Archivi del mese: febbraio 2017

Quattro articoli con la finalità di dare specifiche competenze e ruolo a una nuova figura di infermiere dedicata alle cure primarie. Sarà inserita tra le figure del distretto previste dalla Balduzzi e avrà un ruolo centrale nelle cure domiciliari. IL TESTO.

25 FEB – “Il pieno riconoscimento della professione infermieristica come figura di riferimento per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi territoriali di assistenza domiciliare al fine di salvaguardare lo stato di salute dei cittadini”. Questa la finalità del ddl presentato dalla senatrice del Gruppo Misto ed ex 5 Stelle Ivana Simeoni. E per farlo la senatrice, anche lei “infermiera professionale” come riporta la sua scheda biografica del Senato, si propone di istitutire per legge la figura dell’infermiere di famiglia.

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Sentenza del Tribunale del Lavoro perorata dall’Associazione A.D.I.

Commento:

L’art. 55, co. 1 della legge 17 maggio 1999 n. 144 ha disposto la disciplina delle malattie professionali, realizzata con legge n. 38 del 23 febbraio 2000, sulla base di quanto previsto dall’art 139 del D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124.

La normativa dispone che una Commissione medico legale istituita presso il Ministero della Salute, rediga e aggiorni una tabella che riconosce, automaticamente, determinate patologie come professionali che, se dimostrate su soggetti lavoratori che svolgono una determinata attività, parimenti al nesso di causalità, determinano l’accertamento di malattia professionale e la conseguente liquidazione del danno che è fisso per tutti e non tiene conto dei vari aspetti dinamico-relazionali o morali che il lavoratore potrebbe lamentare.

Difatti non si parla di risarcimento ma di indennizzo e precisamente di equo indennizzo proprio perché è tariffato in maniera statica secondo il valore nominale dell’indice percentuale di invalidità permanente e l’età del danneggiato al momento della domanda stragiudiziale.

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Patrizia Bianchi

Qualche giorno fa inizia la querelle evidenziata dalle foto su internet , in merito ad un costume particolare per bambine : “Sexy Nurse”.

1° STEP/ Sulla provocazione lanciata su pagine FB, hanno risposto centinaia di persone; i pareri sono stati di diversa natura, fondamentalmente il pensiero comune è stato quello di tutelare le bambine (40%); gli addetti ai lavori (infermieri) per il 40%, hanno risposto di essere stufi di essere accomunati al luogo comune infermiere= sesso non riconoscendosi in tale ruolo, concesso da film e fantasie anni 60/70, rivendicando il diritto a “ripulire” la visione radicata, appena enunciata, in quanto professione a tutti gli effetti;

il 20% ritiene di cattivo gusto e diseducativo, da parte dei genitori nei confronti dei bambini, acquistare un costume del genere in quanto l’Infermiera, in futuro, verrebbe vista in maniera distorta dai bambini stessi. Per cui avoca la totale responsabilità genitoriale.

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Perchi nn conosce bene Ivan Cavicchi: nasce come TSRM poi inizia a filosofeggiare, responsabile della sanità Cgil nazionale,contribuisce ad alcune riforme sanitarie pessime, considerando come sono stati ridotti gli infermieri e la sanità,.In seguito gli riconoscono una laurea honoris causa,ed infine gli danno un incarico per la gestione di farmindustria Partecipa a molti convegni, conferenze, dibattiti, collabora con Nursind,seminari, considerato un neoriformista post-moderno indipendente, cioè uno con un proprio pensiero di cambiamento ed altro ancora..Ora vorrebbe scrivere la quarta riforma sanitaria,sempre penalizzando la professione Infermieristica… Questo teorizza e propone il tecnico di radiologia medica,Ivan Cavicchi:

“Per uscire dalla post-ausiliaritá si dovrebbe passare dall’ autonomia assistenziale (oggi dell’infermiere) all’assistenza condivisa con il medico,unico detentore della clinica”

Ma smettetela di prendere in giro gli infermieri..

