Archivi del mese: dicembre 2015

luca sini
Da quotidianosanita.it 30 DIC – Gentile Direttore,
spiace vedere e dover sottolineare come il contesto medico in Italia soffra di paure spropositate (vedi la lettera dell’Intersindacale meica, A chi giova la “guerra” tra medici e infermieri?) rispetto al loro modo di concepire il rapporto di multidisciplinarietà all’interno delle equipe assistenziali, che impone una assoluta predominanza decisionale e gestionale del loro ruolo.

Necessità sproporzionata sia rispetto all’evidente fallimento di un modello fondato proprio su quella esclusiva titolarità sia rispetto agli esempi provenienti da altre esperienze sparse per il mondo. Spiace vedere come tutto questo si traduca in una “paura di perdere l’osso” che porta tutte le rappresentanze mediche ad arroccarsi su posizioni di estrema chiusura evocando persino il rischio di una cospirazione ordita da forze non ben precisate al fine di distruggere tutto il buono finora prodotto.

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spagna2

Il Segretario generale della Federazione dei Settori Socio-Sanitari della CCOO, Antonio Cabrera, che ieri ha inoltrato la chiamata al resto dei sindacati rappresentativi nel settore sanitario (FSEs, UGT e CSI-F).

L’approvazione del decreto non ha soddisfatto le aspettative degli infermieri perchè, di fatto, ha limitato le capacità prescrittive riconosciute già da diverso tempo e in diverse Comunità autonome della Spagna ai professionisti sanitari abilitati.

L’iniziativa della CCOO nasce dal “netto rifiuto” dei contenuti del Regio decreto che regola l’indicazione, l’uso e l’autorizzazione di distribuzione dei farmaci e dispositivi medici per uso umano da parte del personale infermieristico.

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tre
La questione è stata analizzata nella requisitoria orale formulata dal procuratore della Corte dei Conti. Alla Regione verrebbe così addossata una spesa non strettamente assistenziale, addebitabile, invece, alle istituzioni universitarie nazionali e regionali. E potrebbe anche sorgere una importante problematica interministeriale tra i dicasteri della Sanità e dell’Istruzione.

29 DIC – Il Policlinico Umberto I e la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Sapienza attraversano una fase di accesa conflittualità, legata alla gestione del personale della struttura ospedaliera più grande in Europa. A puntare i riflettori sulla vicenda è stato il procuratore del Lazio presso la Corte dei Conti, Angelo Raffaele de Dominicis, nell’ambito della sua requisitoria orale formulata come affiancamento al ‘Giudizio di parificazione del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2014’.

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gucciardiL’assessore regionale alla salute, l’onorevole Baldo Gucciardi, ha convocato i 9 presidenti provinciali dell’ordine degli infermieri di Sicilia. Un incontro si era tenuto lo scorso novembre proprio a Trapani mentre questo nuovo summit che si terrà il 4 gennaio è previsto per le 12 a Palermo.

Situazione abbastanza critica, quella della sanità siciliana, alla luce degli ultimi limiti agli orari imposti dall’Unione Europea.

“Si tratta di una situazione molto critica – ha detto il presidente dell’Ipasvi di Trapani, Filippo Impellizzeri – sulla quale siamo pronti a confrontarci, con l’assessore Gucciardi. Ci sono, in Sicilia, gravissime carenze nelle dotazioni organiche sia del personale infermieristico e di quello di supporto (OSS). Un problema – ha spiegato Impellizzeri – che affligge le strutture socio-sanitarie ospedaliere ed anche quelle territoriali dell’intera Sicilia”.

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cassazioneLavoro part time verticale? La pensione è full time.

Dott. Sestilio Staffieri – Il giudice di legittimità, con la sentenza n. 24532/2015, depositata il 2 dicembre scorso, chiarisce che i lavoratori occupati con rapporto a tempo parziale – c.d. verticale ciclico – non possono vedersi esclusi, ai fini della maturazione del diritto alla pensione, i periodi non lavorati nell’ambito del programma lavorativo concordato con il datore di lavoro.

Applicando la normativa comunitaria, ex clausola 4, punto 2, dell’accordo quadro allegato alla direttiva 97/81, la Corte ritiene che proprio riguardo ai dipendenti in rapporto part time cd. ciclico, il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo parziale e lavoratori a tempo pieno di cui alla detta direttiva (trasposta nell’ordinamento italiano con d.lgs. n. 61/2000) implica che l’anzianità contributiva utile ai fini della determinazione della data di acquisizione del diritto alla pensione sia calcolata per il lavoratore a tempo parziale come se egli avesse occupato un posto a tempo pieno, prendendo in considerazione anche i periodi non lavorati.

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barbara 26 NOV – “Le competenze che il decreto legislativo richiede e che sono quelle previste nell’Ue per gli infermieri – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Ipasvi – potrebbero già di per sé chiudere la partita delle polemiche aperte su più fronti in quest’ultimo periodo verso la naturale crescita della nostra professione. Il decreto chiede agli infermieri ‘responsabili dell’assistenza’ di essere autonomi e avere competenze in questo senso per individuare le cure infermieristiche necessarie, pianificarle, organizzare e prestarle ai pazienti, di orientare famiglie e gruppi verso stili di vita sani, di intervenire, sempre ‘autonomamente’, per il mantenimento in vita e in situazioni di crisi e catastrofi, di fornire consigli, indicazioni e supporto a chi ne ha bisogno e a chi si cura di loro, di garantire e anche valutare la qualità delle cure infermieristiche. E chiede agli infermieri di partecipare con altre professioni alla formazione pratica del personale sanitario e di lavorare tutti a stretto contatto e in cooperazione: che dire, è quello che da tempo affermiamo, ribadiamo e chiediamo con forza. Ora anche la Ue non solo lo chiede, ma lo prescrive e l’Italia recepisce l’indicazione. Che sia la volta buona che altri si facciano una ragione della nostra professionalità e, mettendo fine a sterili, inutile e dannose (per i cittadini) polemiche, si avviino sulla strada della vera cooperazione professionale? Direi che a questo punto più che una speranza è una necessità. Di buon senso e di rispetto della legge”.

