Archivi del mese: marzo 2016

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Lettera aperta da parte di un collega Infermiere dopo la partecipazione della Presidente IPASVI al programma di La7.

LETTERE. Pregiatissima Presidente, sono un Infermiere da tanti anni e svolgo la mia Professione nel contesto dell’emergenza-urgenza, come tutti i miei colleghi del resto, con passione, dedizione e tutta la professionalità che la formazione ricevuta e gli anni di esperienza mi consentono di dare.

Le scrivo in relazione al Suo intervento durante la trasmissione Tagadà dove, invitata dalla giornalista Panella, Lei è stata chiamata a colmare la sacrosanta ignoranza della giornalista stessa in materia di Triage di Pronto Soccorso. Dico sacrosanta dato che la giornalista, oltre al ruolo che svolge in televisione, fa parte anche (per sua stessa ammissione) di quel folto numero di persone che hanno avuto la necessità di usufruire del servizio di Pronto Soccorso non capendone, non essendo professionista del settore, le dinamiche ed i modus operandi. Con grande rammarico ho ascoltato le sue parole, i suoi “tecnicismi” ancora più incomprensibili alla popolazione ed il suo sterile tentativo di dare una risposta ad un cittadino che pone una semplice domanda (peraltro è una di quelle che quotidianamente viene poste dagli utenti di Pronto Soccorso che attendono da ore): “perché qualcuno passa prima di me?”

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infartoWashington. – Il duro lavoro potrebbe anche uccidere. Basta infatti anche solo un’ora di straordinario a settimana per aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiache. Uno studio della The University of Texas Health Science Center di Houston ha rilevato che lavorare piu’ di 45 ore ogni settimana, nel corso di un decennio, puo’ aumentare il rischio a lungo termine di sviluppare malattie cardiovascolari.

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pediatrikAnalisi della società scientifica SIMEUP su un campione di 188 ospedaliLa visita in urgenza dei piccoli pazienti spesso non è effettuata dal pediatra
di Ruggiero Corcella
Le strutture dell’emergenza in Italia fanno ancora fatica a garantire ai bambini un’assistenza specialistica. È la conclusione di un’indagine condotta dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP), attraverso il suo gruppo di studio Obi/Pronto soccorso, su un campione di 188 ospedali italiani dotati di una Unità Operativa Complessa di Pediatria. Scopo della ricerca, la verifica dell’organizzazione dell’assistenza in emergenza-urgenza al paziente pediatrico.

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118 bologna Prosegue senza sosta, la sconcertante vicenda del 118 di Bologna. Dopo la notizia del 28 febbraio scorso della sospensione dei 4 medici per aver “istigato l’esercizio abusivo della professione medica” approvando protocolli di fatto condivisi in tutto il mondo, si apprende oggi dal quotidiano la Repubblica che anche Gordini, Direttore del Dipartimento dell’Emergenza Urgenza bolognese è stato sospeso per sei mesi dall’ordine dei Medici.

Una sospensione che indirettamente mette in discussione un intero Sistema e l’attività svolta dalgi infermeri che ne fanno parte.

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riposo Il riposo compensativo dipendenti pubblici è un giorno non lavorativo che compensa la mancata fruizione di un giorno ordinario di riposo quale può essere il sabato (nella settimana corta), la domenica o un qualsiasi giorno festivo in cui il dipendente, per esigenze aziendali, sia stato costretto a lavorare. Per fare un esempio pratico, se un dipendente pubblico lavora sette giorni di seguito, inclusa la domenica, nei giorni successivi dovrebbe usufruire di una pausa dalla sua attività. Il riposo compensativo dipendenti pubblici ha anche la funzione di compensare la gravosità di un determinato lavoro che, per esempio, costringe il dipendente a sostenere dei turni notturni fuori dall’ordinario orario d’ufficio o lo espone a condizioni di lavoro logoranti.

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presidente Da Quotidiano sanita Gentile Direttore,
se mi chiedessero di rappresentare in questo momento la figura dell’infermiere, l’immagine che mi viene in mente è quella del mulo con davanti al muso una carota legata al bastone recato in mano dal fantino. Il mulo sono gli infermieri, la carota sono i dovuti riconoscimenti che da anni vengono disattesi: l’istituzione dell’ordine; il riconoscimento delle competenze avanzate; il riconoscimento dei titoli accademici conseguiti; l’istituzione delle lauree magistrali ad indirizzo clinico;… Quello che non mi è del tutto chiaro è chi sia il fantino che con le mille promesse irrealizzate fa procedere la professione, ormai per inerzia. Per molto tempo ho individuato nel fantino portatori di interessi diversi da quelli della professione infermieristica, siano questi politici o di altre professioni che, erroneamente, ci individuano come possibili competitori.

