De Palma (Nursing Up) conferma: “Lo sciopero si farà, perché quel contratto è una farsa”
Confermato lo sciopero nazionale di 24 ore. Infermieri oggi in piazza dalle 11 alle 14.
Durissima trattativa in sede Aran per il rinnovo del Ccnl del comparto Sanità relativo al triennio 2016-2018: i lavori di modifica della bozza, che erano iniziati ieri mattina alle 10, si sono protratti fino alle 6:40 di stamane. Lo rende noto il sindacato degli infermieri Nursing Up nel prendere atto che si arriverà a breve a una firma a cui non parteciperà.

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Oggetto:

NOI ORDINI DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE della SICILIA ci stiamo mettendo anima e corpo nel sostenere, all’interno delle istituzioni, le giuste prerogative dei professionisti sanitari INFERMIERI a vantaggio dei cittadini siciliani.
Incrociamo le dita, noi andremo avanti con determinazione, aperti al confronto con le istituzioni, sino a quando non raggiungeremo i scacrosanti obiettivi prefissati, consapevoli di proporre soluzioni anche a beneficio della collettivita’.
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l’accordo finale sul Ccnl per il comparto sanità non si trova. O meglio, se Regioni e Governo stanno facendo quadrato sulla bozza che circola in queste ore, per i sindacati degli infermieri la trattativa sarebbe una presa in giro. E quindi, al momento e al contrario di quanto sta accadendo per i medici, lo sciopero previsto per il 23 febbraio è confermato.

L’incontro di ieri sera all’Aran è stato, a parere dei sindacati, del tutto inconcludente e le quattro ore di confronto tra le parti non ha avuto esito positivo. Lo ha sottolineato in una nota rovente il sindacato degli infermieri Nursing Up. «Scandaloso che ci ripropongano le stesse indennità ferme da vent’anni, senza differenziazioni – denuncia il presidente Antonio De Palma – vogliono un rinnovo contrattuale a costo zero». Nella bozza del Ccnl si legge di indennità giornaliere per infermieri con importi identici all’ultimo contratto (2,74 euro lordi per ora servizio notturno), senza risorse integrative. E poi che al personale del ruolo sanitario «in servizi su tre turni compete idennità giornaliera, pari a euro 4,49».

«Non siamo disponibili ad accettare condizioni contrattuali al ribasso e contestiamo il metodo: non è possibile prendere visione di pezzi di contratto ed esprimere un parere seduta stante. Hanno anche il coraggio di chiamarla trattativa. Questo modo di procedere ci sembra presa in giro di lavoratori che aspettano risposte da vent’anni» tuona De Palma.

Indennità congelate da 20 anni
Nella bozza si legge che agli operatori categorie A-D per almeno 12 ore giornaliere ed effettivamente operanti su due turni in corsia o in struttura protetta spetterebbe un’indennità di 2,07 euro. «Inaccettabile – sottolinea il sindacalista – l’indennità è corrisposta purché vi sia effettiva rotazione del personale su due turni, tale che nell’arco del mese si evidenzi un numero sostanzialmente equilibrato dei turni almeno pari al 30%».

E conclude «Hanno anche il coraggio di chiamarla trattativa, quando riteniamo con tutta evidenza che sia una modalità che, di fatto, vessa il confronto. Le risorse che chiediamo ci sono o no?».

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Milano. Fials: “Carenza di personale al Pronto Soccorso del Sacco. Infermieri allo stremo”
La dotazione di organico impone una turnistica Mattino – Mattino – Pomeriggio – Pomeriggio – riposo – Notte – Notte – sortita – riposo – riposo. De Martino: ”Tale turistica non è più sostenibile, in quanto gli operatori lamentano come sia impossibile sia fisicamente che mentalmente, causa gli elevati carichi di lavoro, riuscire a reggere due turni notturni consecutivi.

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“ Corte Ue dà ragione a vigile del fuoco volontario

“A casa ma reperibili? E’ orario di lavoro e va pagato”.

La sentenza dei giudici di Lussemburgo accoglie le richieste di un addetto al servizio antincendio della città di Nivelles, in Belgio, che ha chiesto un risarcimento per i servizi di guardia al proprio domicilio

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La peculiarità della professione infermieristica,per contesto organizzativo,di responsabilità e per carenze di personale, non è paragonabile a nessun’ altra professione sanitaria non medica.”

Uno sciopero che sarà solo l’inizio per poter affermare una professione che più delle altre ha avuto importanti fasi di evoluzione normativa che hanno sancito sulla carta un’autonomia mai realizzata.

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NurseNews vuole esprimere La sua posizione a favore della discesa in piazza a Roma degli infermieri italiani caldeggiata anche dalla FNOPI,  iniziativa che punta a valorizzare la professione ,consapevoli che forse un solo giorno di sciopero non potrà dererminare una svolta ma porterà all’attenzione di tutti  le problematiche professionale che dovrànno trovare appoggio nelle istituzioni.

