Si chiama Next Generation Sequencing (Ngs), ed è la tecnologia alla base del test per la profilazione genomica, che permette di costruire la ‘carta di identità’ molecolare di ogni tumore, identificando le alterazioni genetiche e i meccanismi indispensabili per l’oncologia di precisione. La nuova frontiera della diagnostica cambierà il paradigma delle cure, con terapie non più legate all’organo colpito dal tumore ma personalizzate sulla mutazione genetica evidenziata dal test e che può nascondersi in tante neoplasie. E’ su queste basi che parte lo studio clinico ‘Rome – From Histology to target’, presentato oggi a Roma in occasione del congresso ‘Implementing Precision Medicine In Cancer Care 2019′. La ricerca sarà condotto dalla Fondazione per la Medicina di Precisione (Fmp) insieme all’Istituto Superiore di Sanità.

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Dispositivi di protezione individuale e disinfezione.

I DPI non sono l’esclusiva soluzione al rischio biologico
Va sempre tenuto presente che la disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale si traduce in valida misura di tutela quando attuata congiuntamente all’adozione di misure tecnico-organizzative che abbiano approfonditamente valutato, come prescritto dal D.Lgs. 81/08, l’intero processo clinico (diagnostico-terapeutico assistenziale ), oltre che di adeguata informazione, formazione e addestramento.

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Tribunale di Brindisi, sezione lavoro, su istanza di un infermiere,
che dal 2006
svolgeva anche mansioni inferiori (ausiliarie oss ),nell’azienda sanitaria dove lavorava dovrà pagare
Il danno da demansionamento che è stato riconosciuto dal Triunale di Brindisi. Il giudice ha condannato l’ Asl al risarcimento, così come chiesto dal legale che ha promosso l’azione tre anni fa. L’azienda sanitaria di Brindisi dovrà pagare una cospicua somma di denaro per il solo ristoro in favore dell’infermiere di ruolo nel reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale Perrino.

L’importo è stato determinato, in via equitativa.. per ogni anno di demansionamento, stando a quanto è scritto nella sentenza del giudice. Domenico Toni, Il magistrato del lavoro, ha ritenuto fondato il ricorso dell’infermiere che dall’ottobre 2006 era stato costretto a svolgere anche mansioni inferiori alla sua qualifica, competenza e responsabilità.

“Il suo superiore gli faceva svolgere mansioni alberghiere, come il riordino dei letti, il trasporto dei pazienti, le incombenze igieniche sui ricoverati,aprire e chiudere la porta, rispondere ai segnalatore acustistici, la chiusura dei rifiuti trattati ospedalieri”.. si legge nelle motivazioni depositate nei giorni scorsi. Si tratta di mansioni che non sono di competenza infermieristica e che devono essere svolte dal personale ausiliario, Oss, gli operatori socio-sanitari e più propriamente dall’ Ota, l’operatore tecnico e ausiliario.

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Il Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, su una vicenda di demansionamento a danno di un medico specializzato in chirurgia generale – rappresentato e difeso dall’Avv. Cristiano Pellegrini Quarantotti – ha accertato l’illegittimità dell’agire del datore di lavoro Azienda Sanitaria e l’ha condannata al risarcimento del danno.

In particolare, il Tribunale ha accertato che il medico ricorrente, per circa un anno, aveva visto sostanzialmente svuotate le sue mansioni, con privazione dei compiti maggiormente caratterizzanti la sua qualifica di dirigente medico di chirurgia, avendo subito una riduzione di oltre i ¾ della sua attività di sala operatoria.

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Penny Sartori ha trascorso più di vent’anni lavorando in terapia intensiva e ha visto molte cose irrazionali. Ora cerca di trovare loro una spiegazione.

Le unità di cure palliative o di terapia intensiva degli ospedali hanno uno stretto rapporto con la morte, dando luogo a numerose esperienze che sfuggono a qualsiasi spiegazione razionale. Pazienti che intuiscono il momento esatto in cui moriranno, altri che sembrano decidere da sé il giorno e l’ora, affrettando o ritardando la morte, sogni premonitori di familiari o presentimenti di terze persone che senza neanche sapere che qualcuno è ricoverato o ha subito un incidente sono sicuri che sia morto.

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(Artt. 595, 596, 596 bis, 597, 599 c.p.)

Diffamazione

1. Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro.
2. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065 euro.
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Ieri sera una donna ha aggredito un infermiere di triage perché non voleva aspettare la visita per il figlio.

Non c’è pace all’ospedale Pellegrini di Napoli dove non si ferma l’ondata di violenza delle ultime ore. Dopo la sparatoria nella notte tra giovedì e venerdì, un altro episodio di violenza si è verificato nel corso della serata di ieri. Un infermiere è stato schiaffeggiato dalla madre di un paziente perché non voleva più aspettare per la visita del figlio. La donna non voleva più attendere il codice che era stato assegnato al bambino con il triage e ha cominciato a inveire contro il professionista per poi colpirlo con un pugno . A denunciare l’accaduto è stata l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”

insieme all’“Associazione nazionale guardie giurate”.

Quando i muri del pronto soccorso erano ancora caldi dopo la sparatoria di ieri l’ennesima aggressione.

Il personale: “non possiamo rischiare di morire per queste bestie.”
Il nostro appello va al ministro Giulia Grillo ed al ministro Matteo Salvini. Vogliamo attuare almeno una delle soluzioni proposte dalla nostra associazione, oppure stiamo pazientemente aspettando il morto per agire? Tenete conto che molti professionisti sanitari hanno un contratto a sei mesi o annuale, e nonostante ciò rischiano la vita quotidianamente.

Redazione NurseNews. Eu

Alfio Stiro

Post N4.0

Si chiama Next Generation Sequencing (Ngs), ed è la tecnologia alla base del test per la profilazion [continua]

E’ ormai ben noto a tutti, come lo stress psicologico possa contribuire allo sviluppo di specifiche [continua]

Dispositivi di protezione individuale e disinfezione. I DPI non sono l’esclusiva soluzione al rischi [continua]

Tribunale di Brindisi, sezione lavoro, su istanza di un infermiere, che dal 2006 svolgeva anche mans [continua]

Il Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, su una vicenda di demansionamento a danno di un medico spec [continua]