Ecco la proposta.

Medici e infermieri. L’accordo possibile di Ivan Cavicchi. Agli uni il governo clinico e agli altri la gestione condivisa della cura

Gli infermieri, anche quelli laureati, svolgono marginalmente e affrettatamente le proprie mansioni, ma l’attività principale che occupano riguarda essenzialmente quella che non compete all’infermiere come recita la famosa sentenza della Cassazione del 1985,ma all’ausiliario , tanto da svolgerla in maniera prevalente e pedissequa, sottraendo prezioso tempo alle attività cliniche-infermieristiche, e che riguardato precipuamente mansioni igienico-domestico-alberghiere e precisamente: rispondere ai campanelli di richiesta domestica e alberghiera; soddisfare richieste che attengono alle necessità quotidiane dei pazienti; alzare e abbassare le tapparelle; aprire e chiudere le finestre; alzare e abbassare lo schienale del letto; aprire una bottiglia; riempire un bicchiere d’acqua; porgere il telefonino, gli occhiali, la dentiera, una bottiglietta, ecc.; accendere e spegnere la televisione; prendere le lenzuola; chiudere la porta; chiamare un parente al telefono; prendere dall’armadio vestiti, scarpe, calzini; vestire e movimentare il paziente alzandolo di peso nel letto; sollevare il paziente dal letto/carrozzina/comoda e viceversa il più delle volte da solo per accompagnarlo al bagno; usare le padelle e i pappagalli, svuotarli e pulirli; pulire le bacinelle ed ogni presidio usato dal medico e dal paziente; imboccare i pazienti non autosufficienti; riassettare il letto e cambiare la biancheria; smaltire le sacche di urina; sostituire i pannoloni, effettuare le cure igieniche, vestire il paziente; barellamento dei pazienti a mezzo di carrozzina, barella e letto per il trasportarli verso altri servizi; preparare, lavare ed asciugare il materiale da sterilizzare; pulire, controllare e rifornire i carrelli e gli armadi di servizio; smaltire il materiale sporco usato per l’assistenza; spostare tra le stanze materassi, letti interi e comodini.

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ospedale-papardo-messinaLa Segreteria Territoriale FIALS di Messina – con il suo Segretario Generale Domenico La Rocca ed il suo Segretario Aziendale Vincenzo Giangreco con una nota indirizzata all’Assessore Regionale per la Salute, All’Ispettorato Regionale del Lavoro ed al Servizio Provinciale di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro, DENUNCIANO casi in cui alcuni Infermieri sono stati chiamati a svolgere più turni consecutivi, anche 18 ore consecutive…

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Il sit-in all’ospedale di Nuoro per le carenze di personale infermieristico nei reparti «Siamo sotto i livelli minimi di organico: non si va avanti» «In corsia mancano più di 100 infermieri»

NUORO. Cinquanta contratti a tempo determinato per infermieri che scadono alla fine di marzo, altri 60 che invece mancano da troppo tempo e che lasciano scoperti, e ben al di sotto delle soglie minime di organico, tutti i reparti dell’ospedale San Francesco, ferie bloccate perché altrimenti non si può garantire il personale in corsia, e sicurezza dei pazienti a rischio, anche nei servizi sanitari del territorio: più che un semplice sit-in degli operatori della sanità del Nuorese, quello di ieri è il disperato grido di dolore di una categoria che tuttavia non ha alcuna intenzione di arrendersi.

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L’AADI INTERVIENE CONCRETAMENTE AL DEA DEL POLICLINICO  DI ROMA,

Il caso trattato dall’AADI riguarda un paziente presentatosi al Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto I con una glicemia di 650 mg%.

Entrato all’interno della prima sala di accoglienza non vi trovava nessuno se non un vigilantes che lo invitava ad accomodarsi nella sala di aspetto (che consta di sei sedie mentre in attesa vi erano almeno venti persone).

