura si chiama Medical Assistant, il cui processo formativo ha la durata di sette mesi. I Medical Assistant si occupano dell’accoglienza dei pazienti, svolgendo vere e proprie pre-visite, rilevando e aggiornando parametri biologici e vitali (es: pressione arteriosa, glicemia) e poi curando il successivo rapporto con gli stessi pazienti per telefono o per e-mail: gestione del follow-up, richiami per visite di controllo, screening, sostegno al self-management. I Medical Assistant svolgono anche funzioni tipicamente amministrative: inserimento dei dati dei pazienti, elaborazioni statistiche, predisposizione di report (ogni paziente riceve il riassunto della visita con l’indicazione della sintomatologia, dei contenuti della discussione, delle eventuali prescrizioni e/o prenotazioni di esami e o visite successive).
Il Brasile ha deciso di affrontare la dilagante epidemia delle malattie croniche con la strategia della Primary Health Care. Il Programa Saúde da Família ha introdotto la capillare diffusione di équipe multi-professionali, composte da: un medico di famiglia, un infermiere, un “infermiere” ausiliare e sei operatori comunitari di salute (Agentes Comunitarios de Saúde). A quest’ultime figure sono affidate le funzioni di prevenzione e promozione della salute, vedi anche il post dedicato all’argomento. Questa attività di base è integrata con massicci interventi di promozione dell’attività fisica basati sui “community coaches”, allenatori di comunità, istruttori di educazione fisica che – nei parchi, nelle piazze, nei centri comunitari, – hanno formato delle classi che si sono dedicate alla ginnastica aerobica, allo yoga, allo stretching, alla danza. Alle classi possono partecipare tutti liberamente, il più delle volte in maniera del tutto gratuita, per favorire i gruppi più sfavoriti della popolazione che sono quelli che sono maggiormente esposti al rischio di ammalarsi di patologie croniche[2]. Questo intervento si svolge in più di mille città del Brasile e grazie a ciò nell’arco di soli 2 anni la percentuale di popolazione inattiva è passata del 16% (2009) al 14,1% (2011)[3].
Infine il caso dei programmi di autogestione delle malattie croniche, dove alla fine sono gli stessi pazienti a diventare dei veri e propri “agenti comunitari di salute”, come afferma Kate Lorig, direttore del Patient Education Research Center dell’Università di Stanford: “Abbiamo provato che conduttori “laici” possono essere formati per condurre un corso sull’artrite abbastanza complesso. Si sono dimostrati affidabili e, soprattutto, accettati sia dal pubblico che dagli operatori sanitari”. Vedi anche il post Nothing about me, without me .
Gavino Maciocco

 

Fonte

Bibliografia

Maciocco G, Salvadori P, Tedeschi P. Le sfide della sanità americana. Il Pensiero Scientifico Editore, 2010, p. 128.
Heath GW. Evidence-based intervention in physical activity: lessons from around the world. Lancet 2012; 380:272-81.
Editorial. Policies to promote physical activity in Brazil. Lancet 2012; 380:195-6.
Nota

a. A nurse practitioner’s role may include the following:

Diagnosing, treating, evaluating and managing acute and chronic illness and disease (e.g. diabetes, high blood pressure)
Obtaining medical histories and conducting physical examinations
Ordering, performing, and interpreting diagnostic studies (e.g., routine lab tests, bone x-rays, EKGs)
Prescribing physical therapy and other rehabilitation treatments
Prescribing drugs for acute and chronic illness (extent of prescriptive authority varies by state regulations)
Providing prenatal care and family planning services
Providing well-child care, including screening and immunizations
Providing primary and specialty care services, health-maintenance care for adults, including annual physicals
Providing care for patients in acute and critical care settings
Performing or assisting in minor surgeries and procedures (with additional training and/or under physician supervision in states where mandated; e.g. dermatological biopsies, suturing, casting)
Counseling and educating patients on health behaviors, self-care skills, and treatment options

Riconoscere la qualifica di pubblico ufficiale a tutti i medici e i professionisti della sanità nell’esercizio delle loro funzioni. È quanto prevede l’articolo unico della proposta di Legge presentata lo scorso 11 luglio alla Camera dei Deputati dall’onorevole Michela Rostan. L’obiettivo ultimo è una maggior tutela degli operatori sanitari rispetto all’escalation di violenza nei loro confronti: chi aggredisse uno di loro, incorrerebbe nel reato di violenza e minacce a pubblico ufficiale, perseguibile d’ufficio e non su querela di parte, e andrebbe incontro a pene più severe e sanzioni più pesanti.

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immagine24 luglio – Torniamo a parlare della sentenza del Tribunale di Termini Imerese che ha visto la condanna di medico in qualità di mandante e di un infermiere in qualità di esecutore di una trasfusione eseguita contro il consenso del paziente in quanto contraria alla sua religione. Una sentenza che deve far riflettere. Al di là del merito della questione, sulla persistenza di una cultura organizzativa sanitaria di chiara impronta gerarchica

Un primario di un ospedale siciliano – direttore di unità complessa di chirurgia – è stato condannato per violenza privata per avere imposto una trasfusione di sangue a una paziente aderente alla Confessione dei Testimoni di Geova.

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Alfio Stiro

Post N4.0

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