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onere provaDa Quotidiano sanita.it
Per la presidente Chersevani alcune parti del decreto legislativo di recepimento della direttiva Ue per favorire il lavoro all’interno dell’Unione (che prevede anche la Tessera professionale) vanno emendate perché “non fanno chiarezza su compiti e requisiti tra le professioni in ambito sanitario”. E poi dubbi anche sulla norma che allarga le competenze delle ostetriche: “Medico è imprescindibile”. LA LETTERA

23 DIC – Il provvedimento non fa chiarezza e crea incertezze in ordine alla formulazione dei requisiti richiesti per l’esercizio delle attività professionali nel settore sanitario”. Parole del presidente della Fnomceo Roberta Chersevani contenute in una nota inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi per richiedere modifiche allo schema di Decreto legislativo volto al recepimento della direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, riguardante il riconoscimento delle qualifiche professionali (per i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea) nonché la prestazione dei relativi servizi.

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silvestroDa Quotidiano sanita
Per la senatrice lo stallo e la mancata concertazione tra professioni è stata causata dalla “volontà della Federazione nazionale dei medici e di numerose associazioni sindacali mediche, di non partecipazione se non dopo modifiche unilaterali ed autodefinite del comma”. Chiesto al Ministro quali azioni intenda intraprendere e il timing per l’attuazione della norma su nuove competenze. IL TESTO

23 DIC – “L’attivazione del processo sotteso all’attuazione dei disposti del comma 566 è urgente per dare corso ad un’ineludibile riorganizzazione dei processi di assistenza e del lavoro sanitario, con particolare focalizzazione nelle strutture pubbliche, dove il dispiegamento delle potenzialità delle diverse professioni, a cominciare proprio da quella infermieristica e di tecnico sanitario di radiologia medica, può far recuperare efficienza e appropriatezza nei processi e nelle prestazioni socio sanitarie ed organizzative e offrire risposte migliori, più puntuali e di prossimità ai bisogni di salute e di assistenza nuovi ed emergenti”. È quanto si legge nell’interrogazione al Ministro della Salute presentata dalla senatrice PD ed ex presidente Ipasvi, Annalisa Silvestro in cui si chiede a Lorenzin di chiarire “quali siano le motivazioni, a 12 mesi dall’approvazione della legge n. 190 del 2014, dell’inattuata concertazione con le rappresentanze scientifiche, professionali e sindacali indicata nel comma 566”.

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professioni sanitarieDa quotidiano sanita 24 DIC – Gentile direttore,
dopo aver celebrato i trent’anni del celebre film di Zemeckis “Ritorno al futuro”, c’è chi ora pretende di celebrare, in Sanità, uno sconcertante “Ritorno al passato”. Purtroppo non è un dibattito appassionante e tantomeno costruttivo, quanto espresso nella lettera della presidente Chersevani indirizzata al ministro Lorenzin.

Ovviamente spetterà al Ministro rispondere e pronunciarsi nel merito. Tuttavia, essendo stata resa pubblica, le professioni sanitarie rappresentate nel CONAPS, non possono astenersi dal riscontrare quanto segue: si ripropongono modelli organizzativi obsoleti e scaduti, con un pensiero “medievale” della Sanità, come se si fosse perso l’orientamento e la cognizione dello spazio e del tempo.

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infermiere uomoReplica Ipasvi alla FnomCeO: “Più volte è stata chiesta una concertazione per riflettere nel metodo e nel merito. Concertazione che non è mai avvenuta perché qualcuno ha ritenuto di porre veti alla convocazione della tanto decantata ‘cabina di regia’”

“Stupisce non poco la reazione della FnomCeO a quello che definisce il mancato rispetto di patti che sarebbero intercorsi con il ministero della Salute – ministero di tutte le professioni e non di una sola – per la cancellazione dell’incipit del comma 566 della legge di stabilità 2015”.
Così il Comitato centrale della Federazione nazionale Ipasvi, replica alle dichiarazioni e alla lettera al ministro Lorenzin della presidente FnomCeo, Roberta Chersevani, che ha definito “tradita” la fiducia dei medici per la mancata cancellazione dell’incipit del comma 566 della legge di stabilità 2015, nel quale si riservano ai medici ‘atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi cura e terapia’.

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Alfio Stiro

Post N4.0

E’ tale soggetto che deve dimostrare l’assenza dell’inadempimento o la circostanza che questo sia ri [continua]

La redazione di NurseNews riprende e riporta l’articolo scritto dalla collega Chiara D’Angelo su Quo [continua]

Sicilia: Numerosi ricorsi dei precari ,sono a rischio nullità le assunzioni. Ecco cosa accade nella [continua]

L infermiere deve semplicemente svolgere la sua professione, esattamente come gli altri professionis [continua]