Archivi del mese: dicembre 2016

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Da Newsicilia.it
CATANIA – “Io sono Antonio. Non ho un lavoro e guardo il mondo passare”. Freddo pungente. L’impressione è che ci si muova senza una meta precisa. Basta passeggiare. Santo Stefano a Catania, in via Etnea, dove il tempo scorre lento, appesantito dai postumi dei bagordi della vigilia e del pranzo di Natale. Dove fra le famiglie, e le coppie in dolce attesa, e i fidanzatini che sembrano eterni, e storie, storie, ancora storie che si sfiorano, si incrociano, c’è anche Antonio.

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Si chiama Udi, unità di degenza infermieristica, e segna l’avvio ufficiale della riconversione dell’ospedale frentano, “che non è una cattedrale nel deserto” ha precisato il Governatore Frattura presenziando all’inaugurazione oggi 20 dicembre con i vertici Asrem. Si tratta di un’area di cure “a bassa intensità clinica” con 40 posti letto, gestito da personale infermieristico. L’obiettivo è ridurre le giornate di degenza inappropriata, risparmiare e offrire un servizio all’avanguardia. Attivato anche l’ambulatorio per i pazienti che hanno necessità di interventi infermieristici, come la terapia iniettiva, la gestione delle medicazioni e la fornitura di materiale sanitario.

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front7479764 Da Quotidianosanita
28 DIC – Gentile direttore,
leggendo la lettera inviatale dalla presidente regionale Snami Emilia Romagna mi sembra giusto porle alcune considerazioni di massima. Credo che sia vero quanto la Presidente afferma: “I medici non hanno paura degli infermieri”. E’ vero, senz’altro, nel senso che la paura, evidentemente presente, parrebbe essere rivolta più che nei confronti degli infermieri verso una specie di batterio multi resistente che sembra avere infettato la tranquillità e la salute della classe medica.

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cb3de1ba96aa073b9dddd61e0fdc8143bfbe0591Giovane infermiera muore lasciando una figlia di 4 anni . Il marito dà l’ok all’espianto degli organi
La donna è morta dopo due giorni di agonia: si è sentita male la vigilia di Natale appena rientrata in casa dopo aver finito il suo turno al pronto soccorso così riporta NotiziediPrato
Per due giorni ha lottato fra la vita e la morte ma questa sera, 26 dicembre, Silvia Cecchi, infermiera del pronto soccorso del Santo Stefano, si è arresa. Aveva 42 anni e lascia una bimba che compirà tra pochi giorni 4 anni e un marito che ha voluto fare l’estremo gesto di generosità, autorizzando l’espianto degli organi.

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Nurse, Student, Education.

Nurse, Student, Education.

Di Annalisa Silvestro.
Sembra impossibile ma invece é proprio così.
Uno si chiede da dove derivi tanto oscurantismo e un continuo contrasto, senza alcun aggancio giuridico, professionale ed epistemologico alla ridefinizione, da una parte, delle modalità di risposta ai bisogni sanitari e sociosanitari che emergono in modo sempre più forte ed evidente dalla collettività nazionale, dall’altra al ridisegno dei rapporti e delle relazioni tra le professioni sanitarie, portatrici ognuna di contenuti disciplinari peculiari e di approcci e metodologie diverse ma complementari per il comune e dichiarato obiettivo: riportare la persona accolta ed assistita alla migliore situazione e alla maggiore autonomia e benessere personale e sociale possibile.

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La clinica “Città di Pavia” la sospende, le taglia lo stipendio e le manda una lettera: «Concorrerà all’eventuale risarcimento del paziente»
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PAVIA. Una garza lasciata nella pancia della paziente, durante un’operazione. Un errore che ha spinto la donna, una 70enne, a chiedere i danni alla clinica “Città di Pavia” con una lettera presentata tramite gli avvocati (la causa civile deve ancora aprirsi). Ma che ha avuto anche un’altra conseguenza: la struttura, infatti, ha avviato procedimenti disciplinari nei confronti degli infermieri che erano presenti quel giorno, a novembre del 2015, in sala operatoria. Tre, in tutto.

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1440267109puertas-de-farmaciaLa farmacista aveva esercitato l’obiezione di coscienza nonostante “l’esibizione di ricetta medica rilasciata con espressa indicazione di assumere il farmaco nella stessa giornata”. Entro 90 giorni le motivazioni della sentenza.

20 DIC – Il Tribunale di Gorizia, con sentenza del 15 dicembre 2016, ha assolto una dottoressa che si era rifiutata di vendere la pillola del giorno dopo. La farmacista, spiega in una nota l”avvocato Simone Pillon, “era imputata del reato di omissione o rifiuto di atti di ufficio perché, in qualità di farmacista collaboratrice presso la farmacia comunale, e quindi incaricata di pubblico servizio, durante il turno notturno indebitamente si rifiutava di consegnare a F.M.L. il farmaco Norlevo (c.d. ”pillola del giorno dopo”) nonostante l”esibizione di ricetta medica rilasciata con espressa indicazione di assumere il farmaco nella stessa giornata”.

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cassazione
Appena pubblicata la Sentenza della Cassazione secondo cui i dipendenti pubblici devono essere licenziati se non timbrano il cartellino.

Omissione timbro cartellino è falsa attestazione di presenza: legittimo il licenziamento

Il dipendente pubblico che attesta falsamente di essere in servizio attraverso l’omissione del timbro del cartellino è punito con il #licenziamento per giusta causa. La medesima sanzione si applica anche se il dipendente omette di timbrare il cartellino per assentarsi solo per brevi intervalli: anche in tali casi il cartellino va sempre timbrato, in entrata ed in uscita.

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Le vicende drammatiche emerse all’ospedale di Saronno, al vaglio della magistratura, dove un medico e un’infermiera sono accusati di aver deliberatamente provocato la morte di alcuni pazienti, hanno fatto riaffiorare diffidenza e preoccupazione. Federazione dei medici, anestesisti e infermieri difendono la loro professionalità e la sicurezza delle strutture: singoli casi non possono mettere in dubbio il valore e la dedizione di migliaia di operatori sanitari

La brutta pagina di cronaca scritta all’ospedale di Saronno, con medico e infermiera, compagni anche nella vita, che avrebbero deliberatamente provocato la morte di pazienti a loro affidati, ha aperto un ampio dibattito sulla sicurezza nei luoghi di cura. E se il pronto soccorso della struttura lombarda sotto indagine ha visto la caduta libera degli accessi,
la diffidenza ha visto serpeggiare da Nord a Sud del Paese una domanda che è un tarlo: ci si può fidare ancora degli ospedali? “Rispondo ancora sì”,

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Alfio Stiro
Post N4.0

È scoppiata una guerra politica in sicilia sul rinnovo degli incarichi dei manager della Sanità che [continua]

27 GIU – Gentile direttore, in verità il Minghetti non è bene informato perché le mansioni di cui pa [continua]

CATANIA – È attivo da alcune settimane e sta già riscontrando l’entusiasmo degli interessati lo spor [continua]

Gentile redazione di NurseNews.eu il 12 maggio si celebra la giornata internazionale dell’infermiere [continua]

“Entro fine mese i concorsi della sanità verranno sbloccati” Lo ha dichiarato pochi giorni fa’ l’Ass [continua]