Il vigilantes informava il ragazzo che le uniche due infermiere triagiste erano occupate all’interno dei box, intente a trattare altri casi gravi.

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Grande entusiasmo tra i laureati in infermieristica per il primo concorso dei marescialli a nomina diretta! E’ tripudio fra i sostenitori del “anche #noisiamopronti a stare sotto le crocerossine…” Complimenti per l’impegno politico alla senatrice SILVESTRO (PD) -_-‘

Nemmeno un mese fa il Ministero difesa ha indetto un bando di concorso per laureati in ingegneria da arruolare nel ruolo degli Ufficiali della capitaneria di porto; stranamente, solo 2 giorni fa, con le lauree per le professioni sanitarie e’ stato indetto il bando di concorso per Marescialli a nomina diretta. Ma chi glielo spiega che se si assume un laureato e lo si inquadra nel ruolo Marescialli si sta andando contro al principio di equiordinazione del pubblico impiego tanto proclamato dal PD? lo stesso maresciallo laureato, peraltro, qualora dovesse perdere l’idoneita’ al servizio militare, per motivi di servizio o meno, transiterebbe all’impiego civile in Area 2 anziche’ in Area 3 non potendo piu’ esercitare la professione sanitaria!!!! L’Area 2 infatti non consente di esercitare alcuna professione sanitaria, bensi’ quella ausiliaria! Professionalizziamo le forze armate oppure demansioniamo il titolo di studio prevedendo concorsi per laureati marescialli a nomina diretta? P.S.: stranamente questo discorso non vale per i laureati triennali in ingegneria, ma che strano!

Emiliano Boi.

Non compete all’infermiere ma al personale subalterno, Cassazione lavoro n. 1078 del 09 febbraio 1985: le mansioni igienico-domestico-alberghiere e precisamente: riassettare il letto e cambiare la biancheria; smaltire le sacche di urina; sostituire i pannoloni,rispondere ai campanelli di richiesta domestica e alberghiera; soddisfare richieste che attengono alle necessità quotidiane dei pazienti; alzare e abbassare le tapparelle; aprire e chiudere le finestre; alzare e abbassare lo schienale del letto; aprire una bottiglia; riempire un bicchiere d’acqua; porgere il telefonino, gli occhiali, la dentiera, una bottiglietta, ecc.; accendere e spegnere la televisione; prendere le lenzuola; chiudere la porta; chiamare un parente al telefono; prendere dall’armadio vestiti, scarpe, calzini; vestire e movimentare il paziente alzandolo di peso nel letto; sollevare il paziente dal letto/carrozzina/comoda e viceversa il più delle volte da solo per accompagnarlo al bagno; usare le padelle e i pappagalli, svuotarli e pulirli; pulire le bacinelle ed ogni presidio usato dal medico e dal paziente; imboccare i pazienti non autosufficienti; , effettuare le cure igieniche, vestire il paziente; barellamento dei pazienti a mezzo di carrozzina, barella e letto per il trasportarli verso altri servizi; preparare, lavare ed asciugare il materiale da sterilizzare; pulire, controllare e rifornire i carrelli e gli armadi di servizio; smaltire il materiale sporco usato per l’assistenza; spostare tra le stanze materassi, letti interi e comodini.

 

E l’IP.AS.VI.? L’IP.AS.VI. sta a guardare, tanto le loro poltrone sono protette da ogni ingerenza.

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Alfio Stiro

Post N4.0

Nel 1994, l’attuale presidente dell’A.A.D.I. Mauro Di Fresco, sostenne che non competeva all’infermi [continua]

Abruzzo (ANSA) Falsa infermiera smascherata dai carabinieri dopo aver lavorato per un mese all’osped [continua]

    Lunghe attese in molti pronto soccorsi italiani,dove i pazienti aspettano per ore e ore prima di [continua]