La peculiarità della professione infermieristica,per contesto organizzativo,di responsabilità e per carenze di personale, non è paragonabile a nessun’ altra professione sanitaria non medica.”

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Anche la ASP di Catania dopo quella di Messina ha indetto un concorso per 115 operatori socio sanitari
Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n.1 del 26 gennaio 2018 e ora si attende la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

L’azienda sanitaria provinciale di Catania ha indetto un concorso pubblico per 115 operatori socio sanitari da assumere attraverso procedure di mobilità regionale ed interregionale. L’azienda sanitaria provinciale di Catania si estende su tutta la provincia di Catania e si compone di ben 7 ospedali: P.O. S.Marta e S.Venera di Acireale, P.O. di Biancavilla, Ospedale di Bronte, Ospedale di Caltagirone, P.O. “S.Giovanni di Dio e Sant’Isidoro” di Giarre, Ospedale di Militello, Ospedale di Paternò.

Oltre gli OSS anche Medici e Tecnici
Oltre ai 115 operatori socio sanitari, la ASP di Catania assumerà 27 dirigenti medici M.C.A.U., 14 dirigenti medici di anestesia e rianimazione, 10 dirigenti medici di radiodiagnostica, 27 CPS Tecnico della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro.

Come partecipare alla selezione
La procedura di ammissione, come illustrato sul bando, sarà online attraverso una applicazione che verrà resa disponibile sul sito aspct.it e gli interessati dovranno usare unicamente questa modalità di trasmissione per la domanda di partecipazione

Bando completo
Scarica l’avviso oss con il bando completo

immagine19 febbraio – “Non siamo disponibili, lo ribadiamo, a firmare un contratto a perdere nei diritti normativi ed economici”. Così Giuseppe Carbone, Segretario Generale Fials, subito dopo la convocazione Aran per il 22 febbraio per pervenire alla firma del Ccnl per il comparto sanità.

Che contratto sia se dignitoso economicamente e professionalmente”. Così Giuseppe Carbone, Segretario Generale Fials, subito dopo la convocazione Aran per il 22 febbraio per pervenire alla firma del Ccnl per il comparto sanità.

 

“Il recente atto di indirizzo integrativo del Comitato di Settore all’Aran sulla reale disponibilità delle risorse economiche – asserisce Carbone – rimane solo il punto di partenza per avviare la fase finale del rinnovo contrattuale. Necessitano ulteriori risorse che diano la reale possibilità di riconoscere la dignità professionale di tutti i dipendenti, il loro sviluppo di carriera, la loro professionalità e le stesse indennità. Su queste basi potrebbe esserci la disponibilità della Fials a trattare e chiudere, diversamente sarà una netta opposizione alla firma del contratto e quindi sciopero”.

“Ormai basta – denuncia Carbone – con le politiche governative e regionali di risparmio e tagli solo nella sanità e sul personale della sanità, mentre assistiamo ancora al vergognoso salto del leopardo nei dovuti tagli dei tetti e sotto tetti dei redditi e vitalizi dei parlamentari e consiglieri regionali, oltre alla voragine di circa 20 miliardi annui di sprechi in sanità. Sarebbe sicuramente utile ricordarsi di questo il prossimo 4 marzo! Non siamo disponibili, lo ribadiamo, a firmare un contratto a perdere nei diritti normativi ed economici”.

“Occorre, invece – afferma Carbone – adesso e senza ulteriori rinvii, un segnale chiaro da parte dell’Aran, con assunzione di responsabilità politica da parte delle Regioni, per evitare un forte conflitto sociale, porre sul tavolo negoziale del prossimo 22 febbraio, ulteriori risorse economiche per dare concreta attuazione agli aumenti stipendiali, al sistema delle carriere gestionali e carriere cliniche assistenziali con i diversi incarichi, completi di declaratorie e competenze, quali:
• carriera gestionale: incarichi di organizzazione di funzione di organizzazione dell’area sanitaria e sociosanitaria, per concorrere a fornire risposte appropriate, efficaci, efficienti ai problemi prioritari di salute della popolazione e ai problemi di qualità dei servizi;
• carriera gestionale: incarichi di organizzazione: in ambito amministrativo, tecnico e professionale;
• carriera professionale: incarichi di sviluppo professionale per il personale amministrativo e tecnico;
• carriera clinica – assistenziale professionale: incarichi di professionista esperto, relativo alle competenze avanzate e di professionista specialista, delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, della professione di ostetrica nonché di assistente sociale”.