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fornero La lacrima della Fornero è stata versata inutilmente: ora i soldi tornano ai pensionati.

Ricordate la famosa “lacrima sul viso”? No, non quella di Bobby Solo, ma della Fornero, quando annunciò agli italiani il blocco dell’adeguamento delle pensioni, meglio nota come Riforma Monti-Fornero. Ebbene, è stata una lacrima sprecata, perché ora tutti i soldi torneranno ai pensionati. Infatti, la Corte Costituzionale ha appena decretato, con una sentenza fresca di giornata [1], l’incostituzionalità di quella “storica” e austera riforma pensionistica [2] che ha creato veri e propri drammi nei pensionati italiani.

La sentenza, difatti, cassa la Riforma Monti-Fornero, nella parte [2] in cui aveva disposto, per gli anni 2012 e 2013, il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita, per quegli assegni che superavano di 3 volte il trattamento minimo: poiché riguardo al 2012 l’impatto stimato, cagionato da questa norma, si aggira intorno ai 2 miliardi di Euro (1,8, per la precisione), e per il 2013 sale addirittura a 3 miliardi, si arriva, appunto, ad un danno erariale vicino ai 5 miliardi.

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cassazioneDa Quotidiano sanita Le Sezioni Unite della Cassazione, con una sentenza sul tema dell’abuso del contratto a termine da parte della Pa nella causa Marrosu-Sardino contro l’Azienda ospedaliera San Martino di Genova, ha statuito ferma restando la preclusione della conversione del contratto, un risarcimento del danno. Sbagliata o menola sentenza potrebbe avere un impatto devastante sulle casse pubbliche. LA SENTENZA

16 MAR – La Corte di cassazione a Sezioni Unite, nel suo massimo Consesso, il 14 marzo è intervenuta sul tema dell’abuso del contratto a termine da parte dell’Azienda ospedaliera San Martino di Genova nella causa Marrosu-Sardino. I giudici hanno statuito ferma restando la preclusione della conversione del contratto, un risarcimento del danno a seguito dell’abuso dei contratti a termine da parte della Pa, da quantificare secondo ex art. 32 legge 183/2010 dalle 2,5 alle 12 mensilità.

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turniDa Quotidiano sanitaAlleggerire il carico assistenziale, scendendo da 10 a 6 pazienti per infermiere, significa ridurre la mortalità del 20% nei reparti di medicina e del 17% in quelli chirurgici. Non c’è invece nessun vantaggio dall’aumentare il numero degli operatori sanitari di supporto, tanto meno se questo avviene a scapito del personale infermieristico

13 MAR – Il rapporto ideale infermieri-pazienti? Un infermiere professionale ogni 6 pazienti (o meno). E’ quanto scaturisce da uno studio pubblicato su BMJ Open condotto presso alcuni ospedali inglesi da Peter Griffith del National Institute for Health Research Collaboration for Leadership in Applied Health Research and Care – CLAHRC (Gran Bretagna). Il messaggio di fondo è che un minor carico di pazienti per singolo infermiere si traduce in una importante riduzione di mortalità, quantificata in un meno 20%, abbassando da 10 a 6 il numero di pazienti affidati ad un singolo infermiere.

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inf in polizia  interrogazione n. 4-04121
Fascicolo n.118
RISPOSTA. – Si rileva, preliminarmente, che il requisito del titolo di studio prescritto per il profilo professionale di infermiere è stato oggetto di un’evoluzione normativa. Attualmente, infatti, per gli infermieri è richiesto il possesso della laurea triennale, titolo di studio che non era prescritto dalla normativa pregressa.
Tuttavia, il possesso della laurea triennale non può comportare ipso iure un diverso inquadramento giuridico degli infermieri professionali in un ruolo superiore, rispetto a quello previsto allorquando era richiesto solo il titolo dell’abilitazione professionale. Una siffatta operazione può realizzarsi solo attraverso una modifica normativa, atteso che lo status giuridico e professionale dei revisori tecnici infermieri è ad oggi disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica n. 337 del 1982 e dal decreto ministeriale 18 luglio 1985, ove sono previsti i contenuti delle professionalità.

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Alfio Stiro

Post N4.0

Nel 1994, l’attuale presidente dell’A.A.D.I. Mauro Di Fresco, sostenne che non competeva all’infermi [continua]

Abruzzo (ANSA) Falsa infermiera smascherata dai carabinieri dopo aver lavorato per un mese all’osped [continua]

    Lunghe attese in molti pronto soccorsi italiani,dove i pazienti aspettano per ore e ore prima di [continua]