Mentre crescono i contagi di Covid-19 nel mondo , con oltre 4,5 milioni di nuovi casi negli ultimi 7 giorni gli stati uniti chiedono la sospensione del vaccino Johnson&Johnson dopo alcuni casi di coagulazione.
La sospensione è legata a sei casi di sviluppo di una malattia rara nelle 2 settimane successive alla vaccinazione.
La Danimarca sospende definitivamente l’uso del vaccino AstraZeneca.
La Tv2 ha riferito che sarà diffuso il Piano vaccinale aggiornato, in cui non appare più il vaccino anglo-svedese.
La Germania raccomanda di somministrare agli oltre 2,2 milioni di under 60 che avevano ricevuto la prima dose con AstraZeneca
di fare il richiamo con vaccino di altro tipo.

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Riprendiamo e riportiamo per intero l’articolo pubblicato da Nurse times, riguardante la manifestazione a Piazza del Popolo dell’undici aprile, avvenuta sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare l’art. 4 del D.L. n. 44/2021. L’articolo è stato scritto e pubblicato da A.A.D.I..

AADI QUERELA FNOPI – INIZIA LA CACCIA ALLE STREGHE E SI PREPARANO I ROGHI DI PIAZZA
Oggi pomeriggio, appena terminata la manifestazione a Piazza del Popolo sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare e spiegare, tramite liberi interventi sul palco, i motivi legali e scientifici che rendono incostituzionale l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, si è riunito il Direttivo dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri per preparare la querela contro la FNOPI.

 

Durante la manifestazione è stata spiegato e prodotto il Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2021 del Ministero della Salute che manifesta serie perplessità sull’efficacia vaccinale e, cosa fondamentale, afferma che il vaccinato continua a trasmettere il virus nonostante il secondo richiamo, senza contare che non vi è sicurezza sulla copertura totale del vaccino (c.d. fallimento vaccinale affrontato dallo stesso Rapporto).

La ratio legis dell’art. 4 del D.L. n. 44/2021 si fonda sul presupposto che il sanitario vaccinato non sia più in grado di trasmettere il virus ai pazienti e, perciò, tale presupposto legislativo, alla luce del suesposto Rapporto, si palesa in contraddizione con le evidenze scientifiche evidenziate dal comitato scientifico ministeriale.

La manifestazione è stata, quindi, utile per incontrare i sanitari che sollevano dubbi sull’obbligo vaccinale e sull’efficacia e la sicurezza del vaccino, anche in considerazione dei sempre più numerosi eventi avversi, anche infausti, subiti a ridosso del vaccino.
Pertanto, si è convenuto, per chi intenda procedere contro l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, di rifiutare la vaccinazione e, nelle more dei provvedimenti demansionanti o sospensivi datoriali pervisti dal decreto, di adire il giudice del lavoro, chiedendo, all’uopo, il rinvio alla Corte costituzionale per gli evidenti conflitti sopra eccepiti.

La manifestazione in parola è stata regolarmente autorizzata da Roma Capitale e dalla Questura, videotrasmessa in diretta da SKYTG24, in presenza di numerose forze di polizia stazionanti nei pressi della manifestazione e si è svolta del tutto pacificamente.

La Federazione degli Ordini Professionali degli Infermieri (d’ora in poi FNOPI), ente di diritto pubblico, rappresentato legalmente dalla Presidente dott.ssa Barbara Mangiacavalli, ha diffuso un comunicato inerente tale manifestazione, che è oggetto di querela per le minacce proferite da chi dovrebbe difenderci e non perseguitarci.

Nel comunicato FNOPI, riportato anche sulla rivista infermieristica Nursetimes, si stigmatizza la manifestazione e si proferiscono minacce su presupposti pseudoscientifici del tutto fuorvianti, non veri e precisamente:
– “Gli infermieri sono dalla parte della scienza e supportano l’adesione consapevole alla vaccinazione”. La scienza afferma che non ci sono prove scientifiche sull’efficacia vaccinale e sulle conseguenze degli effetti del mRNA sull’uomo. Come chiaramente affermato nel Rapporto ministeriale, il vaccino non protegge chi viene a contatto con il vaccinato né protegge al 100% lo stesso vaccinato. Quindi la FNOPI propugna visioni del tutto personali e antiscientifiche sul vaccino anti COVID;

– “La FNOPI rifiuta e stigmatizza l’immagine data alla manifestazione … gli infermieri presenti al raduno dovranno renderne conto agli Ordini Professionali … ai quali la federazione darà tutto il supporto necessario per operare con il massimo rigore”. Minacciare provvedimenti disciplinari nei confronti di chi manifesta liberamente e rispetta la legge sui raduni autorizzati, commette reato in quanto si pretende di imporre la propria arbitraria visione, addirittura errata alla luce delle informazioni succitate, su una questione dibattuta, paventando punizioni e pregiudizi professionali e patrimoniali (sospensione e radiazione dall’esercizio della professione) contro coloro che non hanno fatto altro che manifestare liberamente il proprio pensiero, creando libero comitati ed associazioni professionali e culturali, del tutto legittimi e legali, dedicate allo studio della materia attualmente dibattuta.