“Necessita, individuare, con questo contratto, per dare certezza professionale, le aree di specializzazione della professione sanitaria di infermiere, quali:
a) infermiere specialista in area intensiva e dell’emergenza/urgenza;
b) infermiere specialista in area cure primarie – inferiere comunità – famiglia;
c) infermiere specialista in area dell’assistenza internistica;
d) infermiere specialista in area dell’assistenza chirurgica;
e) infermiere specialista in area dell’assistenza pediatrica;
f) infermiere specialista in area dell’assistenza in salute mentale e dipendenze.

“Come necessita, dare certezza professionale anche alle aree di specializzazione per la professione di tecnico sanitario di radiologia medica, quali:
a) tecnico sanitario di radiologia medica specialista in area diagnostica per immagini;
b) tecnico sanitario di radiologia medica specialista in area radioterapia oncologica;
c) tecnico sanitario di radiologia medica specialista in area di medicina nucleare;
d) tecnico sanitario di radiologia medica specialista in area fisica sanitaria (fisica medica);
e) tecnico sanitario di radiologia medica specialista in area veterinaria;
ed ancora, prevedere – afferma Carbone – da subito, anche, le aree specialistiche per le altre professioni sanitarie e socio sanitarie;
Tipologie di incarichi, prosegue Carbone, a cui rimane necessario dare un riconoscimento economico molto elevato rispetto a quelli attuali – non certamente umiliante come risulta dagli attuali articolati Aran – non solo per le alte responsabilità professionali che si richiedono ma anche per i requisiti previsti come ad esempio la laurea magistrale che ad avviso della Fials potrebbe essere solo uno dei tanti titoli valutabili per l’assegnazione dell’incarico gestionale”.

“Come deve essere chiaro e precisato nell’articolato contrattuale che la valutazione positiva a regime – triennale o quinquennale – deve rappresentare elemento essenziale per il rinnovo dell’incarico di funzione o per l’acquisizione di un nuovo incarico senza passare da ulteriore avviso di selezione. La Fials – dichiara Carbone – è impegnata in questo negoziato affinché nel nuovo contratto venga inserita l’area socio sanitaria, come prevista dalla recente legge n. 3/2018, e quindi riconoscere anche l’evoluzione professionale ed economica dell’Operatore Socio Sanitario, come dell’Assistente Sociale e dell’Educatore Professionale”.

“Servono – ripete Carbone – ulteriori risorse economiche, rispetto a quelle già definite negli atti di indirizzo del Comitato di Settore, per una revisione completa, dal punto di vista funzionale organizzativo ed anche di aumento economico, delle diverse indennità specifiche collegate alla turnistica, al rischio, alla pronta disponibilità, ecc. Risorse economiche fresche da parte delle Regioni – afferma Carbone – che non possono essere legate a contropartite come quelle attualmente richieste di derogare pesantemente a diritti riconosciuti a tutti i lavoratori europei sui riposi, sulle pronte disponibilità o chiedere un aumento massiccio di ricorso al lavoro straordinario o altre diavolerie pur di non essere costretti – Regioni/Aziende ed Enti – ad ulteriori assunzioni”.

“I piani di fabbisogno del personale sono elemento cardine della politica sanitaria che si intende realizzare nelle Regioni e quindi nelle Aziende ed Enti per assicurare i Lea e dare dignità professionale a tutti i dipendenti per metterli nelle condizioni di assicurare la cura e l’assistenza. Resta da definire – conferma Carbone – in questo contratto e senza ulteriori indugi la normativa sulla mobilità interaziendale per mettere fino all’abuso incontrollato dell’assenso preventivo, l’attività libero professionale per le professioni sanitarie, il diritto ai tempi di svestione/svestione, cambio di consegna e formazione obbligatoria nell’ambio dell’orario di lavoro, il diritto alla mensa per i turnisti, il profilo professionale per l’Autista Soccorritore, l’evoluzione professionale degli Infermieri Generici e Puericultrici, i diritti normativi ai permessi ai dipendenti a tempo determinato”.

“La Fials – conclude Carbone – su queste basi e risultati concreti potrebbe porre la propria firma alla pre-intesa riservandosi il giudizio finale dopo la consultazione ed approvazione di tutto l’articolato contrattuale da parte delle assemblee dei dipendenti nelle diverse Aziende ed Enti prima della firma conclusiva del contratto nazionale”.

Fonte  Fials

16/02/2018 – La FNOPI ha elaborato un documento che riassume e coagula i tanti report prodotti, dal rapporto Oasi 2017 del Cergas Bocconi, al Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato per sottolineare, diffondere e far recepire le istanze dell’immediato futuro dei professionisti infermieri

Mancano Professionisti, mancano anche gli infermieri, tutti lanciano il loro grido di allarme, nessuno si sottrae.

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Alfio Stiro

Post N4.0

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