L’abuso di potere e la coercizione psicologica realizzata mediante ingiusta minaccia, nei riguardi di chi, esercitando la libertà costituzionale di riunirsi pacificamente e di manifestare il proprio libero pensiero nei limiti della continenza e della verità, non possono essere tollerate soprattutto se provengono da una istituzione pubblica come la FNOPI che ha, invece, il dovere di promuovere la critica e il confronto professionale e scientifico e proteggere la libertà di pensiero quando la materia è ancora dibattuta e non vi sono certezze scientifiche.

Ricordiamo alla spettabile FNOPI che: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica” (art. 17 Cost.).

Gli infermieri si sono radunati senza armi, con le dovute autorizzazioni e pacificamente.

Nessuna censura può essere mossa perché nessuna norma permette alla FNOPI di creare regole superiori alla Carta costituzionale o di derogare ai principi fissati dai Padri costituzionalisti, anche secondo il brocardo: sine pena sine lege.
Uniformare la collettività pensante all’unico modello ideologico imposto dalla FNOPI è squadrismo.

Le intimidazioni e le punizioni bulgare minacciate, nonostante le sanzioni ordinistiche siano tassativamente previste dalla legge per specifiche infrazioni, tra i quali non rientra certamente la libertà di pensiero, non sono lecite e devono essere perseguite.

Ora la parola alla Procura della Repubblica!

Fonte Nurse Times

 

 

 

 

 

 

 

Gli Ordini professionali sono enti pubblici non economici

posto “sotto l’alta vigilanza del Ministero della salute”, la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei professionisti che svolgono attività dedicate nel campo della tecnica, della salute, della legge.

le  principali attribuzioni assegnate dalla legge all’ordine sono:

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Il presidente dell’ordine degli infermieri di Salerno dott. Cosimo Cicia, contesta a stretto giro di posta l’ordine di servizio redatto dal direttore dell’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia Dr. Gennaro Auriemma rivolto a infermieri e ostetriche.

 

 

 

 

 

 

 

Tale ordine di servizio denota , oltre la scarsa conoscenza dei profili professionali degli infermieri ed ostetriche, una malevole intenzione atta a screditare, denigrare e demansionare le suddette figure professionali. Per la tutela dell’immagine, del decoro e soprattutto  della salute pubblica, l’ordine professionale, nella persona del suo presidente, contesta prontamente l’illegittimità dell’ordine di servizio emanato dal direttore dell’UO complessa di ginecologia.

A seguire la nota del presidente Opi Salerno, Cosimo Cicia:

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Le mansioni di igiene domestico-alberghi non sono mai state attribuite all’Infermiere ex professionale, oggi laureato, neanche ai tempi del mansionario! Nel DPR 225/74 tali mansioni erano già affidate all’Infermiere Generico: Titolo V, art.6, (comma a): “assistenza completa al malato,

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Che tipo di “prove” sono necessarie per dimostrare il danno da demansionamento?

Dopo il riconoscimento dell’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in Veneto, nella Asl di Salerno gli infermieri fanno un salto nel passato ritornando al mansionario, con evidente demansionamento di infermieri ed ostetriche

Un singolare ordine di servizio firmato dal Direttore dell’U.O. Ostetricia e Ginecologia avente come oggetto “mansioni del personale durante la guardia”
Con una premessa “che – gli accordi collettivi nazionali non definiscono più nei dettagli le mansioni del personale sanitario oramai da decenni;

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Gli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri del Veneto rispondono alle parole del governatore Luca Zaia che aveva detto: “Per fare una iniezione non serve una laurea”, durante il consueto punto stampa. Come sottolineano i presidenti dei sette Ordini provinciali del Veneto, fra cui il presidente dell’Ordine dei medici di Verona, Carlo Rugiu, la puntura è solo la parte temporale minimale di tutto il processo di vaccinazione, che si articola in cinque fasi e contempla anche l’osservazione del paziente per possibili eventi avversi e sintomatologia legata allo stato di ansia.

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Già il REGIO DECRETO 2 maggio 1940 n. 1310
determinava le mansioni dell’infermiere professionale e quelle degli infermieri generici. (GU n.225 del 25-9-1940
Entrata in vigore del provvedimento: 10/10/1940.)

Già allora venivano differenziate le due figure professionali per separare le attività relative all’igiene della persona da quelle inerenti la somministrazione dei farmaci per ridurre così la comparsa delle infezioni correlate all’assistenza( ICA) e abbattere l’antibiotico resistenza, ai fini di contenere le complicanze e migliorare la qualità assistenziale.

Il generico si doveva occupare pertanto  dell’assistenza di base sotto la responsabilità dell’infermiere professionale che somministrava i farmaci e che svolgeva tutte le altre attività legate all’assistenza infermieristica specialistica.

Leggendo anche il D.P.R. 14 marzo 1974 n. 225 (in seguito abrogato) si evince
che l’infermiere professionale non avrebbe dovuto mai espletare compiti meramente manuali.

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“Non vogliamo passare per quelli che, come spesso accade in Italia, appena si cerca una soluzione creano il “comitato del No”, ma questo provvedimento rischia di essere nocivo per tutti e soprattutto per i pazienti”. Federico Pegoraro, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Vicenza (OPI), commenta così in una nota la recente delibera della Giunta regionale, sui cosiddetti “infermierini”, che stabilisce uno specifico percorso di “Formazione complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio-Sanitario” (Oss).

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